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TTIP-zombie: così UE e USA giocano a scacchi con la nostra vita. Fermiamoli ora

Lo avevamo annunciato: il TTIP non è morto, è in piena salute e va bloccato subito. Il presidente statunitense Donald Trump e il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker vogliono riavviare le trattative per un accordo tossico senza coinvolgere nessun Parlamento. I rischi di un’operazione come questa sono molti: dall’agricoltura alla chimica, dall’ambiente ai servizi, tutto è in gioco sulla scacchiera di questi giocatori irresponsabili, il cui unico obiettivo è spianare la strada alle grandi forze economico-finanziarie sulle due sponde dell’Atlantico, eliminando regole e barriere a tutela dei diritti, della salute, dell’economia sana e dell’ambiente. In risposta ai tentativi chiudere il negoziato dentro stanze segrete, la Campagna Stop TTIP Italia oggi pubblica un nuovo rapporto dal titolo: “Zombie-TTIP: il ritorno di un trattato mai morto“, che svela le trame tessute da Bruxelles e Washington contro l’interesse pubblico, alle spalle di cittadini, politica e organizzazioni della società civile. Leggi il resto di questa voce

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Così Canada e UE usano il CETA per aggirare le norme sugli OGM

Le istituzioni comunitarie hanno sempre assicurato che l’accordo UE-Canada non avrebbe modificato le leggi su produzione e commercio di prodotti derivati dalle biotecnologie. Ma oggi Stop TTIP Italia è in grado di dimostrare il contrario, pubblicando l’agenda e la sintesi finale di una videoconferenza datata 28 aprile 2018. Quel giorno a Parma, Bruxelles e Ottawa tre schermi si illuminavano contemporaneamente, mettendo in comunicazione funzionari dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), della Commissione europea e del Governo canadese. All’ordine del giorno lo scambio di informazioni su questioni tecniche e regolamentari nell’ambito del commercio bilaterale di prodotti geneticamente modificati. Leggi il resto di questa voce

No al TTIP Zombie di Juncker e Trump: scriviamo agli eurodeputati

Nella più totale assenza di trasparenza e forzando il bilanciamento di poteri tra le istituzioni europee, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha rilanciato le trattative per il TTIP con Donald Trump. L’intenzione di Bruxelles è nominare un ristretto gruppo di tecnici che avvii il negoziato con la controparte statunitense. L’obiettivo è discutere dell’abbattimento di dazi e regole su una vasta gamma di settori: dall’agricoltura all’energia, dai farmaci alla chimica. La Campagna Stop TTIP Italia condanna fermamente questo gesto antidemocratico, che non tiene conto della contrarietà espressa da più di 3,5 milioni di cittadini europei, dei numerosi richiami alla trasparenza che negli ultimi anni il Mediatore europeo (Ombudsman) ha mosso alla Commissione e alle proteste fiorite in tutti gli Stati membri.  Leggi il resto di questa voce

Società civile e Parlamentari si impegnano a bocciare il CETA e a non far avanzare il JEFTA e gli altri trattati tossici

Il Parlamento ora metta all’ordine del giorno il CETA per bocciarlo e riaprire il dibattito in Europa. Queste le conclusioni dell’incontro avvenuto oggi presso la Camera dei Deputati tra numerose organizzazioni della società civile e i parlamentari dell’Intergruppo No CETA. Leggi il resto di questa voce

Bene il No al CETA annunciato da Di Maio, ora incontro urgente sugli accordi tossici

La Campagna Stop TTIP/Stop CETA accoglie con favore la dichiarazione odierna del Ministro Di Maio, secondo cui “A breve il CETA arriverà in Aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà e non lo ratificherà”. La presa di posizione arriva dopo le forti pressioni della Campagna e di tante realtà della società civile. Un impegno che si aggiunge a quelli del Ministro dell’Interno Salvini e dell’Agricoltura Centinaio, rappresentando dunque un proposito di tutta la maggioranza.

Ora occorre coinvolgere la società civile nella costruzione di un percorso verso la bocciatura del CETA e degli altri accordi di liberalizzazione commerciale nell’agenda della Commissione europea. Infatti, nel Contratto di governo è citato quanto segue: “Per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesimo tenore intendiamo opporci in tutte le sedi, in quanto determinano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini”.

Per questo abbiamo scritto una lettera al Ministro Di Maio, chiedendo un incontro urgente nel quale discutere non solo del CETA, ma di tutti gli accordi in fase negoziale da parte dell’Unione europea, il cui impianto è sostanzialmente analogo: indebolimento del principio di precauzione, meno diritti sul lavoro, messa sul mercato dei servizi pubblici e meno vincoli ambientali. Il tutto, per offrire benefici economici alle grandi imprese che già operano su scala mondiale, mentre le centinaia di migliaia di PMI che compongono il nostro tessuto economico vengono esposte ad una forte concorrenza, anche sleale.

Per un pieno coinvolgimento del Parlamento, inoltre, abbiamo convocato insieme all’Intergruppo Parlamentare No CETA – che raduna deputati e senatori di tutti gli schieramenti – un incontro alla Camera dei Deputati per il prossimo 17 luglio, aperto alla partecipazione di tutti i parlamentari.

Parlamentari di tutti gli schieramenti chiedono a Di Maio di fermare il JEFTA

L’Intergruppo Parlamentare No CETA, costituitosi la scorsa legislatura e composto da deputati e senatori di tutti gli schieramenti, ha chiesto pubblicamente al Vice presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di far sospendere la firma del Trattato UE-Giappone (JEFTA) e di riferire in Parlamento su un via libera rilasciato senza adeguata consultazione. La Campagna Stop TTIP/Stop CETA si associa alla richiesta e rilancia la proposta di un incontro con il Ministro per ribadire le proprie preoccupazioni sugli effetti a catena di una eventuale approvazione del JEFTA. Di seguito, il comunicato dell’Intergruppo. Leggi il resto di questa voce

Buone notizie: il CETA slitta ancora al Senato e nasce l’intergruppo parlamentare No CETA

La mobilitazione di questi giorni ha funzionato: ha portato, infatti, all’ennesimo slittamento della ratifica del CETA al Senato che non approda oggi in aula. Il trattato Ue-Canada esce dunque dai radar di Palazzo Madama, ma resta aperta una possibilità: che dopo l’approvazione della legge di stabilità venga riproposto nell’estremo tentativo di farlo passare prima delle elezioni. Per questo dobbiamo continuare a premere sui senatori, come fatto in questi giorni, per fermarlo definitivamente. In fondo alla pagina tutte le istruzioni per continuare a tenere alta l’attenzione su questi tema nelle prossime settimane, ed evitare che il CETA rientri in agenda di soppiatto all’ultimo minuto.
Alcuni parlamentari, inoltre, hanno già ascoltato le nostre ragioni e, per promuovere una più ampia discussione nel Paese sul tema e ragionare sull’opportunità di strumenti commerciali come il CETA per il bene del Paese, hanno costruito un intergruppo parlamentare #NoCETA, che supera già i 50 appresentanti di tutti gli schieramenti. Chiediamo, con le nostre lettere, a chi ancora non ne fa parte di aderire al più presto all’intergruppo. Fermare la ratifica del CETA deve essere una priorità di tutti i deputati e senatori che hanno a cuore l’interesse pubblico, oltre che il proprio elettorato.
In questa pagina (https://stop-ttip-italia.net/intergruppo-parlamentare-no-ceta/) del sito pubblicheremo l’aggiornamento dei nomi (che crediamo aumenteranno fin dalle prossime ore) e tutte le loro iniziative.

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Dal 21 Settembre in tutta Europa è “Allarme CETA”: fermiamolo insieme!

Il 21 Settembre il CETA, salvo problemi dell’ultim’ora, l’accordo di liberalizzazione tra Canada e Europa, entrerà in vigore in modalità provvisoria, abbattendo quindi dazi e dogane tra Canada e Europa, e mettendo in piedi le commissioni bilaterali in cui cercheranno di mettere mano, per puro amore di commercio, agli standard in vigore sulla sicurezza alimentare, sull’ambiente, sulla sicurezza dei prodotti, sul lavoro, solo per citare alcuni temi scottanti.

Possiamo ancora fermarlo insieme, però, e riaprire in Europa una discussione più seria su che cosa vuol dire affidare agli interessi dei pochi che guadagnano con un trattato commerciale come questo, il destino e i diritti di tutti noi. Basta che un solo Paese ne blocchi la ratifica. Con l’impegno di tutti noi l’Italia può essere quel Paese.  Leggi il resto di questa voce

CETA in Senato dal 26 settembre: dobbiamo fermarlo

L’estate sta finendo e le elezioni si avvicinano. Nonostante sia chiaro che in Italia l’opposizione al CETA, il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Canada, è fortissima e sta ancora crescendo, la maggioranza in Senato vuole forzare di nuovo la sua ratifica.

Il governo francese ha creato una commissione nazionale per esaminarlo meglio, il governo tedesco ha aspettato le nuove elezioni, la Polonia ha posto problemi addirittura sulla sua entrata in vigore provvisoria, ma il Pd e i suoi alleati vogliono riportare il CETA in Aula in Senato il 26 settembre.

Dobbiamo fermarli per riaprire la discussione in Europa su quale commercio sia più giusto e utile per il nostro Paese.

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Stop CETA: mobilitiamoci verso il 25 luglio!

Martedì 25 luglio il Senato italiano ha intenzione di ratificare il CETA. Senza consultare adeguatamente la società civile, le organizzazioni agricole, i sindacati, il mondo ambientalista e i consumatori, gran parte del Pd, insieme a Forza Italia, i Centristi di Pier Ferdinando Casini (CpE), Alternativa Popolare (AP) di Angelino Alfano e schegge del Gruppo Misto, intendono dare il via libera all’accordo tossico UE-Canada.

Forti del sostegno di centinaia di migliaia di cittadini contrari a questo trattato e preoccupati per i loro diritti e la loro salute, le organizzazioni della Campagna Stop TTIP Italia ritengono questa accelerazione intollerabile e ingiusta. Contro il CETA si sono espresse anche numerose Regioni, votando delibere contrarie e chiedendo al Senato di fermare il processo. Lazio, Lombardia, Liguria, Veneto, Puglia, Calabria, Marche e Valle d’Aosta, oltre a centinaia di Comuni, hanno intimato al Parlamento di aprire una consultazione ampia sugli effetti del trattato. Questo movimento trasversale, che sui territori coinvolge anche partiti della maggioranza, non può essere ignorato. Leggi il resto di questa voce

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