Archivi Blog

Buone notizie: il CETA slitta ancora al Senato e nasce l’intergruppo parlamentare No CETA

La mobilitazione di questi giorni ha funzionato: ha portato, infatti, all’ennesimo slittamento della ratifica del CETA al Senato che non approda oggi in aula. Il trattato Ue-Canada esce dunque dai radar di Palazzo Madama, ma resta aperta una possibilità: che dopo l’approvazione della legge di stabilità venga riproposto nell’estremo tentativo di farlo passare prima delle elezioni. Per questo dobbiamo continuare a premere sui senatori, come fatto in questi giorni, per fermarlo definitivamente. In fondo alla pagina tutte le istruzioni per continuare a tenere alta l’attenzione su questi tema nelle prossime settimane, ed evitare che il CETA rientri in agenda di soppiatto all’ultimo minuto.
Alcuni parlamentari, inoltre, hanno già ascoltato le nostre ragioni e, per promuovere una più ampia discussione nel Paese sul tema e ragionare sull’opportunità di strumenti commerciali come il CETA per il bene del Paese, hanno costruito un intergruppo parlamentare #NoCETA, che supera già i 50 appresentanti di tutti gli schieramenti. Chiediamo, con le nostre lettere, a chi ancora non ne fa parte di aderire al più presto all’intergruppo. Fermare la ratifica del CETA deve essere una priorità di tutti i deputati e senatori che hanno a cuore l’interesse pubblico, oltre che il proprio elettorato.
In questa pagina (https://stop-ttip-italia.net/intergruppo-parlamentare-no-ceta/) del sito pubblicheremo l’aggiornamento dei nomi (che crediamo aumenteranno fin dalle prossime ore) e tutte le loro iniziative.

Leggi il resto di questa voce

Annunci

Dal 21 Settembre in tutta Europa è “Allarme CETA”: fermiamolo insieme!

Il 21 Settembre il CETA, salvo problemi dell’ultim’ora, l’accordo di liberalizzazione tra Canada e Europa, entrerà in vigore in modalità provvisoria, abbattendo quindi dazi e dogane tra Canada e Europa, e mettendo in piedi le commissioni bilaterali in cui cercheranno di mettere mano, per puro amore di commercio, agli standard in vigore sulla sicurezza alimentare, sull’ambiente, sulla sicurezza dei prodotti, sul lavoro, solo per citare alcuni temi scottanti.

Possiamo ancora fermarlo insieme, però, e riaprire in Europa una discussione più seria su che cosa vuol dire affidare agli interessi dei pochi che guadagnano con un trattato commerciale come questo, il destino e i diritti di tutti noi. Basta che un solo Paese ne blocchi la ratifica. Con l’impegno di tutti noi l’Italia può essere quel Paese.  Leggi il resto di questa voce

CETA in Senato dal 26 settembre: dobbiamo fermarlo

L’estate sta finendo e le elezioni si avvicinano. Nonostante sia chiaro che in Italia l’opposizione al CETA, il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Canada, è fortissima e sta ancora crescendo, la maggioranza in Senato vuole forzare di nuovo la sua ratifica.

Il governo francese ha creato una commissione nazionale per esaminarlo meglio, il governo tedesco ha aspettato le nuove elezioni, la Polonia ha posto problemi addirittura sulla sua entrata in vigore provvisoria, ma il Pd e i suoi alleati vogliono riportare il CETA in Aula in Senato il 26 settembre.

Dobbiamo fermarli per riaprire la discussione in Europa su quale commercio sia più giusto e utile per il nostro Paese.

Leggi il resto di questa voce

Stop CETA: mobilitiamoci verso il 25 luglio!

Martedì 25 luglio il Senato italiano ha intenzione di ratificare il CETA. Senza consultare adeguatamente la società civile, le organizzazioni agricole, i sindacati, il mondo ambientalista e i consumatori, gran parte del Pd, insieme a Forza Italia, i Centristi di Pier Ferdinando Casini (CpE), Alternativa Popolare (AP) di Angelino Alfano e schegge del Gruppo Misto, intendono dare il via libera all’accordo tossico UE-Canada.

Forti del sostegno di centinaia di migliaia di cittadini contrari a questo trattato e preoccupati per i loro diritti e la loro salute, le organizzazioni della Campagna Stop TTIP Italia ritengono questa accelerazione intollerabile e ingiusta. Contro il CETA si sono espresse anche numerose Regioni, votando delibere contrarie e chiedendo al Senato di fermare il processo. Lazio, Lombardia, Liguria, Veneto, Puglia, Calabria, Marche e Valle d’Aosta, oltre a centinaia di Comuni, hanno intimato al Parlamento di aprire una consultazione ampia sugli effetti del trattato. Questo movimento trasversale, che sui territori coinvolge anche partiti della maggioranza, non può essere ignorato. Leggi il resto di questa voce

Strasburgo approva il CETA: ora pressione sull’Italia

ceta-strasurgo

Stop TTIP Italia: «Socialdemocratici e popolari irresponsabili. Adesso l’Italia deve respingere l’accordo tossico»

ROMA, 15 FBBRAIO 2017 – Il Parlamento Europeo ha appena deciso di ratificare il CETA con 408 voti a favore e 254 contrari. Nonostante una spaccatura profonda nel partito socialdemocratico, l’accordo con il Canada è stato approvato. Per la parte di competenza europea, entrerà provvisoriamente in vigore senza attendere il vaglio di 38 Parlamenti nazionali in 28 Stati membri. Il loro pronunciamento è comunque una vittoria della società civile, che ha impedito a Bruxelles di mantenere il CETA un affare soltanto europeo.

«Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente. Ma in Italia un simile atteggiamento non sarà tollerato. Le urne sono vicine, e gli elettori faranno pesare questa scelta sconsiderata ai partiti che li hanno delusi in Europa».

Leggi il resto di questa voce

Verso un 15 febbraio 2017 #StopCETA: Le 4 bufale dei democratici sul CETA

banner_web_15febb2017

Mentre cresce la protesta della società civile in vista della ratifica del Parlamento Europeo, gli eurodeputati socialdemocratici rispondono con la propaganda

Il prossimo 15 febbraio il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo, sarà chiamato a ratificare il CETA, l’accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea. Il “fratello piccolo” del TTIP ha destato l’opposizione della società civile, perché vettore degli stessi rischi più volte documentati e mai confutati.

La Campagna Stop TTIP Italia, in vista di questa scadenza, ha intensificato la pressione sugli eurodeputati italiani favorevoli al CETA. In seguito al bombardamento di e-mail, telefonate e contatti via social network, è emersa una spaccatura all’interno del gruppo socialdemocratico, cui aderiscono i parlamentari del Pd. A fronte di alcune defezioni, però, una gran parte dei S&D sposano acriticamente le tesi dei promotori dell’accordo, dietro i quali si celano interessi commerciali enormi, spesso molto distanti dalle priorità dei cittadini e dei consumatori.

«I messaggi di risposta ricevuti in questi giorni sembrano un copia e incolla di slogan propagandistici – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Un tentativo maldestro di rassicurare migliaia di cittadini preoccupati, spesso ben più informati degli stessi loro rappresentanti».

In particolare le posizioni pro CETA dei socialdemocratici si basano su numerose gravi omissioni e su alcuni assunti tutti da dimostrare, vere e proprie “bufale” che Stop TTIP Italia è in grado di smontare, una per una.

Leggi il resto di questa voce

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: