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LETTERA DI MOVIMENTI E ASSOCIAZIONI AL GOVERNO DEL CAMBIANIENTE

Promossa da Campagna Stop TTIP/CETA Italia, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Coordinamento nazionale No Triv, Abruzzo Beni comuni, No Tap Brindisi, Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata, Comitato No Tunnel TAV di Firenze, Liberiamo la Basilicata, Vertenze Taranto, Associazione Botteghe del Mondo, Associazione Michele Mancino, Attac Italia, Ambiente&Salute Bolzano, Cattolici per la Vita della Valle, Comitato Stop TTIP Sondrio, Comitato StopTTIP Udine, Distretto rurale di economia solidale Parco Agricolo Sud Milano, Energia Felice, Epha Basilicata, Fairwatch, Gruppo Unitario Foreste Italiane GUFI, Fair, Mag 4 Piemonte, Medicina Democratica, Navdanya International, Reorient, Rete Legalità per il Clima, Terra! Onlus, Transform, Usicons, Forum Pontino dei Diritti e Beni Comuni.

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6 risposte a chi difende il TTIP zombie

Da quando il nostro governo ha dato il suo via libera in Consiglio europeo all’avvio di una nuova trattativa di liberalizzazione commerciale con gli Stati Uniti, abbiamo assistito a un disperato tentativo di convincere l’opinione pubblica del fatto che il TTIP non fosse tornato dal mondo dei morti. Invece, è andata è roprio così: un TTIP zombie è stato riesumato.

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CETA: la Corte UE promuove il tribunale delle multinazionali

Secondo la Corte europea di giustizia il meccanismo ISDS/ICS è compatibile con le regole dell’Europa. Per noi rimane inaccettabile. La Campagna Stop TTIP/CETA chiede al Parlamento italiano di rispettare gli impegni: “Bocciate il CETA al più presto per riaprire in Europa un dibattito sul commercio senza regole”.

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Il nuovo TTIP parte con l’ok dell’Italia

Conte Di Maio Salvini TTIP

Ieri, 15 aprile, tutti i governi dell’Unione – eccetto la Francia, contraria, e il Belgio, astenuto – hanno dato il via libera ai mandati chiesti dalla Commissione europea per negoziare un nuovo accordo transatlantico di liberalizzazione del commercio con gli Stati Uniti.

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TTIP: il Parlamento interroga il governo sull’ok in consiglio europeo

Due interrogazioni parlamentari, una alla Camera e una al Senato, chiedono al presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo economico di chiarire il perché l’Italia abbia dato il via libera al nuovo TTIP nel Consiglio europeo del 21-22 marzo 2019.

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Italia favorevole al nuovo TTIP: entro due settimane i mandati all’UE

Il Governo italiano non ha fatto nulla per impedire il riavvio dei negoziati tra Unione europea e Stati Uniti per approvare una nuova versione del TTIP, il controverso accordo commerciale transatlantico già rigettato da milioni di cittadini europei e centinaia di organizzazioni sindacali, ambientaliste e della società civile in tutti gli Stati membri.

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Arriva in Italia Maude Barlow, bandiera della campagna StopCETA

Siamo felici di ospitare a Roma il 16 ottobre prossimo Maude Barlow, presidente di The Council of Canadians, già relatrice speciale per il diritto umano all’acqua dell’Onu, attivista storica per l’acqua pubblica e portavoce della campagna canadese contro il CETA, il NAFTA e tutti gli accordi tossici di libero scambio.  Leggi il resto di questa voce

I (brutti) fratelli del CETA: conoscerli per evitarli

Non c’è soltanto il CETA a richiedere la massima attenzione del governo italiano. La Commissione europea sta infatti portando avanti una pletora di accordi di libero scambio con paesi o blocchi di paesi di tutto il mondo. L’impianto generale è sostanzialmente lo stesso del trattato tossico Ue-Canada, così come i tanti potenziali effetti negativi.

Per offrire un quadro completo ai cittadini e alle istituzioni, la Campagna Stop TTIP Italia lancia oggiDalle dichiarazioni ai fatti: perché dobbiamo fermare il CETA e tutti i suoi (brutti) fratelli“, il primo rapporto che analizza in dettaglio la logica e gli impatti di ciascun accordo bilaterale nell’agenda dell’Unione europea. Un’agenda che la Commissione intende portare a compimento entro le prossime elezioni, ed è per questo che molti negoziati stanno accelerando il loro iter, senza tener conto delle proteste e delle criticità più volte evidenziate da parti del mondo produttivo e della società civile. Leggi il resto di questa voce

Il JEFTA è insostenibile: lettera di 14 organizzazioni al Parlamento Ue

Fermare l’iter di ratifica dell’accordo UE-Giappone finché l’Europa non deciderà di fare sul serio sulla tutela di occupazione e ambiente negli accordi commerciali. E’ quanto chiede alla Commissione Commercio del Parlamento europeo (INTA) una nuova lettera aperta firmata da 14 organizzazioni, tra cui la Campagna Stop TTIP Italia e FairWatch.

Gli europarlamentari della Commissione INTA sono i primi a dover esprimere un parere sull’accordo con il Giappone (JEFTA o JEEPA), per poi passare il dossier ad altre commissioni e infine alla plenaria dell’Eurocamera. Gli stati membri, tra cui l’Italia, hanno già dato il loro benestare a questo trattato commerciale. Ma è stata una decisione frettolosa e avventata, come Stop TTIP Italia ha sottolineato più volte negli ultimi mesi. Le motivazioni sono sotto gli occhi di tutti, in primo luogo l’impianto quasi identico ad accordi come CETA. Ma la lettera pubblicata oggi pone l’accento su alcuni punti specifici: per quanto riguarda i temi dello sviluppo sostenibile, cioè lavoro e ambiente, una eventuale violazione dei vaghi desiderata espressi dalle parti nel JEFTA non comporta alcuna sanzione. Pertanto, l’intero capitolo che dovrebbe difendere la buona occupazione e il rispetto di diritti e standard ambientali non è vincolante.

Va ricordato che un simile approccio era stato considerato inaccettabile già nel 2014, quando il Parlamento europeo approvò a larga maggioranza una risoluzione di indirizzo sul TTIP che chiedeva disposizioni più stringenti in materia di occupazione e ambiente. La Commissione europea la ignorò bellamente, proprio come hanno fatto i governi europei che hanno licenziato positivamente questo trattato. Le elezioni comunitarie saranno un momento della verità per chi ha gestito e sta gestendo l’agenda commerciale a livello europeo e nazionale. Fermare il JEFTA e respingere il CETA sono i primi passi necessari per evitare che accordi così vasti possano diventare il calco per i tanti trattati di libero scambio in fase negoziale.

TTIP-zombie: così UE e USA giocano a scacchi con la nostra vita. Fermiamoli ora

Lo avevamo annunciato: il TTIP non è morto, è in piena salute e va bloccato subito. Il presidente statunitense Donald Trump e il capo della Commissione europea Jean-Claude Juncker vogliono riavviare le trattative per un accordo tossico senza coinvolgere nessun Parlamento. I rischi di un’operazione come questa sono molti: dall’agricoltura alla chimica, dall’ambiente ai servizi, tutto è in gioco sulla scacchiera di questi giocatori irresponsabili, il cui unico obiettivo è spianare la strada alle grandi forze economico-finanziarie sulle due sponde dell’Atlantico, eliminando regole e barriere a tutela dei diritti, della salute, dell’economia sana e dell’ambiente. In risposta ai tentativi chiudere il negoziato dentro stanze segrete, la Campagna Stop TTIP Italia oggi pubblica un nuovo rapporto dal titolo: “Zombie-TTIP: il ritorno di un trattato mai morto“, che svela le trame tessute da Bruxelles e Washington contro l’interesse pubblico, alle spalle di cittadini, politica e organizzazioni della società civile. Leggi il resto di questa voce

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