Il TTIP contribuisce allo sviluppo sostenibile? Certo, come no

C’è voluto l’ennesimo documento leaked per smascherare ancora una volta la retorica della Commissione Europea sulla presunta sostenibilità del TTIP.
Grazie alla pubblicazione da parte del Guardian del testo della proposta europea del capitolo su materie prime ed energia (proposta eu energia) diventa ancor più evidente come la lotta al cambiamento climatico, e soprattutto il rispetto degli obiettivi dell’Onu sul clima, rischino di diventare carta straccia davanti alle direttive del Trattato transatlantico.
“Favorire l’autoregolamentazione del settore” sui requisiti di efficienza energetica per le merci. Un approccio “meno costoso” rispetto a normative vincolanti. Questo scrive l’articolo 6 della bozza, mettendo in discussione anni di standard di efficienza energetica che sono stati il cuore della politica energetica europea.
Se a questo si aggiunge l’articolo 4.1 dove si mette in discussione la possibilità di discriminare gli operatori energetici sulla base del tipo di energia , si capisce come ogni ipotesi di incentivi legati alla produzione di energia alternativa possa venire spazzata via.

Il leak è stato diffuso in apertura del 14° Round negoziale in corso in questi giorni a Bruxelles, in una settimana importante per le mobilitazioni contro il trattato transatantico e l’accordo con il Canada (CETA) ma anche cruciale per i destini dello stesso TTIP.

Un esempio, secondo la Campagna Stop TTIP Italia, di quanto la rappresentazione di un TTIP che alza gli standard non solo sia priva di fondamento, ma clamorosamente smentita dai documenti presentati dalla stessa Unione Europea.

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Cartolina da Milano in vista del 14esimo round negoziale…

Cartolina da Milani

Il Comitato Stop TTIP di Milano questa mattina è stato protagonista di uno straordinario flash mob a Piazza Affari che coinvolge la famosa scultura “dito medio” di Cattelan. E’ una cartolina indirizzata a Bruxelles dove si aprirà domani il 14esimo tavolo di negoziato Usa-Ue per tentare di chiudere il negoziato TTIP in zona cesarini.

Qui altre foto della straordinaria azione: https://goo.gl/photos/ibyNyMrR6Vok32bq5 Leggi il resto di questa voce

TTIP e CETA rallentati: primo passo, ora mobilitamoci per dire STOP

Stop TTIP Italia: “rallentamento negoziato TTIP e ratifica CETA prime vittorie,
ma non bastano. Mobilitazioni dal 13 luglio”
E intanto 67 ONG inviano lettera al Presidente del Parlamento EU: i negoziatori ignorano le risoluzioni parlamentari

E un appello ad un’agenda “positiva” sul commercio: il 13 luglio mobilitiamoci per bloccare TTIP e CETA e per un’altra idea di economia e di politica commerciale

“Un’importante vittoria, ma è solo un primo passo”, così la Campagna Stop TTIP Italia commenta le ultime notizie sul destino del Trattato transatlantico. Un negoziato messo in crisi dalle pressioni delle numerose campagne Stop TTIP in Europa e negli Stati Uniti, mobilitazioni che sono riuscite a imporre la ratifica parlamentare anche per il CETA, l’accordo con il Canada, ma che hanno l’obiettivo di fermare negoziati che sembrano non tenere conto di forti criticità e dei possibili impatti negativi.
“Una posizione non preconcetta e non sempre contro” commenta Monica Di Sisto, portavoce della Campagna italiana e relatrice all’evento organizzato alla Camera dei Deputati assieme a Coldiretti il 5 luglio scorso, “che si basa anche su un’agenda positiva, come il contributo che abbiamo dato sul rapporto appena approvato dal Parlamento Europeo su commercio e diritti umani, che dimostra come l’economia debba essere variabile dipendente della sostenbilità e del rispetto dei diritti”.

Continua intanto a crescere l’opposizione nei confronti del TTIP, in vista del nuovo round di negoziati in calendario a Bruxelles dal 12 luglio e delle mobilitazioni che si organizzeranno in Europa e in Italia a partire dalla prossima settimana. Oggi la Campagna Stop TTIP Italia, insieme ad altre 66 organizzazioni internazionali della società civile, ha inviato una lettera di protesta al presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz.

Le 67 Ong sottolineano come finora il negoziato condotto dalla Commissione europea non abbia tenuto conto delle raccomandazioni espresse dal Parlamento Europeo nelle sue risoluzioni. Ad esempio, quella che richiedeva di non discutere di ambiti come la chimica, “dove Stati Uniti e Unione europea hanno regole molto diverse”. Aveva votato per escludere le politiche in contrasto al riscaldamento globale dalle legislazioni che potrebbero essere bersaglio di ricorsi presso i tribunali di arbitrato. Aveva chiesto pieno rispetto dei sistemi normativi in auge su entrambe le sponde dell’Atlantico, eppure il meccanismo della cooperazione regolatoria consentirà a grandi gruppi di interesse economico di visionare ed esprimere un parere sulle nuove regolamentazioni comunitarie prima ancora dei parlamenti nazionali o dell’Europarlamento.

“Questo accesso privilegiato a monte del processo normativo aumenta drasticamente l’influenza dell’industria e delle lobby sulle istituzioni commenta Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia, “con ricadute potenzialmente disastrose sulla qualità della vita dei cittadini, l’ambiente e le conquiste sociali”.

Campagna Stop TTIP Italia

piazza

A Roma sindacati, imprese e associazioni incontrano il Ministro Calenda e la Presidente Boldrini

stop ttip ceta

COMUNICATO STAMPA

Nello stesso momento, la Commissione europea fa un passo indietro e acconsente alla ratifica dei Parlamenti nazionali dell’accordo tra UE e Canada (CETA). Stop TTIP Italia: «Primo passo importante sul CETA, ora obbiettivo è bloccare il TTIP»

«Un primo passo importante, ma non sufficiente». È la posizione della Campagna Stop TTIP Italia sulle dichiarazioni del Commissario al Commercio, Cecilia Malmström, che oggi da Bruxelles ha annunciato il passo indietro della Commissione sulla ratifica dell’accordo con il Canada. Il CETA, dunque, potrà passare al vaglio dei Parlamenti nazionali. Una notizia importante, che rende merito delle forti pressioni dei movimenti su Commissione Europea e Governi nazionali, e che si apprende proprio quando sindacati, imprese e le organizzazioni – tra cui Coldiretti, Arci, Fairwatch, Cgil, Legambiente e Movimento Consumatori – insieme alla Campagna Stop TTIP Italia ribadiscono al Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, la loro preoccupazione per l’impatto di queste trattative sul futuro del nostro Paese.

Il terreno di confronto è stato il seminario intitolato “IL TRATTATO COMMERCIALE UE-USA (TTIP): PREOCCUPAZIONI E PROPOSTE DI PARTI SOCIALI E IMPRESE”, tenutosi a Roma presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Qui le realtà presenti hanno ribadito la «necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato riguardante oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito».

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5 luglio, Commissione Eu: teniamoli d’occhio

Oggi 5 luglio dalle ore 13 la Commissione Europea deciderà se i nostri deputati potranno dire la loro sul CETA, l’accordo con il Canada su cui il Ministro italiano Calenda ha chiesto di esautorare il nostro Parlamento (l’Ordine del Giorno di oggi ).

Dopo migliaia di email e tweet inviati, mobilitazioni diffuse, denunce pubbliche, oggi la Campagna Stop TTIP Italia assieme ai movimenti europei chiederà durante un incontro con la Presidente della Camera Boldrini e il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda  che si rispettino le prerogative democratiche e i diritti dei nostri cittadini e cittadine.

Alle 15 di oggi la Commissaria al Commercio Malmstrom comunicherà in conferenza stampa da Strasburgo (in diretta qui) la loro decisione. E staremo a vedere se ancora una volta le nostre pressioni avranno raggiunto un risultato. Teniamoli d’occhio.

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Un seminario parlamentare per discutere di TTIP con la politica

Seminario parlamentare stop ttip

“Il trattato commerciale UE-USA (TTIP): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese”, è il titolo del seminario parlamentare promosso dalla Campagna Stop TTIP Italia insieme ad altre dieci organizzazioni che rappresentano il mondo dell’agricoltura, del sindacato, dei consumatori, dell’ambientalismo e del commercio (SCARICA IL VOLANTINO). Il momento di dialogo con le istituzioni è in agenda per il 5 luglio 2016, a partire dalle ore 15, in sala Aldo Moro.

Ad aprire i lavori sarà la presidente della Camera, Laura Boldrini, mentre il moderatore del dibattito sarà Stefano Masini, responsabile area Ambiente e Territorio di Coldiretti. Gli interventi previsti sono di Leonardo Becchetti, presidente del Comitato etico di Etica Sgr; Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace; Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori; Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali di Cgil; Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente; Nino Pascale, presidente di Slow Food; Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori; Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. Vi sarà spazio per le voci dei parlamentari, mentre la voce del governo sarà quella del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Le conclusioni saranno a cura di Monica Di Sisto, vice presidente di Fairwatch e portavoce della Campagna Stop TTIP Italia.

Alcune ragioni di fondo hanno spinto la campagna Stop TTIP ad impegnarsi duramente per la realizzazione di questo momento di dialogo con la politica italiana. L’accordo vive infatti una fase cruciale del suo negoziato. I parlamentari italiani hanno avuto da poco la possibilità di accedere alla sua lettura in un’apposita sala, e per questo cresce la necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato che riguarda oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito.

Come scrive anche Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ «Occorre dare maggior spazio a una sana politica, capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle di buone pratiche, che permettano di superare pressioni e inerzie viziose. Tuttavia, bisogna aggiungere che i migliori dispositivi finiscono per soccombere quando mancano le grandi mete, i valori, una comprensione umanistica e ricca di significato, capaci di conferire ad ogni società un orientamento nobile e generoso» (179).

Pensiamo, per questo, che il Parlamento, investito delle funzioni di tutela dei diritti di tutti e della sovranità che ne consegue, sia il luogo più importante in cui promuovere un dialogo ampio e approfondito su luci e ombre di un negoziato tanto rilevante per la vita quotidiana dei cittadine.

Dopo la Brexit, StopTTIP e StopCETA perché vogliamo una vera Europa

Presidio TTIP MISE

StopTTIP Italia insieme a 240 ONG‎ chiede la sospensione dei trattati e il ritiro del mandato alla Commissione europea

«Ritirate il mandato negoziale per il TTIP». È la richiesta della Campagna Stop TTIP Italia rilanciata assieme ad altre 240 organizzazioni non governative di tutta Europa in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Donald Tusk e ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione (per l’Italia al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda) in occasione del Consiglio Europeo di oggi.

Per la Campagna Stop TTIP Italia ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA (l’accordo con il Canada gemello del TTIP), sarebbe un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea sempre più percepita come a uso e consumo degli interessi economici. Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso. Oggi è tornato in quella stanza il parlamentare Giulio Marcon, che già aveva denunciato problemi di accesso e di trasparenza nella sala di lettura, mentre al di fuori si è svolto un presidio di attivisti della Campagna Stop TTIP, che hanno aperto uno striscione con la scritta: “Le persone prima dei profitti”.

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Oltre 240 ONG europee: “ritirate il mandato TTIP”

Oltre 240 ONG europee, tra cui la Campagna italiana Stop TTIP, hanno inviato una lettera a Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, e ai Capi di Stato dei 28 Paesi membri in occasione del Cosiglio del 28 e 29 giugno per chiedere il ritiro del mandato a negoziare il TTIP concesso alla Commissione Europea nel giugno del 2013.
“Siamo d’accordo con il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker” si legge in un passaggio, “che è giunto il momento, per i capi di stato dell’Unione europea, di discutere nuovamente su dove siamo e dove vogliamo arrivare con questi negoziati“.
“Oggi i cittadini europei hanno una maggiore consapevolezza degli accordi commerciali rispetto a qualsiasi momento precedente” ribadiscono i firmatari e qualsiasi ulteriore sostegno al TTIP  verrebbe visto “come un chiaro segnale che i Governi d’Europa guardano all’opinione pubblica con disprezzo”.
La Campagna Stop TTIP Italia oltre all’invio della lettera sottolinea come ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA, anche in forma provvisoria dopo aver esautorato i Parlamenti nazionali, sarebbe un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea sempre più percepita come a uso e consumo degli interessi economici.

Consiglio-europeo

Trasparenza su negoziati: primo risultato

Le pressioni e le mobilitazioni della società civile sul  CETA e sui negoziati di libero scambio delle ultime settimane stanno portando i primi risultati.
Dopo la richiesta di alcune Organizzazioni non governative (Attac, Cospe, Fairwatch, Greenpeace, Movimento Consumatori e Transform) al Ministero per lo Sviluppo Economico per chiedere la desecretazione dei mandati negoziali di alcuni trattati commerciali (Richiesta desecretazione), il Ministro Carlo Calenda ha scritto alla Presidenza di turno olandese dell’UE e alla Commissaria per il Commercio Cecilia Malmstrom chiedendo maggiore trasparenza (Risposta Calenda).
E’ solo il primo passo di una vertenza che dovrà spostarsi sui banchi di Bruxelles, dove agli europarlamentari verrà chiesto di sostenere la richiesta di rendere pubblici i mandati e che continuerà fino a che non si raggiungerà questo primo risultato sostanziale.
Ma l’obiettivo trasparenza è solamente la prima tappa di un impegno più ampio.
A cominciare dalle pressioni e dalle mobilitazioni che a partire dal 28 giugno si organizzeranno per chiedere il ritiro del mandato sul TTIP, il negoziato transatlantico, e la sospensione della ratifica del CETA, il trattato con il Canada.

Mise

Lettera al Ministro Calenda: “più trasparenza sui trattati commerciali”

Sei organizzazioni della società civile italiana, già promotrici della piattaforma Stop TTIP Italia (Attac Italia, Cospe, Fairwatch, Greenpeace, Movimento Consumatori e Transform), hanno inviato una lettera al Ministro Carlo Calenda (scaricabile qui) per chiedere maggiore trasparenza su alcuni negoziati attualmente sul tavolo della Commissione Europea.
“Le organizzazioni firmatarie” si legge nel testo inviato “La sollecitano ad un impegno chiaro nelle sedi preposte, a cominciare dal prossimo Consiglio Europeo, per chiedere la pubblicazione così da consentire un semplice accesso pubblico del Mandato alla Commissione Europea per alcuni negoziati recenti come quello con il Mercosur, con il Messico, con le Filippine (e il corrispondente mandato con l’ASEAN) e, considerata anche la recente pubblicazione di alcuni documenti europei, con la Tunisia.

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