Cecilia la dice grossa: il CETA difende l’occupazione in Europa?*

E sulle minacce di Trump ammette: “al momento non ha messo nulla nero su bianco”

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La commissaria europea al commercio Cecilia Malmstrom è stata audita oggi in teleconferenza  dalle commissioni Politiche UE e Attività produttive della Camera dei deputati sulle recenti minacce di Trump sull’elevazione di dazi contro le importazioni negli Stati Uniti di prodotti europei e sulla proposta di revisione delle difese commerciali europee da lei elaborata, per rispondere alla recente causa persa dall’Ue contro le importazioni di pollo dalla Cina. Malmstrom, che non ha convinto con le sue risposte sul tema specifico del dumping ne’ i due deputati del Pd Beneamati e Arlotti, ne quello della lega Allasia, che l’ha stimolata sulla crisi dei prezzi del riso in Italia, ne’ l’onorevole Fantinati del M5S che l’ha interrogata sulla contraffazione, ha tuttavia inanellato alcune “perle di propaganda” che è bene mettere in evidenza. Leggi il resto di questa voce

Trump non molla il TTIP, e il Senato italiano approva una risoluzione bipartisan preoccupata

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Come più volte annunciato da queste pagine, il neopresidente statunitense Trump non mollerà il TTIP. Sicuramente non ne sentiremo parlare di nuovo prima di settembre-dicembre, ma il neo-insediato ministro al commercio ha risposto per iscritto ad alcune domande poste da senatori democratici non ha escluso la possibilità di riprendere i negoziati per il TTIP, ma ha osservato che l’Unione europea non sarebbe in grado di farlo fino alla fine dell’anno a causa delle elezioni in Francia e Germania.

Nel frattempo, però, in Italia, grazie all’impegno della  senatrice M5S Elena Fattori, dopo due anni di lavoro il correlatore del Pd Roberto Cociancich ha accettato di chiudere l’Indagine conoscitiva delle commissioni Agricoltura e Industria con una risoluzione bipartisan che, per la prima volta, in un atto ufficiale del Parlamento,  evidenzia le criticità del TTIP, impegna il Governo a farsi portatore del Parlamento nelle sedi UE e sottolinea il ruolo chiave dei Parlamenti nazionali nell’esame dei trattati di questo tipo, data la loro natura mista. Leggi il resto di questa voce

#StopCETA: lettera aperta ai senatori della sinistra PD

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On. Senatore/Senatrice,
Le scriviamo come Campagna Stop TTIP Italia, a nome e per conto delle oltre 200 organizzazioni che hanno animato in questi tre anni l’opposizione ai negoziati TTIP, CETA e TiSA. La recente ratifica del CETA al Parlamento europeo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità la spaccatura interna non solo tra gli eurodeputati, ma anche in seno alle nostre società sugli impatti negativi che l’Accordo con il Canada potrà avere sull’economia, i diritti sociali e ambientali. In particolare, la stessa Commissione Europea stima mancate entrate a seguito dell’abbattimento dei dazi tali da annullare i vantaggi derivanti da risparmi in tariffe doganali. Inoltre, l’apertura degli appalti e di importanti servizi pubblici impedirà alle amministrazioni di favorire aziende locali e quindi di distribuire ricchezza sui territori. Misure che, unite al riorientamento dei flussi commerciali dall’asse intraeuropeo a quello transatlantico (fenomeno della trade diversion), rischiano di causare la perdita di 42 mila posti di lavoro soltanto in Italia, come recentemente sottolineato dalla Commissione EMPL al Parlamento europeo. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare e l’ambiente, il CETA non tutela adeguatamente il principio di precauzione, rinviando a tavoli tecnici fuori dal controllo pubblico la decisione su temi sensibili come OGM e sostanze chimiche, su cui l’approccio canadese è ben meno cautelativo rispetto a quello europeo.
Nel frattempo, triplicheranno le importazioni di grano con residui di pesticidi superiori ai limiti europei, così come saliranno le quote di latte e carne proveniente da un Paese che ha promosso cause all’UE in ambito WTO per ottenere compensazioni dal divieto di utilizzo degli ormoni della crescita negli allevamenti. Al contrario, non vi sarà protezione per la gran parte delle Indicazioni Geografiche italiane e comunitarie, rimaste escluse dalla lista inclusa nel trattato.
Tali misure rendono accordi come TTIP e CETA particolarmente delicati, e per questo resi pubblici con fatica solo grazie al lavoro della società civile, con un Governo italiano, specialmente nella figura del Presidente del Consiglio Renzi e del suo attuale Ministro Carlo Calenda, tra i principali sostenitori acritici dei negoziati.

A Lei sarà chiesto di votare una risoluzione di appoggio e sostegno alla conclusione dell’accordo TTIP con gli Stati Uniti e alla ratifica del trattato CETA con il Canada. Crediamo che la ratifica del CETA non possa passare sotto silenzio e per questo Le chiediamo di prendere in seria considerazione le preoccupazioni espresse nel documento che Le alleghiamo, esprimendo una chiara posizione contraria all’accordo
Qui può trovare i documenti a cui fare riferimento (http://bit.ly/2lmPUty) e un’argomentata smentita delle giustificazioni a sostegno dell’accordo (http://bit.ly/2kwf2PI)

Campagna Stop TTIP Italia

#StopCETA: ora la lotta si sposta in Italia

Mercoledì prossimo, 22 febbraio 2017, il Senato Italiano è chiamato a discutere e a votare una risoluzione sul CETA rimasta nel cassetto per diversi mesi.
Sarà il primo passo del processo di ratifica che chiederà al Parlamento italiano, nei prossimi mesi, di approvare l’accordo con il Canada.

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Per l’occasione, la Campagna Stop TTIP Italia, lancia la prima mobilitazione diretta sui nostri rappresentanti in Parlamento. Nonostante il CETA sia passato a Strasburgo con il benestare di parte degli eurodeputati eletti nel PD, non deve passare l’idea che quest’ultimo sia un buon affare per il nostro Paese. Esattamente come il TTIP, infatti, l’accordo con il Canada abbassa il livello di tutela dei diritti e dell’ambiente in Europa e in Italia. Si rischia un abbandono definitivo del principio di precauzione in favore di un approccio irresponsabile che va a scapito dei lavoratori, dei servizi e della qualità dei prodotti. Questa deriva va fermata immediatamente dai Paesi che più avrebbero da perdere approvando il CETA. L’Italia rischia 40 mila posti di lavoro, una riduzione della sicurezza alimentare, un indebolimento della lotta al cambiamento climatico, il probabile ingresso di OGM e di prodotti trattati con pesticidi non consentiti in Europa, e la competizione delle sue piccole imprese con prodotti di scarsa qualità in misura tale da mandare in rovina interi settori dell’economia locale.

Per questo chiediamo con urgenza a tutte le cittadine e i cittadini italiani di scrivere ai senatori della propria circoscrizione.
A seguire, la bozza di email preparata dalla rete Stop TTIP, da inviare agli indirizzi dei senatori che trovate in questi link (prima lista: PD e Gruppo Misto)


On. Senatore, On. Senatrice,

la recente ratifica del CETA al Parlamento europeo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità la spaccatura interna non solo tra gli eurodeputati, ma anche in seno alle nostre società sugli impatti negativi che l’accordo con il Canada potrà avere sui diritti economici, sociali e ambientali. È assolutamente necessario aprire un ampio dibattito nazionale con la società civile, evitando qualsiasi accelerazione del processo di approvazione che possa danneggiare un confronto trasparente e un dibattito democratico, grandi assenti durante la fase negoziale del CETA.

Nei mesi passati oltre 450 tra Ong e associazioni di consumatori hanno inviato numerosi documenti e ricerche sui rischi del CETA e nei giorni scorsi diverse organizzazioni sindacali e di categoria si sono espresse con viva preoccupazione riguardo le ricadute occupazionali. Le Regioni Puglia, Calabria e Toscana hanno espresso la loro ferma contrarietà alla ratifica del trattato, consce dei rischi per l’agricoltura e le piccole imprese.

Come cittadino/a italiano/a e come elettore o elettrice nella circoscrizione dove Lei è stata/o eletta/o, sono particolarmente preoccupata/o della politica economica e commerciale messa in campo dalla Commissione Europea. Il TTIP prima e adesso il CETA, per una serie di questioni già evidenti nei testi ufficiali, disegnano una prospettiva di sviluppo che rischia di impattare negativamente sulla filiera agroalimentare italiana, sulla tutela ambientale e persino sulle prerogative degli organismi democraticamente eletti nel nostro Paese, attraverso l’istituzione di un sistema per la risoluzione delle controversie potenzialmente lesivo delle prerogative costituzionali. Il tutto senza offrire garanzie esigibili per le condizioni e i diritti dei lavoratori.

L’Italia sarà ora chiamata a ratificare il CETA, un accordo i cui rischi sono noti dalle analisi effettuate sul testo consolidato. Per questo crediamo necessario esprimere voto contrario alla Risoluzione che Lei è tenuto a votare questo mercoledì: la ratifica del CETA non può passare sotto silenzio a tal proposito Le chiedo di prendere in seria considerazione le preoccupazioni espresse nei documenti inclusi nel testo di questa lettera, esprimendo una chiara posizione contraria.

Qui può trovare i documenti a cui fare riferimento (https://goo.gl/lLPnoO) e un’argomentata smentita sulle posizioni a sostegno dell’accordo (https://goo.gl/dV8qez)

Rimango in attesa di una sua cortese risposta e le invio cordiali saluti

Firma (nome e cognome, città)

CETA: i nomi e cognomi di chi ha votato

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Ecco i nomi e cognomi degli europarlamentari italiani che hanno sostenuto il CETA, e di chi si è opposto. A voi, cittadini ed elettori, l’onore e onere di chiedere conto agli europarlamentari eletti nella vostra circoscrizione del voto espresso.
Per la Campagna Stop TTIP Italia la ratifica appena votata a Strasburgo è stata una tappa nella mobilitazione per bloccare l’accordo con il Canada.
Il prossimo obiettivo è Roma, per fermarne la ratifica alla Camera e al Senato.


Hanno votato a favore del CETA

Conservatori e riformisti
Fitto – Sernagiotto

Popolari
Comi – Cesa – Cicu – Dorfmann – Giardini – Mussolini – Maullu – La Via – Patriciello Pogliese – Salini

Socialdemocratici (S&D)
Bettini – Bonafe – Costa – DeMonte – Danti – Gualtieri – Kyenge – Pittella – Picierno – Toia – Zanonato – Zoffoli – Morgano – Sassoli

Non iscritti: Soru

Hanno votato contro il CETA

Movimento 5 Stelle
Adinolfi – Agea – Aiuto – Beghin – Borrelli – Castaldo – Corrao – D’Amato –  Evi – Tamburrano – Valli – Zullo – Zanni – Ferrara – Pedicini – Moi

Lega Nord
Bizzotto – Fontana – Salvi – Borghezio – Ciocca

Lista Tsipras/Altraeuropa
Forenza – Maltese – Spinelli

Verdi
Affronte

Socialdemocratici (S&D)
Benifei – Briano – Caputo – Cofferati – Chinnici – Cozzolino – Panzeri – Schlein – Giuffrida – Viotti

Si sono astenuti sul CETA

Popolari
Cirio

Partito Democratico
Gentile

Non votanti

Tajani (Popolare, come Presidente dell’Europarlamento); Matera, Martuscello (Popolari, assenti). De Castro,  Mosca,  Bresso, Paolucci, Gasbarra (Socialdemocratici (S&D), assenti)

Strasburgo approva il CETA: ora pressione sull’Italia

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Stop TTIP Italia: «Socialdemocratici e popolari irresponsabili. Adesso l’Italia deve respingere l’accordo tossico»

ROMA, 15 FBBRAIO 2017 – Il Parlamento Europeo ha appena deciso di ratificare il CETA con 408 voti a favore e 254 contrari. Nonostante una spaccatura profonda nel partito socialdemocratico, l’accordo con il Canada è stato approvato. Per la parte di competenza europea, entrerà provvisoriamente in vigore senza attendere il vaglio di 38 Parlamenti nazionali in 28 Stati membri. Il loro pronunciamento è comunque una vittoria della società civile, che ha impedito a Bruxelles di mantenere il CETA un affare soltanto europeo.

«Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente. Ma in Italia un simile atteggiamento non sarà tollerato. Le urne sono vicine, e gli elettori faranno pesare questa scelta sconsiderata ai partiti che li hanno delusi in Europa».

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Alle 12 a Strasburgo si vota #StopCETA: dovranno passarci sopra

Con il CETA su OGM e pesticidi si deciderà in segreto

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Nel testo dell’accordo UE-Canada, che mercoledì arriva a Strasburgo, le decisioni sull’equivalenza tra sostanze chimiche e prodotti geneticamente modificati sono rinviate a tavoli di esperti che operano al di fuori del controllo pubblico

A soli due giorni dal voto del Parlamento Europeo sul CETA, l’accordo di libero scambio tra Canada e UE, la maggioranza degli eurodeputati sembra non aver ancora letto il testo. In molti tentano di rassicurare le migliaia di persone che, insieme alla Campagna Stop TTIP Italia, stanno scrivendo e telefonando ai loro uffici, con la richiesta di respingere un trattato dai gravi impatti sociali e ambientali.

Le 1600 pagine del CETA, infatti, sono dense di concreti pericoli per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Come ha denunciato ieri il parlamentare europeo Dario Tamburrano, il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati è non solo possibile, ma altamente probabile, così come l’importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita.

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Verso un 15 febbraio 2017 #StopCETA: Le 4 bufale dei democratici sul CETA

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Mentre cresce la protesta della società civile in vista della ratifica del Parlamento Europeo, gli eurodeputati socialdemocratici rispondono con la propaganda

Il prossimo 15 febbraio il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo, sarà chiamato a ratificare il CETA, l’accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea. Il “fratello piccolo” del TTIP ha destato l’opposizione della società civile, perché vettore degli stessi rischi più volte documentati e mai confutati.

La Campagna Stop TTIP Italia, in vista di questa scadenza, ha intensificato la pressione sugli eurodeputati italiani favorevoli al CETA. In seguito al bombardamento di e-mail, telefonate e contatti via social network, è emersa una spaccatura all’interno del gruppo socialdemocratico, cui aderiscono i parlamentari del Pd. A fronte di alcune defezioni, però, una gran parte dei S&D sposano acriticamente le tesi dei promotori dell’accordo, dietro i quali si celano interessi commerciali enormi, spesso molto distanti dalle priorità dei cittadini e dei consumatori.

«I messaggi di risposta ricevuti in questi giorni sembrano un copia e incolla di slogan propagandistici – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Un tentativo maldestro di rassicurare migliaia di cittadini preoccupati, spesso ben più informati degli stessi loro rappresentanti».

In particolare le posizioni pro CETA dei socialdemocratici si basano su numerose gravi omissioni e su alcuni assunti tutti da dimostrare, vere e proprie “bufale” che Stop TTIP Italia è in grado di smontare, una per una.

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Chi dice CETA dice Trump e inquinamento: lo conferma il presidente canadese Trudeau

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Mentre i Parlamentari europei che sostengono il trattato di liberalizzazione con il Canada CETA lo presentano – con una certa sfacciataggine – come un importante strumento anti-Trump, e inventano presunti vantaggi economici per l’Europa del tutto campati per aria, il Canada sostiene Trump nei suoi peggiori arretramenti, a partire  da quelli contro l’ambiente. Ma cominciamo da Bruxelles.

di Monica Di Sisto

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