TiSA Leaks, nuove rivelazioni sull’accordo più segreto del mondo

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ROMA, 20/09/2016 – Le peggiori preoccupazioni della società civile vedono ancora una volta una drammatica conferma grazie alle rivelazioni di stamattina ad opera di Greenpeace Olanda, che ha desecretato alcuni testi consolidati del TiSA, l’accordo segreto per la liberalizzazione dei servizi che coinvolge Unione Europea, Stati Uniti e altri 21 Paesi del mondo. In totale, oltre 2 miliardi di persone subiranno gli impatti di questo immenso accordo. Dall’analisi dei testi emerge che il TiSA minaccia direttamente l’ambiente e il clima tramite l’introduzione della «technological neutrality», principio in base al quale tutte le fonti energetiche dovranno essere trattate con lo stesso riguardo. Gli Stati non potranno più, ad esempio, privilegiare il fotovoltaico rispetto al petrolio o l’eolico al carbone. La neutralità tecnologica è stata utilizzata per la prima volta nel 1996 in ambito WTO (Organizzazione mondiale del commercio), ma soltanto nell’accordo sulle telecomunicazioni. Se il TiSA la estenderà a tutto il settore energetico, le ripercussioni saranno pesanti in termini di politiche climatiche.

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Caro Matteo, ora basta: #StopTTIP #StopCETA

Cartolina da Milani

Il 16 settembre al Consiglio Europeo di Bratislava, l’Italia spinge per imporre il Trattato Transatlantico e di Accordo con il Canada (CETA). Stop TTIP Italia e le reti europee Stop TTIP si mobilitano sui social e in piazza

Il 16 e il 17 settembre saranno due giorni di mobilitazioni in tutta Europa per dimostrare che l’opposizione sociale ai due megatrattati di libero scambio è sempre più forte e diffusa. Il 16 settembre al Consiglio informale dei capi di Stato convocati a Bratislava, il Governo italiano spingerà per chiudere positivamente le trattative con gli Stati Uniti imponendo il TTIP a chi, come Francia, Germania e Austria, ha già dichiarato la propria contrarietà. L’Italia chiede, inoltre, anche di accelerare con la firma del CETA, il trattato analogo già chiuso con il Canada e che ne costituirebbe un pericoloso lasciapassare.
Per questo la campagna Stop TTIP Italia lancia un mailbombing e un tweet storm sul premier Matteo Renzi oltre a diverse iniziative locali, tra cui un flashmob a Milano. Il 17 settembre in oltre 20 città tra Germania e Austria la Campagna europea stop TTIP risponderà idealmente alle decisioni assunte per mettere definitivamente la parola fine sui negoziati Europa – Stati Uniti e per fermare l’approvazione del CETA.
Sul sito http://www.stop-ttip-italia.net alla pagina sul 16 settembre è possibile scaricare la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e i tweet da inviare a cominciare dalle 12 del 16 settembre, in sostegno delle mobilitazioni internazionali contro il TTIP e contro il CETA.

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#StopTTIP #StopCETA Stiamo tornando…

img-20160911-wa000Ravenna, Concerto di Eugenio Finardi. Trova l’intruso… Grande grazie al Comitato Stop TTIP di Ravenna. La nuova settimana di mobilitazione #StopTTIP #StopCETA si annuncia al meglio, stay tuned

Il TTIP in difficoltà? Attenzione al CETA

Decine di organizzazioni tra movimenti sociali, associazioni ambientaliste e contadine tra cui la Campagna Stop TTIP Italia e l’Ong Fairwatch hanno inviato il 24 agosto scorso una lettera ai membri della Commissione Commercio del Parlamento Europeo (INTA Committee) chiedendo come primo passo uno scrutinio e una discussione democratica e trasparente sulle sorti del CETA, l’Accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea concluso nel settembre 2014 e ora in attesa di ratifica. Obiettivo: rendere pubblico il dibattito con l’obiettivo di bloccarne l’approvazione.

“Il  CETA” si legge nel comunicato, “è stato negoziato con un minimo coinvolgimento dei parlamentari europei e fuori dal controllo di molti parlamentari nazionali. L’accordo, composto da più di 1500 pagine” continua la lettera, “è stato reso dispoibile in tutte le lungue dell’Unione solamente dal luglio 2016”.

La lettera segue la scelta del profilo misto dell’accordo da parte del Consiglio Europeo del luglio scorso, cosa che permette la ratifica anche dei parlamenti nazionali e non solo del parlamento europeo, posizione sostenuta dal Governo italiano e resa pubblica da Stop TTIP Italia.

“La possibile sospensione del TTIP, ancora da verificare, è un primo passo” sottolinea Stop TTIP Italia, “ma il blocco del CETA è l’ulteriore obiettivo che dobbiamo porci”. I prossimi appuntamenti di mobilitazione, previsti per metà settembre, verranno comunicati quanto prima.

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Gabriel “TTIP fallito”. Stop TTIP Italia: “importante risultato, ma occhi aperti”

“Il TTIP è fallito”: così il Ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel
Stop TTIP Italia: “importante risultato, ma non abbassiamo la guardia. E prossimo Consiglio Europeo di Bratislava metta la parola fine su TTIP e CETA”

C’è voluta la dichiarazione del vice cancelliere tedesco e ministro dell’Economia, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, per mettere la parola fine ai negoziati sul TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, di cui si è concluso nel luglio scorso a Bruxelles il 14° round negoziale.
In un’intervista alla rete ZDF Gabriel ha dichiarato che i negoziati sul TTIP sono «di fatto falliti perché noi europei non possiamo accettare supinamente le richiesta americane». Un colpo pesante a quei Paesi membri, Italia in testa, che del Trattato Transatlantico era sostenitori in prima persona.
“Una dichiarazione importante perché fa proprie le preoccupazioni della società civile europea e statunitense” dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma c’è comunque da tenere gli occhi aperti: se Sigmar Gabriel sottolinea ciò che da anni hanno sostenuto Stop TTIP Italia e le altre campagne europee, questo non significa che non possa trattarsi di tattica negoziale. Capiremo cosa accade al Consiglio Europeo di Bratislava di settembre dove, tra l’altro, si parlerà anche del preoccupante Accordo con il Canada, il CETA, già approvato ma che grazie alle pressioni dal basso abbiamo ottenuto che venga ratificato anche dai Parlamenti nazionali, senza esautorare i nostri Parlamentari da una decisione così importante per l’economia del nostro Paese. Da Bratislava dovrà uscire un secco stop al TTIP e al CETA, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini europei”.
“La dichiarazione di Sigmar Gabriel dovrebbe aprire un serio dibattito interno all’Europa e al nostro Governo su come vengano decise le priorità politiche ed economiche” sottolinea Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma l’eventuale e auspicato blocco del negoziato TTIP non risolve il problema: l’accordo con il Canada ormai approvato va bloccato in sede parlamentare, facendo mancare la ratifica da parte di alcuni Paesi membri. Hanno sempre presentato il CETA come precursore del TTIP: una sua approvazione presenterebbe molti dei problemi che il TTIP portava con sé, a cominciare dal dispositivo di tutela degli investimenti, la cui riforma non ci rassicura per nulla sulla tenuta dei diritti sociali e ambientali”.
“Una buona notizia, emersa grazie a milioni di persone che si sono opposte e a una pressione dal basso che ha chiesto a gran voce di non derogare sui diritti e sulla qualità” dichiara Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia. “Ma un risultato così importante per la società civile non deve farci dimenticare che serve un vero e proprio ribaltamento della politica commerciale europea, ad oggi basata troppo sulla spinta verso la liberalizzazione dei mercati e l’austerità, e troppo poco verso un processo realmente rispettoso delle persone e dell’ambiente”.

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Il TTIP contribuisce allo sviluppo sostenibile? Certo, come no

C’è voluto l’ennesimo documento leaked per smascherare ancora una volta la retorica della Commissione Europea sulla presunta sostenibilità del TTIP.
Grazie alla pubblicazione da parte del Guardian del testo della proposta europea del capitolo su materie prime ed energia (proposta eu energia) diventa ancor più evidente come la lotta al cambiamento climatico, e soprattutto il rispetto degli obiettivi dell’Onu sul clima, rischino di diventare carta straccia davanti alle direttive del Trattato transatlantico.
“Favorire l’autoregolamentazione del settore” sui requisiti di efficienza energetica per le merci. Un approccio “meno costoso” rispetto a normative vincolanti. Questo scrive l’articolo 6 della bozza, mettendo in discussione anni di standard di efficienza energetica che sono stati il cuore della politica energetica europea.
Se a questo si aggiunge l’articolo 4.1 dove si mette in discussione la possibilità di discriminare gli operatori energetici sulla base del tipo di energia , si capisce come ogni ipotesi di incentivi legati alla produzione di energia alternativa possa venire spazzata via.

Il leak è stato diffuso in apertura del 14° Round negoziale in corso in questi giorni a Bruxelles, in una settimana importante per le mobilitazioni contro il trattato transatantico e l’accordo con il Canada (CETA) ma anche cruciale per i destini dello stesso TTIP.

Un esempio, secondo la Campagna Stop TTIP Italia, di quanto la rappresentazione di un TTIP che alza gli standard non solo sia priva di fondamento, ma clamorosamente smentita dai documenti presentati dalla stessa Unione Europea.

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Cartolina da Milano in vista del 14esimo round negoziale…

Cartolina da Milani

Il Comitato Stop TTIP di Milano questa mattina è stato protagonista di uno straordinario flash mob a Piazza Affari che coinvolge la famosa scultura “dito medio” di Cattelan. E’ una cartolina indirizzata a Bruxelles dove si aprirà domani il 14esimo tavolo di negoziato Usa-Ue per tentare di chiudere il negoziato TTIP in zona cesarini.

Qui altre foto della straordinaria azione: https://goo.gl/photos/ibyNyMrR6Vok32bq5 Leggi il resto di questa voce

TTIP e CETA rallentati: primo passo, ora mobilitamoci per dire STOP

Stop TTIP Italia: “rallentamento negoziato TTIP e ratifica CETA prime vittorie,
ma non bastano. Mobilitazioni dal 13 luglio”
E intanto 67 ONG inviano lettera al Presidente del Parlamento EU: i negoziatori ignorano le risoluzioni parlamentari

E un appello ad un’agenda “positiva” sul commercio: il 13 luglio mobilitiamoci per bloccare TTIP e CETA e per un’altra idea di economia e di politica commerciale

“Un’importante vittoria, ma è solo un primo passo”, così la Campagna Stop TTIP Italia commenta le ultime notizie sul destino del Trattato transatlantico. Un negoziato messo in crisi dalle pressioni delle numerose campagne Stop TTIP in Europa e negli Stati Uniti, mobilitazioni che sono riuscite a imporre la ratifica parlamentare anche per il CETA, l’accordo con il Canada, ma che hanno l’obiettivo di fermare negoziati che sembrano non tenere conto di forti criticità e dei possibili impatti negativi.
“Una posizione non preconcetta e non sempre contro” commenta Monica Di Sisto, portavoce della Campagna italiana e relatrice all’evento organizzato alla Camera dei Deputati assieme a Coldiretti il 5 luglio scorso, “che si basa anche su un’agenda positiva, come il contributo che abbiamo dato sul rapporto appena approvato dal Parlamento Europeo su commercio e diritti umani, che dimostra come l’economia debba essere variabile dipendente della sostenbilità e del rispetto dei diritti”.

Continua intanto a crescere l’opposizione nei confronti del TTIP, in vista del nuovo round di negoziati in calendario a Bruxelles dal 12 luglio e delle mobilitazioni che si organizzeranno in Europa e in Italia a partire dalla prossima settimana. Oggi la Campagna Stop TTIP Italia, insieme ad altre 66 organizzazioni internazionali della società civile, ha inviato una lettera di protesta al presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz.

Le 67 Ong sottolineano come finora il negoziato condotto dalla Commissione europea non abbia tenuto conto delle raccomandazioni espresse dal Parlamento Europeo nelle sue risoluzioni. Ad esempio, quella che richiedeva di non discutere di ambiti come la chimica, “dove Stati Uniti e Unione europea hanno regole molto diverse”. Aveva votato per escludere le politiche in contrasto al riscaldamento globale dalle legislazioni che potrebbero essere bersaglio di ricorsi presso i tribunali di arbitrato. Aveva chiesto pieno rispetto dei sistemi normativi in auge su entrambe le sponde dell’Atlantico, eppure il meccanismo della cooperazione regolatoria consentirà a grandi gruppi di interesse economico di visionare ed esprimere un parere sulle nuove regolamentazioni comunitarie prima ancora dei parlamenti nazionali o dell’Europarlamento.

“Questo accesso privilegiato a monte del processo normativo aumenta drasticamente l’influenza dell’industria e delle lobby sulle istituzioni commenta Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP Italia, “con ricadute potenzialmente disastrose sulla qualità della vita dei cittadini, l’ambiente e le conquiste sociali”.

Campagna Stop TTIP Italia

piazza

A Roma sindacati, imprese e associazioni incontrano il Ministro Calenda e la Presidente Boldrini

stop ttip ceta

COMUNICATO STAMPA

Nello stesso momento, la Commissione europea fa un passo indietro e acconsente alla ratifica dei Parlamenti nazionali dell’accordo tra UE e Canada (CETA). Stop TTIP Italia: «Primo passo importante sul CETA, ora obbiettivo è bloccare il TTIP»

«Un primo passo importante, ma non sufficiente». È la posizione della Campagna Stop TTIP Italia sulle dichiarazioni del Commissario al Commercio, Cecilia Malmström, che oggi da Bruxelles ha annunciato il passo indietro della Commissione sulla ratifica dell’accordo con il Canada. Il CETA, dunque, potrà passare al vaglio dei Parlamenti nazionali. Una notizia importante, che rende merito delle forti pressioni dei movimenti su Commissione Europea e Governi nazionali, e che si apprende proprio quando sindacati, imprese e le organizzazioni – tra cui Coldiretti, Arci, Fairwatch, Cgil, Legambiente e Movimento Consumatori – insieme alla Campagna Stop TTIP Italia ribadiscono al Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, la loro preoccupazione per l’impatto di queste trattative sul futuro del nostro Paese.

Il terreno di confronto è stato il seminario intitolato “IL TRATTATO COMMERCIALE UE-USA (TTIP): PREOCCUPAZIONI E PROPOSTE DI PARTI SOCIALI E IMPRESE”, tenutosi a Roma presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Qui le realtà presenti hanno ribadito la «necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato riguardante oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito».

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5 luglio, Commissione Eu: teniamoli d’occhio

Oggi 5 luglio dalle ore 13 la Commissione Europea deciderà se i nostri deputati potranno dire la loro sul CETA, l’accordo con il Canada su cui il Ministro italiano Calenda ha chiesto di esautorare il nostro Parlamento (l’Ordine del Giorno di oggi ).

Dopo migliaia di email e tweet inviati, mobilitazioni diffuse, denunce pubbliche, oggi la Campagna Stop TTIP Italia assieme ai movimenti europei chiederà durante un incontro con la Presidente della Camera Boldrini e il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda  che si rispettino le prerogative democratiche e i diritti dei nostri cittadini e cittadine.

Alle 15 di oggi la Commissaria al Commercio Malmstrom comunicherà in conferenza stampa da Strasburgo (in diretta qui) la loro decisione. E staremo a vedere se ancora una volta le nostre pressioni avranno raggiunto un risultato. Teniamoli d’occhio.

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