Sì dell’Italia all’accordo UE-Vietnam. Il governo tradisce (ancora) le promesse

Dopo gli inspiegabili sì ai trattati di libero scambio Unione europea-Giappone (JEFTA) e Unione europea-Singapore, venerdì il Ministero dello Sviluppo Economico ha nuovamente stupito le tante organizzazioni della società civile che si aspettavano un cambio di rotta. Il Sottosegretario con delega al commercio estero, Michele Geraci, ha dato infatti il via libera per l’Italia alla firma europea dell’accordo Ue-Vietnam. E di bocciare il CETA non si parla più.

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Cambiare regole e politiche per garantire cibo sano e salvare il pianeta

World Food Day 2018: Il diritto al cibo è il diritto umano più violato. Lanciato a Roma il Rapporto globale della società civile  

Il Diritto al cibo è un pilastro fondamentale del diritto umano alla vita ma, come hanno denunciato alla FAO oltre 300 rappresentanti di 12 milioni di contadini, pescatori, comunità indigene a Roma per la celebrazione della Giornata mondiale del cibo, 821 milioni di persone nel 2017 hanno sofferto la fame o l’insicurezza alimentare. I Governi delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, pur essendosi impegnati a raggiungere entro il 2030, tra gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDGs), quello della “Fame zero”, in realtà non stanno rispettando questa decisione. Il 2018, infatti, risulta essere il terzo anno consecutivo in cui il numero degli affamati nel mondo è cresciuto: dal 2016, quando se ne registrarono 804 milioni, ce ne sono 13 milioni in più. Leggi il resto di questa voce

Arriva in Italia Maude Barlow, bandiera della campagna StopCETA

Siamo felici di ospitare a Roma il 16 ottobre prossimo Maude Barlow, presidente di The Council of Canadians, già relatrice speciale per il diritto umano all’acqua dell’Onu, attivista storica per l’acqua pubblica e portavoce della campagna canadese contro il CETA, il NAFTA e tutti gli accordi tossici di libero scambio.  Leggi il resto di questa voce

Il CETA compie un anno: “festeggiamo” in Germania, Francia, Madrid, Milano, Udine e presto a Roma

Buone notizie: nasce l'intergruppo parlamentare Stop CETA

Il 21 settembre il CETA ha compiuto un anno dalla sua entrata in vigore provvisoria, che ha fatto cadere oltre il 90% dei dazi in vigore e, a fronte di una crescita delle poche imprese esportatrici verso il Canada in linea con quanto ottenuto negli anni precedenti senza il CETA, ha messo al lavoro la ventina di Comitati riservati che stanno lavorando ai fianchi regole e standard importanti per la nostra salute e sicurezza. Per questo in Germania, Francia e anche in Italia, a Milano e Udine, oggi sabato 29 settembre migliaia di cittadini europei torneranno a farsi vedere e sentire per chiedere lo stop definitivo a questo e a tutti  i brutti fratelli del CETA. Leggi il resto di questa voce

I (brutti) fratelli del CETA: conoscerli per evitarli

Non c’è soltanto il CETA a richiedere la massima attenzione del governo italiano. La Commissione europea sta infatti portando avanti una pletora di accordi di libero scambio con paesi o blocchi di paesi di tutto il mondo. L’impianto generale è sostanzialmente lo stesso del trattato tossico Ue-Canada, così come i tanti potenziali effetti negativi.

Per offrire un quadro completo ai cittadini e alle istituzioni, la Campagna Stop TTIP Italia lancia oggiDalle dichiarazioni ai fatti: perché dobbiamo fermare il CETA e tutti i suoi (brutti) fratelli“, il primo rapporto che analizza in dettaglio la logica e gli impatti di ciascun accordo bilaterale nell’agenda dell’Unione europea. Un’agenda che la Commissione intende portare a compimento entro le prossime elezioni, ed è per questo che molti negoziati stanno accelerando il loro iter, senza tener conto delle proteste e delle criticità più volte evidenziate da parti del mondo produttivo e della società civile. Leggi il resto di questa voce

Il JEFTA è insostenibile: lettera di 14 organizzazioni al Parlamento Ue

Fermare l’iter di ratifica dell’accordo UE-Giappone finché l’Europa non deciderà di fare sul serio sulla tutela di occupazione e ambiente negli accordi commerciali. E’ quanto chiede alla Commissione Commercio del Parlamento europeo (INTA) una nuova lettera aperta firmata da 14 organizzazioni, tra cui la Campagna Stop TTIP Italia e FairWatch.

Gli europarlamentari della Commissione INTA sono i primi a dover esprimere un parere sull’accordo con il Giappone (JEFTA o JEEPA), per poi passare il dossier ad altre commissioni e infine alla plenaria dell’Eurocamera. Gli stati membri, tra cui l’Italia, hanno già dato il loro benestare a questo trattato commerciale. Ma è stata una decisione frettolosa e avventata, come Stop TTIP Italia ha sottolineato più volte negli ultimi mesi. Le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti, in primo luogo l’impianto quasi identico ad accordi come CETA. Ma la lettera pubblicata oggi pone l’accento su alcuni punti specifici: per quanto riguarda i temi dello sviluppo sostenibile, cioè lavoro e ambiente, una eventuale violazione dei vaghi desiderata espressi dalle parti nel JEFTA non comporta alcuna sanzione. Pertanto, l’intero capitolo che dovrebbe difendere la buona occupazione e il rispetto di diritti e standard ambientali non è vincolante.

Va ricordato che un simile approccio era stato considerato inaccettabile già nel 2014, quando il Parlamento europeo approvò a larga maggioranza una risoluzione di indirizzo sul TTIP che chiedeva disposizioni più stringenti in materia di occupazione e ambiente. La Commissione europea la ignorò bellamente, proprio come hanno fatto i governi europei che hanno licenziato positivamente questo trattato. Le elezioni comunitarie saranno un momento della verità per chi ha gestito e sta gestendo l’agenda commerciale a livello europeo e nazionale. Fermare il JEFTA e respingere il CETA sono i primi passi necessari per evitare che accordi così vasti possano diventare il calco per i tanti trattati di libero scambio in fase negoziale.

Stop TTIP Italia al MISE per l’incontro sui trattati di libero scambio

slideStamattina la Campagna Stop TTIP ha partecipato all’incontro organizzato al Ministero per lo Sviluppo Economico della task force sui trattati di libero scambio, in presenza, tra gli altri, del sottosegretario allao Sviluppo Economico Geraci, del Ministro dell’Agricoltura Centinaio e del sottosegretario agli Affari Esteri Di Stefano.
La Campagna, presente con la portavoce Monica Di Sisto, ha sottolineato l’insostenibilità dell’attuale agenda commerciale europea, gli enormi limiti della struttura degli accordi negoziati dall’UE (CETA e Jefta in particolare) e la necessità di affrontare la questione dal punto di vista di sistema, e non dei singoli costi benefici commerciali, vista l’enorme influenza che questi accordi hanno su diritti sociali, ambientali, sviluppo sostenibile, standard e regolamentazioni di qualità.
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TTIP-zombie: così UE e USA giocano a scacchi con la nostra vita. Fermiamoli ora

Lo avevamo annunciato: il TTIP non è morto, è in piena salute e va bloccato subito. Il presidente statunitense Donald Trump e il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker vogliono riavviare le trattative per un accordo tossico senza coinvolgere nessun Parlamento. I rischi di un’operazione come questa sono molti: dall’agricoltura alla chimica, dall’ambiente ai servizi, tutto è in gioco sulla scacchiera di questi giocatori irresponsabili, il cui unico obiettivo è spianare la strada alle grandi forze economico-finanziarie sulle due sponde dell’Atlantico, eliminando regole e barriere a tutela dei diritti, della salute, dell’economia sana e dell’ambiente. In risposta ai tentativi chiudere il negoziato dentro stanze segrete, la Campagna Stop TTIP Italia oggi pubblica un nuovo rapporto dal titolo: “Zombie-TTIP: il ritorno di un trattato mai morto“, che svela le trame tessute da Bruxelles e Washington contro l’interesse pubblico, alle spalle di cittadini, politica e organizzazioni della società civile. Leggi il resto di questa voce

Così Canada e UE usano il CETA per aggirare le norme sugli OGM

Le istituzioni comunitarie hanno sempre assicurato che l’accordo UE-Canada non avrebbe modificato le leggi su produzione e commercio di prodotti derivati dalle biotecnologie. Ma oggi Stop TTIP Italia è in grado di dimostrare il contrario, pubblicando l’agenda e la sintesi finale di una videoconferenza datata 28 aprile 2018. Quel giorno a Parma, Bruxelles e Ottawa tre schermi si illuminavano contemporaneamente, mettendo in comunicazione funzionari dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), della Commissione europea e del Governo canadese. All’ordine del giorno lo scambio di informazioni su questioni tecniche e regolamentari nell’ambito del commercio bilaterale di prodotti geneticamente modificati. Leggi il resto di questa voce

No al TTIP Zombie di Juncker e Trump: scriviamo agli eurodeputati

Nella più totale assenza di trasparenza e forzando il bilanciamento di poteri tra le istituzioni europee, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha rilanciato le trattative per il TTIP con Donald Trump. L’intenzione di Bruxelles è nominare un ristretto gruppo di tecnici che avvii il negoziato con la controparte statunitense. L’obiettivo è discutere dell’abbattimento di dazi e regole su una vasta gamma di settori: dall’agricoltura all’energia, dai farmaci alla chimica. La Campagna Stop TTIP Italia condanna fermamente questo gesto antidemocratico, che non tiene conto della contrarietà espressa da più di 3,5 milioni di cittadini europei, dei numerosi richiami alla trasparenza che negli ultimi anni il Mediatore europeo (Ombudsman) ha mosso alla Commissione e alle proteste fiorite in tutti gli Stati membri.  Leggi il resto di questa voce

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