La mobilitazione paga: slitta la ratifica del CETA al Parlamento Europeo

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Un’altra piccola vittoria per le cittadine e i cittadini europei e canadesi: le mobilitazioni in tutta Europa culminata nell’appello di oltre 450 Ong di bloccare la ratifica del CETA  (il trattato di libero scambio con il Canada considerato “fratello gemello” del TTIP), lo scontro interno al Parlamento Europeo, la crescente pressione sugli europarlamentari perchè prendano una posizione chiara sull’accordo stanno dando i primi risultati.
Durante la riunione di ieri 28 novembre dell’INTA Committee, la Commissione Commercio internazionale hanno deciso di far slittare il voto in Commissione e quello di ratifica in aula a fine gennaio. Le prime date decise (5 dicembre per INTA e 14 dicembre per il voto finale) si sono scontrate con una crescente opposizione dell’opinione pubblica e della società civile. Le conclusioni di ieri prevedono uno slittamento al 23-24 gennaio per il voto in INTA e la possibilità della plenaria dell’1-2 febbraio a Bruxelles per il voto finale.
Questo lascia spazio per aspettare l’arrivo dei pareri delle Commissioni Ambiente (ENVI) e Occupazione (EMPL), ma soprattutto per rilanciare la pressione sugli europarlamentari.
Abbiamo ottenuto quasi due mesi in più per poter far valere le nostre ragioni, aiutaci a diffondere la campagna di mobilitazione sugli eurodeputati: manda email, tweet, telefona, organizza incontri con gli eletti della tua zona.
E ricorda loro che la parola d’ordine è #StopCETA.

Oltre 450 Ong chiedono Stop a CETA. E Stop TTIP Italia approda a Le Iene

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Oltre 450 organizzazioni non governative europee e canadesi (tra cui, oltre a Stop TTIP Italia, CGIL, Fairwatch, Trasform, Attac Italia, Cospe, Wwoof Italia, Slow Food Italia, Greenpeace, Distretto di Economia Solidale Altrotirreno, PEAH) hanno inviato stamane a Parlamentari europei e Governo italiano un appello dove si chiede il blocco della ratifica del CETA, l’Accordo di libero scambio con il Canada considerato gemello del TTIP.
“Ben 456 organizzazioni della società civile canadesi ed europee hanno voluto fare ulteriore chiarezza su un accordo a nostro modo di vedere dannoso a livello sociale e ambientale” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia.
“Durante il negoziato TTIP e mentre a livello europeo si stava procedendo con il processo di approvazione del CETA, abbiamo ripetutamente sottolineato i rischi e le criticità. Ma le documentate preoccupazioni di associazioni di consumatori, sindacati, organizzazioni ambientaliste non sono state minimamente prese in considerazione. Questo è il motivo per cui esprimiamo la nostra più ferma opposizione alla ratifica dell’accordo”.
“Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato la campagna di pressione sugli europarlamentari“, chiarisce Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Stiamo chiedendo loro che ritardino ulteriormente l’approvazione del CETA per permettere un ampio dibattito tra i cittadini. Ma l’obiettivo finale è chiedere al Parlamento europeo, al Parlamento canadese, così come si parlamenti nazionali, provinciali e regionali, che hanno una voce in capitolo nella ratifica, di difendere i diritti e gli interessi delle persone che rappresentano contro le minacce poste dalla CETA votando contro la ratifica dell’accordo“.
La campagna Stop TTIP Italia è stata ospite della trasmissione de Le Iene di domenica 27 novembre (qui il servizio di Nadia Toffa), un ulteriore tassello nel tentativo di rendere più accessibili informazioni ai cittadini e alle cittadine. Un lavoro di sensibilizzazione che sta contribuendo a un aumento della consapevolezza nel nostro Paese su due trattati, CETA e TTIP, che avranno forti impatti a livello economico, sociale e ambientale.

Il TTIP ospite de Le Iene

Nella puntata di stasera del 27 novembre Le Iene accenderanno i riflettori sul TTIP.
I contatti e l’intervista si sono svolti per la mobilitazione del 7 maggio scorso, che a Roma ha portato più di 30mila persone a manifestare contro il negoziato transatlantico.
Vediamo cosa hanno scoperto…

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Ultim’ora CETA: l’europarlamento boccia ricorso alla Corte di Giustizia Europea

Aggiornato alle ore 21.00 (elenco dei votanti in fondo all’articolo)

CETA: l’europarlamento boccia ricorso alla Corte di Giustizia Europea
Stop TTIP Italia: “Fatto grave e preoccupante. Mettiamo gli eurodeputati sotto pressione e chiediamo conto delle loro azioni”

Con 419 voti contrari e 258 favorevoli, il Parlamento europeo ha da poco bocciato la proposta di far esprimere la Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità del CETA, l’Accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea in via di ratifica, con i Trattati Europei.
Dopo aver impedito all’aula di discuterne poco più di due giorni fa, una netta maggioranza di eurodeputati, tra cui molti italiani, ha oggi respinto una richiesta tvotorasversale di parere istituzionale promossa da 84 europarlamentari la settimana scorsa.
“Un fatto grave e preoccupante” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Dopo aver messo il bavaglio a una discussione democratica alcuni giorni fa, oggi il Presidente Schultz ha messo in votazione la risoluzione impedendo agli eurodeputati di poter motivare il proprio voto. La risoluzione di oggi, se fosse stata approvata, avrebbe permesso di avere il parere autorevole della Corte di Giustizia Europea sul fatto che il CETA non metta in discussione il diritto comunitario. Volevano impedire ai Parlamenti nazionali di esprimersi, ora stanno mettendo il bavaglio al Parlamento Europeo. L’approvazione del CETA non deve avere ostacoli democratici, per il Partito Popolare Europeo e i Socialdemocratici. Molti parlamentari hanno votato a favore di un dibattito contro l’indicazione dei loro partiti e questo dimostra che le nostre argomentazioni sono convincenti. La maggioranza a Strasburgo sta correndo per quello: per evitare che siano sempre di più quelli che si rendono conto del grave errore che stanno facendo nel sostenere il Ceta“.
“Stanotte il gruppo dei Socialdemocratici si è spaccato sull’approvazione della risoluzione” precisa Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Per questo si è impedito un dibattito chiaro e approfondito anche oggi. Ci sono stati 419 eurodeputati che hanno scelto di dare priorità all’interesse commerciale piuttosto che al diritto comunitario, come Campagna Stop TTIP Italia pubblicheremo i loro nomi e i cognomi, così da permettere agli elettori di chiedere conto del voto dato e della loro posizione sul CETA. Ora, fino al 14 dicembre giorno della ratifica finale, mettiamoli sotto pressione”.
La campagna Stop TTIP Italia invita a rilanciare e a diffondere l’iniziativa “Adotta un Europarlamentare”, con l’obiettivo di fare pressioni sugli eurodeputati in vista della ratifica finale del CETA prevista a Strasburgo per il 14 dicembre. In particolare su chi, nella giornata di oggi, ha scelto di non sostenere la necessaria richiesta di chiarezza sul CETA.

I nomi di chi ha votato contro la richiesta di parere della Corte di Giustizia Europea

ECR: Raffaele FITTO, Remo SERNAGIOTTO

PPE: Lorenzo CESA, Salvatore CICU, Alberto CIRIO, Herbert DORFMANN, Lara COMI, Elisabetta GARDINI, Fulvio MARTUSCIELLO, Stefano MAULLU, Alessandra MUSSOLINI, Aldo PATRICIELLO, Salvatore Domenico POGLIESE, Massimiliano SALINI, Antonio TAJANI

S&D: Simona BONAFE’, Mercedes BRESSO, Caterina CHINNICI, Silvia COSTA, Nicola DANTI, Isabella DE MONTE, Michela GIUFFRIDA, Roberto GUALTIERI, Cécile KYENGE, Luigi MORGANO, Alessia MOSCA, Massimo PAOLUCCI, Giuseppina PICIERNO, Gianni PITTELLA, David SASSOLI, Patrizia TOIA, Flavio ZANONATO, Damiano ZOFFOLI

L’elenco completo dei votanti e di chi ha sostenuto la risoluzione (+), chi l’ha bocciata (-) e chi si è astenuto si scarica a questo link, a pagina 5, risoluzione 1220/2016

CETA: dopo la bocciatura della discussione, oggi il voto sulla Corte Europea

Due giorni fa una maggioranza risicata di appena 14 voti ha bocciato la possibilità di discutere del CETA all’europarlamento, molti gli eurodeputati italiani che hanno sostenuto il bavaglio.
Oggi, dalle 12.30, gli europarlamentari si dovranno esprimere se sostengono o meno il ricorso alla Corte di Giustizia Europea sul CETA, per capire l’effettiva compatibilità dell’accordo (e della sua parte sulla tutela degli investimenti) con i Trattati che istituiscono l’Unione Europea. Una richiesta di parere che rallenterebbe il processo di approvazione e di ratifica per due mesi, ma che consentirebbe di chiarire una volta per tutte un elemento assolutamente delicato per gli equilibri democratici.

Qui trovi il programma di oggi all’Europarlamento

Qui la pagina specifica sulla votazione di oggi

La ratifica finale del CETA a Strasburgo è prevista il 14 dicembre, aumentiamo la pressione sugli europarlamentari: diffondiamo e partecipiamo alla campagna Stop CETA “adotta un Europarlamentare”.

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Bocciata discussione sul CETA all’Europarlamento: ecco i nomi.

Procede il processo di ratifica del CETA: Dopo che la settimana scorsa oltre 84 Europarlamentari hanno presentato una risoluzione che chiede di fare chiarezza sulla compatibilità del CETA con i Trattati europei, con particolare riferimento al capitolo legato all’arbitrato investitore – Stato, ieri sarebbe potuto essere il momento per discuterne in aula.

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Ma 184 parlamentari hanno votato contro una richiesta di dibattito sul Ceta e sul ricorso da poco presentato alla Corte di Giustizia Europea: qui trovate i nomi: con “+” chi ha votato a favore della discussione, con “-” chi ha contribuito a bocciarla impedendo al Parlamento europeo di svolgere il suo ruolo di presidio democratico.

Mercoledì 23 novembre l’aula dovrà esprimersi per concedere o meno il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
Stop TTIP Italia monitorerà la seduta e renderà pubblici i nomi e i cognomi di chi vorrà impedire che la Corte Europea di Giustizia si esprima su un trattato che riguarda tutti, per questo oggi è ancor più importante che aumentiamo la pressione sui nostri eurodeputati:
diffondiamo e partecipiamo alla campagna Stop CETA “adotta un Europarlamentare”.

CETA e clima: Stop TTIP Italia incontra il Ministro Galletti alla COP22

gallettiFairwatch, a nome della Campagna Stop TTIP Italia, ha incontrato oggi il Ministro all’Ambiente Galletti alla COP22 di Marrakech, durante un incontro organizzato da Coalizione Clima, la rete di organizzazioni e sindacati che si batte da anni per la giustizia climatica.
“Abbiamo consegnato al Ministro Galletti un documento che mostra come gli accordi di libero scambio stiano ostacolando la lotta al cambiamento climatico”, sottolinea Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch e tra i coordinatori della campagna Stop TTIP Italia. “Il testo del CETA dovrà di necessità passare dal Consiglio dei Ministri prima della ratifica al Parlamento europeo, crediamo sia venuto il momento di un dibattito pubblico e informato sui rischi che si presenteranno, al di là della retorica sull’impegno dell’Italia nella lotta al climate change”.”Gli ambiti che tocca il CETA” conclude Zoratti, “vanno ben oltre alla già complessa questione degli scambi commerciali, andando a impattare su questioni legate ai diritti del lavoro, all’ambiente e, non ultimo, alle politiche di mitigazione nella lotta al cambiamento climatico”.

Qui il video dell’intervento di Stop TTIP Italia all’incontro col Ministro Galletti

 

Continua la pressione per fermare il CETA

Oltre 84 Europarlamentari hanno presentato una risoluzione che chiede di fare chiarezza sulla compatibilità del CETA con i Trattati europei, con particolare riferimento al capitolo legato all’arbitrato investitore – Stato. Se approvata verrebbe richiesto un intervento della Corte di Giustizia Europea che, se confermata, potrebbe congelare l’approvazione del CETA per due anni.

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Per questo a Bruxelles si sta giocando un braccio di ferro sul tempo di approvazione. Proprio oggi la conferenza dei capigruppo deciderà se fa discutere la risoluzione nella plenaria di Novembre. Una posizione che vede la forte opposizione del gruppo socialdemocratico (di cui fa parte il PD italiano) e popolare (di cui fanno parte Forza Italia e Nuovo Centrodestra), perchè garantire una dicussione democratica significherebbe rallentare il processo di approvazione. Per questo, nonostante persino due Commissioni del Parlamento Europeo abbiano chiesto più tempo (ENV, cioè ambiente, ed EMPL, cioè occupazione) la spinta è per la conferma della plenaria del 5 dicembre per la ratifica e quindi l’applicazione provvisoria del CETA.

Questo è il momento di spingere dal basso perchè emergano le posizioni di tutti gli europarlamentari.
Diffondi la campagna di pressione sugli Europarlamentari, sostienila anche tu

Stop TTIP lancia la campagna “Adotta un europarlamentare” per fermare il CETA

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Prima della fine dell’anno il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare l’accordo UE-Canada firmato il 30 ottobre. A partire da oggi, Stop TTIP Italia aumenta la pressione sugli eurodeputati per chiedere loro di esprimere un voto contrario

I nostri rappresentanti politici in Europa saranno chiamati a rispondere agli elettori, che dai territori chiederanno di motivare le loro opinioni sul CETA. È questo l’obiettivo della campagna “Adotta un europarlamentare, lanciata da Stop TTIP Italia, la rete di oltre 200 organizzazioni che si oppone agli accordi di liberalizzazione commerciale promossi dall’Unione Europea senza valutare i numerosi impatti negativi sulla vita dei cittadini e l’ambiente.

Da oggi fino al voto della plenaria di Strasburgo, le italiane e gli italiani contrari alla deregulation promossa dal CETA, che mette sul piatto del business i servizi pubblici, il lavoro, il cibo e l’ecosistema, potranno fare pressione sugli eurodeputati per esortarli a respingere l’accordo. I loro contatti pubblici verranno messi a disposizione sul sito www.stop-ttip-italia.net, insieme alle analisi e ai dossier che la campagna ha pubblicato. Questi documenti espongono tutte le contraddizioni e i pericoli contenuti nel testo del CETA, e serviranno per chiedere conto della posizione dei nostri eletti in merito alle scottanti questioni lasciate aperte dal negoziato.

“Prima di arrivare al vaglio dei Parlamenti nazionali, l’accordo con il Canada sarà già entrato in vigore per buona parte dopo l’eventuale via libera dell’Europarlamento – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop TTIP Italia – Per questo la società civile si mobiliterà con l’obiettivo di impedire a Strasburgo di dare parere favorevole ad un trattato nemico delle persone e del pianeta. In questi anni di campagna abbiamo costretto la Commissione Europea e il Governo italiano sulla difensiva, pubblicando le carte segrete dei negoziati sul TTIP e analizzando il testo del CETA nei dettagli. Anche i singoli eurodeputati adesso dovranno rendere conto della loro posizione e prendersene la responsabilità”.

 

Campagna Stop TTIP Italia

Web – www.stop-ttip-italia.net
Facebook – www.facebook.com/StopTTIPItalia
Twitter – @StopTTIP_Italia

Per interviste

Monica Di Sisto – 335 8426752
Elena Mazzoni – 328 1312595

#StopCETAday – 5 novembre a Roma, Milano, Torino, Napoli, Gallarate, Udine, Verona, Catanzaro. E tu?

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Dopo la grande manifestazione del 7 maggio a Roma, la Campagna Stop TTIP rilancia la mobilitazione sui territori con lo #StopCETAday di sabato 5 novembre. Contestualmente, diffonderemo “CETA: attacco al cuore dei diritti“, un adattamento del dossier “Making Sense of CETA” pubblicato a settembre da numerose organizzazioni della società civile europea.

Tu puoi:

– partecipare a spaghettate #StopCETA a Montecitorio,  poi apericena, mercati contadini e cortei nelle città che si mobilitano
– inviare il dossier di approfondimento agli europarlamentari del tuo comprensorio e ai capigruppo di Camera e Senato
– Tempestare di tweet parlamentari e altri personaggi pubblici

Qui tutte le istruzioni https://stop-ttip-italia.net/mobilitazione-stopceta-05112016/

E un video per spiegarti e da condividere per far capire perché è determinante che anche tu sia con noi Il video da diffondere #5nov #StopCETAday

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