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Le oltre 3 milioni di firme contro il TTIP erano valide

Avevamo ragione! La Corte di Europea di Giustizia invalida la decisione della Commissione di bocciare l’Iniziativa dei cittadini europei sul TTIP, la più partecipata della storia

La Corte europea di Giustizia, dopo 30 mesi, ha annullato la decisione della Commissione europea di non registrare la European Citizens Initiative promossa dai movimenti contro il TTIP.
La consultazione europea, che in poco più di un anno ha raccolto più di tre milioni di adesioni, risultando la più partecipata nella storia di questa strumento, è stata un successo delle campagne Stop TTIP che in Europa hanno lavorato alla sensibilizzazione del pubblico sugli effetti potenzialmente disastrosi degli accordi commerciali negoziati segretamente da Bruxelles con l’interferenza costante delle grandi imprese transnazionali.

Il comunicato stampa ufficiale della Corte indica chiaramente nel “principio di democrazia” uno dei principali motivi per cui ha condannato la Commissione e invalidato la sua decisione.
L’orientamento delle reti europee è di non ripresentare l’Eci in questo momento, anche se è chiaro che sarebbe perfettamente legale farlo se dovesse servire. E questa volta sarebbe impossibile per Commissione trincerarsi dietro vizi di forma per negare ai cittadini europei di esprimersi su materie che li interessano da vicino.

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Verso un 15 febbraio 2017 #StopCETA: Le 4 bufale dei democratici sul CETA

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Mentre cresce la protesta della società civile in vista della ratifica del Parlamento Europeo, gli eurodeputati socialdemocratici rispondono con la propaganda

Il prossimo 15 febbraio il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo, sarà chiamato a ratificare il CETA, l’accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea. Il “fratello piccolo” del TTIP ha destato l’opposizione della società civile, perché vettore degli stessi rischi più volte documentati e mai confutati.

La Campagna Stop TTIP Italia, in vista di questa scadenza, ha intensificato la pressione sugli eurodeputati italiani favorevoli al CETA. In seguito al bombardamento di e-mail, telefonate e contatti via social network, è emersa una spaccatura all’interno del gruppo socialdemocratico, cui aderiscono i parlamentari del Pd. A fronte di alcune defezioni, però, una gran parte dei S&D sposano acriticamente le tesi dei promotori dell’accordo, dietro i quali si celano interessi commerciali enormi, spesso molto distanti dalle priorità dei cittadini e dei consumatori.

«I messaggi di risposta ricevuti in questi giorni sembrano un copia e incolla di slogan propagandistici – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Un tentativo maldestro di rassicurare migliaia di cittadini preoccupati, spesso ben più informati degli stessi loro rappresentanti».

In particolare le posizioni pro CETA dei socialdemocratici si basano su numerose gravi omissioni e su alcuni assunti tutti da dimostrare, vere e proprie “bufale” che Stop TTIP Italia è in grado di smontare, una per una.

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CETA: il colpo di coda. Trattato UE-Canada verso la firma, Stop TTIP si mobilita

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Superata l’opposizione della Vallonia che bloccava l’accordo UE-Canada, domenica la cerimonia di firma a Bruxelles in un summit bilaterale. Ma il compromesso raggiunto non è soddisfacente. Il 5 novembre Stop TTIP Italia, in piazza per lo #StopCETAday, chiede all’Italia un dibattito pubblico e al Parlamento la non ratifica del CETA

ROMA, 29 OTTOBRE 2016 – Confermato il Summit UE – Canada di domenica, il CETA veleggia verso la sua approvazione. Il negoziato con la Vallonia, la regione francofona del Belgio che si è coraggiosamente opposta all’accordo, si è concluso con la scelta di accostare al testo consolidato una dichiarazione interpretativa e alcune prese di posizione messe nero su bianco da Commissione Europea e Consiglio Europeo.

La Campagna Stop TTIP conferma le mobilitazioni del 5 novembre in diverse città italiane, lanciando uno #StopCETAday con l’intento di sollevare  un dibattito all’altezza nel Parlamento italiano ed europeo. Sebbene le divisioni degli ultimi giorni siano state ricomposte e il summit UE-Canada confermato, restano gravi perplessità e preoccupazioni su un trattato commerciale che non protegge i cittadini e l’ambiente.

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Ecco perché il CETA può fallire (e con lui il TTIP)

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Il veto della Vallonia e la sentenza della Corte Costituzionale tedesca stanno mettendo in difficoltà la Commissione Europea. L’accordo con il Canada è sull’orlo del fallimento. L’analisi di Stop TTIP Italia

Ventotto stati membri allineati con l’agenda commerciale della Commissione Europea: liberalizzazioni, deregolamentazione, trasferimento di potere dal pubblico al privato. Ad opporsi, solo una regione della federazione belga: la Vallonia, 3,6 milioni di abitanti. Ma tanto può bastare a far fallire il CETA, l’accordo di libero scambio tra UE e Canada fotocopia del TTIP. Senza l’unanimità dei capi di stato nel Consiglio Europeo di venerdì, non sarà possibile dare luce verde alla Commissione per firmare il trattato in un vertice bilaterale previsto a Bruxelles il 27 ottobre. Il Belgio, per poter dare il suo appoggio, ha bisogno del benestare dei parlamentini regionali. E qui entra in gioco Paul Magnette, governatore vallone di area socialista fermamente contrario a TTIP e CETA.

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TiSA Leaks, nuove rivelazioni sull’accordo più segreto del mondo

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ROMA, 20/09/2016 – Le peggiori preoccupazioni della società civile vedono ancora una volta una drammatica conferma grazie alle rivelazioni di stamattina ad opera di Greenpeace Olanda, che ha desecretato alcuni testi consolidati del TiSA, l’accordo segreto per la liberalizzazione dei servizi che coinvolge Unione Europea, Stati Uniti e altri 21 Paesi del mondo. In totale, oltre 2 miliardi di persone subiranno gli impatti di questo immenso accordo. Dall’analisi dei testi emerge che il TiSA minaccia direttamente l’ambiente e il clima tramite l’introduzione della «technological neutrality», principio in base al quale tutte le fonti energetiche dovranno essere trattate con lo stesso riguardo. Gli Stati non potranno più, ad esempio, privilegiare il fotovoltaico rispetto al petrolio o l’eolico al carbone. La neutralità tecnologica è stata utilizzata per la prima volta nel 1996 in ambito WTO (Organizzazione mondiale del commercio), ma soltanto nell’accordo sulle telecomunicazioni. Se il TiSA la estenderà a tutto il settore energetico, le ripercussioni saranno pesanti in termini di politiche climatiche.

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Caro Matteo, ora basta: #StopTTIP #StopCETA

Cartolina da Milani

Il 16 settembre al Consiglio Europeo di Bratislava, l’Italia spinge per imporre il Trattato Transatlantico e di Accordo con il Canada (CETA). Stop TTIP Italia e le reti europee Stop TTIP si mobilitano sui social e in piazza

Il 16 e il 17 settembre saranno due giorni di mobilitazioni in tutta Europa per dimostrare che l’opposizione sociale ai due megatrattati di libero scambio è sempre più forte e diffusa. Il 16 settembre al Consiglio informale dei capi di Stato convocati a Bratislava, il Governo italiano spingerà per chiudere positivamente le trattative con gli Stati Uniti imponendo il TTIP a chi, come Francia, Germania e Austria, ha già dichiarato la propria contrarietà. L’Italia chiede, inoltre, anche di accelerare con la firma del CETA, il trattato analogo già chiuso con il Canada e che ne costituirebbe un pericoloso lasciapassare.
Per questo la campagna Stop TTIP Italia lancia un mailbombing e un tweet storm sul premier Matteo Renzi oltre a diverse iniziative locali, tra cui un flashmob a Milano. Il 17 settembre in oltre 20 città tra Germania e Austria la Campagna europea stop TTIP risponderà idealmente alle decisioni assunte per mettere definitivamente la parola fine sui negoziati Europa – Stati Uniti e per fermare l’approvazione del CETA.
Sul sito http://www.stop-ttip-italia.net alla pagina sul 16 settembre è possibile scaricare la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e i tweet da inviare a cominciare dalle 12 del 16 settembre, in sostegno delle mobilitazioni internazionali contro il TTIP e contro il CETA.

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A Roma sindacati, imprese e associazioni incontrano il Ministro Calenda e la Presidente Boldrini

stop ttip ceta

COMUNICATO STAMPA

Nello stesso momento, la Commissione europea fa un passo indietro e acconsente alla ratifica dei Parlamenti nazionali dell’accordo tra UE e Canada (CETA). Stop TTIP Italia: «Primo passo importante sul CETA, ora obbiettivo è bloccare il TTIP»

«Un primo passo importante, ma non sufficiente». È la posizione della Campagna Stop TTIP Italia sulle dichiarazioni del Commissario al Commercio, Cecilia Malmström, che oggi da Bruxelles ha annunciato il passo indietro della Commissione sulla ratifica dell’accordo con il Canada. Il CETA, dunque, potrà passare al vaglio dei Parlamenti nazionali. Una notizia importante, che rende merito delle forti pressioni dei movimenti su Commissione Europea e Governi nazionali, e che si apprende proprio quando sindacati, imprese e le organizzazioni – tra cui Coldiretti, Arci, Fairwatch, Cgil, Legambiente e Movimento Consumatori – insieme alla Campagna Stop TTIP Italia ribadiscono al Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, la loro preoccupazione per l’impatto di queste trattative sul futuro del nostro Paese.

Il terreno di confronto è stato il seminario intitolato “IL TRATTATO COMMERCIALE UE-USA (TTIP): PREOCCUPAZIONI E PROPOSTE DI PARTI SOCIALI E IMPRESE”, tenutosi a Roma presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Qui le realtà presenti hanno ribadito la «necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato riguardante oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito».

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Un seminario parlamentare per discutere di TTIP con la politica

Seminario parlamentare stop ttip

“Il trattato commerciale UE-USA (TTIP): preoccupazioni e proposte di parti sociali e imprese”, è il titolo del seminario parlamentare promosso dalla Campagna Stop TTIP Italia insieme ad altre dieci organizzazioni che rappresentano il mondo dell’agricoltura, del sindacato, dei consumatori, dell’ambientalismo e del commercio (SCARICA IL VOLANTINO). Il momento di dialogo con le istituzioni è in agenda per il 5 luglio 2016, a partire dalle ore 15, in sala Aldo Moro.

Ad aprire i lavori sarà la presidente della Camera, Laura Boldrini, mentre il moderatore del dibattito sarà Stefano Masini, responsabile area Ambiente e Territorio di Coldiretti. Gli interventi previsti sono di Leonardo Becchetti, presidente del Comitato etico di Etica Sgr; Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace; Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori; Fausto Durante, responsabile Politiche europee e internazionali di Cgil; Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente; Nino Pascale, presidente di Slow Food; Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori; Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. Vi sarà spazio per le voci dei parlamentari, mentre la voce del governo sarà quella del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Le conclusioni saranno a cura di Monica Di Sisto, vice presidente di Fairwatch e portavoce della Campagna Stop TTIP Italia.

Alcune ragioni di fondo hanno spinto la campagna Stop TTIP ad impegnarsi duramente per la realizzazione di questo momento di dialogo con la politica italiana. L’accordo vive infatti una fase cruciale del suo negoziato. I parlamentari italiani hanno avuto da poco la possibilità di accedere alla sua lettura in un’apposita sala, e per questo cresce la necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato che riguarda oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito.

Come scrive anche Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ «Occorre dare maggior spazio a una sana politica, capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle di buone pratiche, che permettano di superare pressioni e inerzie viziose. Tuttavia, bisogna aggiungere che i migliori dispositivi finiscono per soccombere quando mancano le grandi mete, i valori, una comprensione umanistica e ricca di significato, capaci di conferire ad ogni società un orientamento nobile e generoso» (179).

Pensiamo, per questo, che il Parlamento, investito delle funzioni di tutela dei diritti di tutti e della sovranità che ne consegue, sia il luogo più importante in cui promuovere un dialogo ampio e approfondito su luci e ombre di un negoziato tanto rilevante per la vita quotidiana dei cittadine.

Dopo la Brexit, StopTTIP e StopCETA perché vogliamo una vera Europa

Presidio TTIP MISE

StopTTIP Italia insieme a 240 ONG‎ chiede la sospensione dei trattati e il ritiro del mandato alla Commissione europea

«Ritirate il mandato negoziale per il TTIP». È la richiesta della Campagna Stop TTIP Italia rilanciata assieme ad altre 240 organizzazioni non governative di tutta Europa in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Donald Tusk e ai Capi di Stato e di Governo dell’Unione (per l’Italia al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda) in occasione del Consiglio Europeo di oggi.

Per la Campagna Stop TTIP Italia ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA (l’accordo con il Canada gemello del TTIP), sarebbe un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea sempre più percepita come a uso e consumo degli interessi economici. Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso. Oggi è tornato in quella stanza il parlamentare Giulio Marcon, che già aveva denunciato problemi di accesso e di trasparenza nella sala di lettura, mentre al di fuori si è svolto un presidio di attivisti della Campagna Stop TTIP, che hanno aperto uno striscione con la scritta: “Le persone prima dei profitti”.

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Calenda ribadisce no a ratifica parlamentare del CETA. Stop TTIP: “Inaccettabile”

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Durante l’audizione alla Camera dei Deputati, il ministro allo Sviluppo economico ha nuovamente sostenuto la necessità che il CETA, l’accordo con il Canada gemello del TTIP, rimanga un affare tutto europeo. Per la Campagna Stop TTIP è una posizione inaccettabile

COMUNICATO STAMPA – Migliaia di email e di tweet hanno accompagnato l’audizione parlamentare del Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, andata in scena oggi pomeriggio alla Camera, sulla posizione del Governo italiano su CETA e TTIP, i due trattati commerciali negoziati dalla Commissione Europea rispettivamente con Canada e Stati Uniti.
Il CETA, considerato un precedente del TTIP sia come obiettivi che come profilo, è stato concluso nel settembre 2014 ed è ormai sulla via della ratifica parlamentare. Con una netta inversione di rotta, l’Italia ha scelto di sostenere la posizione della Commissione Europea che vorrebbe escludere i Parlamenti dalla ratifica finale, limitando il processo di approvazione al solo Parlamento Europeo.
Secondo il Ministro Calenda, “per i vantaggi che porterà, il CETA dovrebbe essere concluso nel più breve tempo possibile”, senza che gli Stati membri possano intervenire con un voto a livello nazionale. Posizione non condivisa dalla Campagna Stop TTIP Italia, che ha denunciato le potenziali ricadute negative di una simile deriva. La stessa presidente della Camera, Laura Boldrini, ha accolto e rilanciato la nostra richiesta di ratifica nazionale aprendo una vertenza con il Governo a seguito delle email di appello ricevute dai cittadini.

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