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Il Parlamento di Cipro boccia il CETA! L’accordo è appeso a un filo

Stop CETA

Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli, ieri il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, esposti alla pirateria alimentare d’oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese.

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Bruxelles vuole il TTIP entro il 18 marzo. Stop TTIP in piazza

Il tempo stringe e sul commercio l’Italia resta su posizioni pericolosamente vicine a Trump. Ecco perché ieri siamo scesi in piazza a Roma insieme a Fridays For Future Roma e tante organizzazioni ambientaliste e della società civile: da Greenpeace a Terra!, da Slow Food a Climate Save, fino ad Associazione Rurale Italiana, Forum dell’Acqua ed Extinction Rebellion. Mobilitazioni ci sono state anche a Pisa e Torino da parte dei gruppi locali di Fridays For Future.

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Il governo accelera su TTIP e Mercosur, StopTTIP chiama una conferenza stampa alla Camera

Il governo accelera sui trattati tossici. Stop TTIP chiama una conferenza stampa

Roma, 11 febbraio 2020 ore 10 @ Sala Stampa Camera dei Deputati, via della Missione 8

#STOP TTIP – Richieste e domande al Governo di associazioni, sindacati, contadini, produttori sul nuovo negoziato commerciale europeo con gli Stati Uniti. Interrogazioni e mozioni dei Parlamentari italiani


Intervengono:
Associazione rurale italiana – Antonio Onorati; Associazione per l’agricoltura biodinamica – Carlo Triarico; AIAB – Giuseppe Romano; CGIL – Giacomo Barbieri; Movimento Terra Contadina – Elisa d’Aloisio; Federbio – Maria Grazia Mammuccini; Greenpeace – Federica Ferrario; ISDE; Navdanya International – Manlio Masucci; Slow Food – Paolo Venezia; Terra! – Fabio Ciconte

i Parlamentari firmatari di interrogazioni e mozioni sul tema
alla Camera: Sara Cunial (Misto); Stefano Fassina (LeU); Lorenzo Fioramonti (Misto); Rossella Muroni (LeU)
al Senato: Saverio De Bonis (Misto); Loredana De Petris (LeU); Carlo Martelli (Misto); Paola Nugnes (Misto) 

modera
Monica Di Sisto, Fairwatch – Campagna StopTTIP/CETA Italia

Nel 2015 un’imponente mobilitazione di organizzazioni ambientaliste, associazioni della società civile, sindacati, movimenti contadini, produttori e consumatori di tutta Europa e negli Stati Uniti portò all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni i rischi per la salute pubblica, l’occupazione, l’ambiente, il cibo, la produzione italiana, la biodiversità, i diritti fondamentali, i servizi pubblici e la democrazia presentati dal Trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale tra USA e UE (TTIP). Il negoziato subì una pausa con l’elezione di Trump, ma proseguì sotto traccia fino all’estate scorsa, quando Junker volò a Washington e sottoscrisse un accordo di principio per ricominciare a negoziare, sotto la minaccia di una pioggia di dazi. Ora la nuova Presidente della Commissione Ursula von der Leyen non soltanto accelera per un nuovo accordo da realizzare entro poche settimane, ma appoggia la richiesta di Trump perché si negozi sull’agricoltura, argomento escluso nel mandato conferitole dai Governi dell’UE.
In assenza di alcun impegno concreto sui dazi già imposti da parte di Trump, l’UE sembra disposta a cedere su un trattato che disinneschi per sempre il Principio di precauzione, forzi le regole europee attualmente in vigore su pesticidi, OGM e NBT, apra – al di fuori di ogni controllo democratico e parlamentare – un canale permanente di negoziato transatlantico sugli standard di protezione sociale, ambientale e di sicurezza alimentare che sono il più grande ostacolo, attualmente, all’arrivo di merci USA nel mercato europeo. Né si pensa di procedere a una preventiva valutazione dell’impatto di un possibile accordo sulla sostenibilità sociale e ambientale e sulla quantità e qualità dell’occupazione e delle produzioni coinvolte
Il Governo italiano precedente non ha discusso la sua posizione con le parti sociali – neanche con il Parlamento italiano – prima di concedere il nuovo mandato negoziale, e quello attuale tace sull’accelerazione presente. La ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova, incontrando il collega americano Sonny Perdue, si è addirittura mossa al di fuori del perimetro del mandato europeo che esclude l’agricoltura dalle trattative. Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile per le organizzazioni della società civile: ci appelliamo al Parlamento perché insieme a noi ottenga un vero dialogo, che tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini e delle parti sociali, un ripensamento complessivo delle politiche commerciali nazionali nel contesto europeo, accompagnato da una valutazione d’impatto dei singoli trattati e del loro effetto combinato sul nostro Paese, ma soprattutto maggiore trasparenza su temi così importanti che colpiscono il cuore del sistema dei diritti e delle regole condivise e difese nel nostro Paese.

L’Italia dica no al nuovo TTIP: il Governo non svenda la sicurezza del nostro cibo sotto il ricatto dei dazi di Trump!

Il ministro USA dell’Agricoltura da oggi a Roma chiede l’azzeramento del Principio di precauzione e il via libera a cibo ai pesticidi e OGM. Conte rispetti gli impegni presi a Assisi e sul Green New Deal

L’amministrazione USA lo ha affermato senza ritegno: l’Europa è nel mirino laser di Trump perché chiuda in poche settimane un accordo commerciale con gli Stati Uniti che metta le mani sulle regole e i principi più preziosi per la nostra sicurezza alimentare: il Principio di precauzione. Senza un dibattito pubblico né il coinvolgimento dei Parlamenti sotto il ricatto di nuovi dazi, grazie alla pressione decisiva del settore dell’auto tedesco, ci chiede di ingoiare il TTIP (Trattato Transatlantico di facilitazione commerciale) già rigettato da milioni di cittadini europei e centinaia di sindacati, produttori, organizzazioni della società civile e ambientaliste.

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UE-Mercosur: il futuro al rogo

In un nuovo report della nostra Campagna, perché l’Italia deve seguire l’Austria e dire no al nuovo trattato tossico che minaccia l’Amazzonia

Mentre in tutto il mondo le ragazze e i ragazzi dei Fridays for future chiedono a milioni in piazza ai propri Governi di proteggere il loro futuro dai cambiamenti climatici, la Commissione europea vuole forzare un vecchio accordo un’Argentina al collasso, il Brasile del negazionista climatico Bolsonaro, Uruguay e Paraguay. Un trattato di liberalizzazione selvaggia. quello EU-Mercosur, che alimenta una concorrenza sleale contro i produttori europei – tutti concordi, per una volta, a chiederne lo stop – a spese della nostra salute e del polmone verde del mondo, l’Amazzonia.

Il report “Il futuro al rogo” viene lanciato dalla Campagna Stop TTIP/CETA Italia in occasione dello sciopero globale contro i cambiamenti climatici, come contributo alla riflessione su come un commercio senza regole possa, ancora una volta, vanificare tutti gli sforzi per contenere l’emergenza sociale e ambientale che dilaga nel pianeta. Denunciamo, inoltre, come l’Europa non debba e non possa esporre a maggiori rischi attivisti, donne, giovani, contadini e indigeni che soprattutto in Brasile si battono e muoiono per difendere l’Amazzonia dall’aggressione dell’agribusiness e dei padroni delle miniere.

Nonostante la Commissione Europea sia stata rinnovata e la neopresidente Ursula Von Der Leyen abbia posto tra gli obiettivi cardine del suo mandato un Green Deal per l’Europa, il suo Commissario al Commercio Phil Hogan ha difeso strenuamente la positività dell’accordo con i paesi del Mercosur. Il tutto, nonostante il governo del suo paese d’origine, l’Irlanda, abbia minacciato la bocciatura della ratifica per gli impatti ambientali e sull’agricoltura nazionale.
L’Austria si è spinta oltre, votando un atto parlamentare di indirizzo vincolante per il governo, che lo obbliga a mettere il veto al tavolo del Consiglio dell’UE quando, nella seconda metà del 2020, dovrà dare un parere sulla ratifica.
L’Italia dovrebbe agire nella stessa direzione: Governo e Parlamento riempiano di contenuto i tanti annunci fatti sull’ambiente e il clima, bocciando subito l’accordo già concluso con il Canada (CETA) e mettendo un veto in Europa sul trattato con il Mercosur.

Il Comunicato stampa con le nostre richieste

6 risposte a chi difende il TTIP zombie

Da quando il nostro governo ha dato il suo via libera in Consiglio europeo all’avvio di una nuova trattativa di liberalizzazione commerciale con gli Stati Uniti, abbiamo assistito a un disperato tentativo di convincere l’opinione pubblica del fatto che il TTIP non fosse tornato dal mondo dei morti. Invece, è andata è roprio così: un TTIP zombie è stato riesumato.

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CETA: la Corte UE promuove il tribunale delle multinazionali

Secondo la Corte europea di giustizia il meccanismo ISDS/ICS è compatibile con le regole dell’Europa. Per noi rimane inaccettabile. La Campagna Stop TTIP/CETA chiede al Parlamento italiano di rispettare gli impegni: “Bocciate il CETA al più presto per riaprire in Europa un dibattito sul commercio senza regole”.

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Il nuovo TTIP parte con l’ok dell’Italia

Conte Di Maio Salvini TTIP

Ieri, 15 aprile, tutti i governi dell’Unione – eccetto la Francia, contraria, e il Belgio, astenuto – hanno dato il via libera ai mandati chiesti dalla Commissione europea per negoziare un nuovo accordo transatlantico di liberalizzazione del commercio con gli Stati Uniti.

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TTIP: il Parlamento interroga il governo sull’ok in consiglio europeo

Due interrogazioni parlamentari, una alla Camera e una al Senato, chiedono al presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo economico di chiarire il perché l’Italia abbia dato il via libera al nuovo TTIP nel Consiglio europeo del 21-22 marzo 2019.

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Italia favorevole al nuovo TTIP: entro due settimane i mandati all’UE

Il Governo italiano non ha fatto nulla per impedire il riavvio dei negoziati tra Unione europea e Stati Uniti per approvare una nuova versione del TTIP, il controverso accordo commerciale transatlantico già rigettato da milioni di cittadini europei e centinaia di organizzazioni sindacali, ambientaliste e della società civile in tutti gli Stati membri.

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