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CETA, no alla ratifica: protesta a Montecitorio con associazioni, sindacati e Regioni

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Migliaia di persone hanno manifestato stamattina in piazza Montecitorio per dire no alla ratifica del CETA, l’accordo di commerciale tra Unione Europea e Canada. Il sit in, organizzato da Coldiretti insieme alla campagna Stop TTIP Italia, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, ha visto la partecipazione di deputati e senatori di diversi schieramenti: da Articolo 1 a Sinistra Italiana, dal Movimento 5 Stelle a Fratelli d’Italia, Lega Nord, Gruppo Misto, Rifondazione Comunista e anche esponenti del Partito Democratico. Tutti critici verso un trattato che – denunciano le sigle organizzatrici della manifestazione – causerebbe danni sostanziali all’agricoltura italiana, alle produzioni di qualità, ridurrebbe i diritti del lavoro e aprirebbe all’importazione di sostanze chimiche vietate e combustibili inquinanti, minando conquiste sociali e standard ambientali. Il principio di precauzione potrebbe essere messo in secondo piano rispetto alle esigenze del commercio, con possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare e la salute dei cittadini. Preoccupazioni anche per i servizi pubblici, che il CETA non proteggerebbe a dovere, così come per il temuto tribunale speciale per gli investimenti, grazie al quale le grandi imprese estere potrebbero chiedere compensazioni virtualmente illimitate agli stati che approvassero regolamentazioni lesive dei loro investimenti. Leggi il resto di questa voce

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Urgente: scriviamo al presidente Mattarella di rinviare il voto sul CETA

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, può esercitare quel ruolo di garanzia necessario allo svolgimento di un processo democratico pienamente inclusivo e rispettoso delle istanze provenienti dalla cittadinanza. Chiediamogli con una lettera di sollecitare il Senato a rinviare il voto sul CETA, che dovrebbe tenersi domani.

 

L’indirizzo per inviare i messaggi è a questo link: http://bit.ly/2sSBEyY

La pagina Facebook del presidente è a questo link: http://bit.ly/2sPikSm

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#StopCETA: via alla mobilitazione permanente per bloccare la ratifica

Il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 e serve una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica. Non c’è tempo da perdere, soltanto la partecipazione di tutti può cambiare le sorti di questa battaglia dopo l’accelerazione del governo. Poco più di un anno fa 40 mila persone hanno inondato le strade di Roma contro TTIP e CETA. Adesso è il momento di tornare a farci sentire.

La Campagna Stop TTIP Italia lancia una mobilitazione permanente a partire da oggi: ciascuno di noi può impegnare qualche ora del proprio tempo per contattare i senatori italiani chiedendo loro di votare NO alla ratifica. Ecco i prossimi passi proposti:

1. Invia subito una lettera a tutti i senatori, mettendo in chiaro che chiunque approvi il CETA non avrà mai il tuo voto 

2. Partecipa al tweetstorm sui senatori martedì 20 giugno dalle 12

 

>> Tutte le istruzioni a questo link <<

 

Partecipa, diffondi. Non lasciare che decidano per te

No all’approvazione del CETA: Stop TTIP Italia si mobilita per l’arrivo di Trudeau

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Il presidente canadese sarà martedì a Roma per promuovere il CETA. La società civile lancia una mobilitazione sul web per chiedere al Parlamento di respingere l’accordo UE-Canada dannoso per l’ambiente e l’economia.

ROMA, 29 MAGGIO 2017 – Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP. È il programma di martedì 30 maggio, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti». Leggi il resto di questa voce

Strasburgo approva il CETA: ora pressione sull’Italia

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Stop TTIP Italia: «Socialdemocratici e popolari irresponsabili. Adesso l’Italia deve respingere l’accordo tossico»

ROMA, 15 FBBRAIO 2017 – Il Parlamento Europeo ha appena deciso di ratificare il CETA con 408 voti a favore e 254 contrari. Nonostante una spaccatura profonda nel partito socialdemocratico, l’accordo con il Canada è stato approvato. Per la parte di competenza europea, entrerà provvisoriamente in vigore senza attendere il vaglio di 38 Parlamenti nazionali in 28 Stati membri. Il loro pronunciamento è comunque una vittoria della società civile, che ha impedito a Bruxelles di mantenere il CETA un affare soltanto europeo.

«Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente. Ma in Italia un simile atteggiamento non sarà tollerato. Le urne sono vicine, e gli elettori faranno pesare questa scelta sconsiderata ai partiti che li hanno delusi in Europa».

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Stop TTIP lancia la campagna “Adotta un europarlamentare” per fermare il CETA

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Prima della fine dell’anno il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare l’accordo UE-Canada firmato il 30 ottobre. A partire da oggi, Stop TTIP Italia aumenta la pressione sugli eurodeputati per chiedere loro di esprimere un voto contrario

I nostri rappresentanti politici in Europa saranno chiamati a rispondere agli elettori, che dai territori chiederanno di motivare le loro opinioni sul CETA. È questo l’obiettivo della campagna “Adotta un europarlamentare, lanciata da Stop TTIP Italia, la rete di oltre 200 organizzazioni che si oppone agli accordi di liberalizzazione commerciale promossi dall’Unione Europea senza valutare i numerosi impatti negativi sulla vita dei cittadini e l’ambiente.

Da oggi fino al voto della plenaria di Strasburgo, le italiane e gli italiani contrari alla deregulation promossa dal CETA, che mette sul piatto del business i servizi pubblici, il lavoro, il cibo e l’ecosistema, potranno fare pressione sugli eurodeputati per esortarli a respingere l’accordo. I loro contatti pubblici verranno messi a disposizione sul sito www.stop-ttip-italia.net, insieme alle analisi e ai dossier che la campagna ha pubblicato. Questi documenti espongono tutte le contraddizioni e i pericoli contenuti nel testo del CETA, e serviranno per chiedere conto della posizione dei nostri eletti in merito alle scottanti questioni lasciate aperte dal negoziato.

“Prima di arrivare al vaglio dei Parlamenti nazionali, l’accordo con il Canada sarà già entrato in vigore per buona parte dopo l’eventuale via libera dell’Europarlamento – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop TTIP Italia – Per questo la società civile si mobiliterà con l’obiettivo di impedire a Strasburgo di dare parere favorevole ad un trattato nemico delle persone e del pianeta. In questi anni di campagna abbiamo costretto la Commissione Europea e il Governo italiano sulla difensiva, pubblicando le carte segrete dei negoziati sul TTIP e analizzando il testo del CETA nei dettagli. Anche i singoli eurodeputati adesso dovranno rendere conto della loro posizione e prendersene la responsabilità”.

 

Campagna Stop TTIP Italia

Web – www.stop-ttip-italia.net
Facebook – www.facebook.com/StopTTIPItalia
Twitter – @StopTTIP_Italia

Per interviste

Monica Di Sisto – 335 8426752
Elena Mazzoni – 328 1312595

Esce la bozza di dichiarazione del Consiglio Europeo: il CETA vacilla

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Nelle ultime ore ha iniziato a girare su Twitter la bozza di dichiarazione conclusiva del Consiglio Europeo di domani. Come potete leggere al punto 13 del documento (a questo link), i 28 leader europei hanno lasciato tra parentesi quadre la frase più importante: quella secondo cui il Consiglio Europeo

«accoglie la decisione di firmare e applicare provvisoriamente il Comprehensive Economic Trade Agreement UE-Canada, e chiede al Parlamento Europeo di dare prontamente il suo consenso».

Ciò significa che non vi è accordo su questo passaggio del testo finale, a causa della resistenza della Vallonia che abbiamo raccontato in questo articolo. Per sostenere questa coraggiosa presa di posizione oggi si sono moltiplicate le azioni di solidarietà da parte della società civile: 80 europarlamentari hanno firmato una lettera aperta di appoggio al governo vallone, lo stesso hanno fatto 11 accademici canadesi.

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Ecco perché il CETA può fallire (e con lui il TTIP)

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Il veto della Vallonia e la sentenza della Corte Costituzionale tedesca stanno mettendo in difficoltà la Commissione Europea. L’accordo con il Canada è sull’orlo del fallimento. L’analisi di Stop TTIP Italia

Ventotto stati membri allineati con l’agenda commerciale della Commissione Europea: liberalizzazioni, deregolamentazione, trasferimento di potere dal pubblico al privato. Ad opporsi, solo una regione della federazione belga: la Vallonia, 3,6 milioni di abitanti. Ma tanto può bastare a far fallire il CETA, l’accordo di libero scambio tra UE e Canada fotocopia del TTIP. Senza l’unanimità dei capi di stato nel Consiglio Europeo di venerdì, non sarà possibile dare luce verde alla Commissione per firmare il trattato in un vertice bilaterale previsto a Bruxelles il 27 ottobre. Il Belgio, per poter dare il suo appoggio, ha bisogno del benestare dei parlamentini regionali. E qui entra in gioco Paul Magnette, governatore vallone di area socialista fermamente contrario a TTIP e CETA.

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Caro Matteo, ora basta: #StopTTIP #StopCETA

Cartolina da Milani

Il 16 settembre al Consiglio Europeo di Bratislava, l’Italia spinge per imporre il Trattato Transatlantico e di Accordo con il Canada (CETA). Stop TTIP Italia e le reti europee Stop TTIP si mobilitano sui social e in piazza

Il 16 e il 17 settembre saranno due giorni di mobilitazioni in tutta Europa per dimostrare che l’opposizione sociale ai due megatrattati di libero scambio è sempre più forte e diffusa. Il 16 settembre al Consiglio informale dei capi di Stato convocati a Bratislava, il Governo italiano spingerà per chiudere positivamente le trattative con gli Stati Uniti imponendo il TTIP a chi, come Francia, Germania e Austria, ha già dichiarato la propria contrarietà. L’Italia chiede, inoltre, anche di accelerare con la firma del CETA, il trattato analogo già chiuso con il Canada e che ne costituirebbe un pericoloso lasciapassare.
Per questo la campagna Stop TTIP Italia lancia un mailbombing e un tweet storm sul premier Matteo Renzi oltre a diverse iniziative locali, tra cui un flashmob a Milano. Il 17 settembre in oltre 20 città tra Germania e Austria la Campagna europea stop TTIP risponderà idealmente alle decisioni assunte per mettere definitivamente la parola fine sui negoziati Europa – Stati Uniti e per fermare l’approvazione del CETA.
Sul sito http://www.stop-ttip-italia.net alla pagina sul 16 settembre è possibile scaricare la lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e i tweet da inviare a cominciare dalle 12 del 16 settembre, in sostegno delle mobilitazioni internazionali contro il TTIP e contro il CETA.

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A Roma sindacati, imprese e associazioni incontrano il Ministro Calenda e la Presidente Boldrini

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COMUNICATO STAMPA

Nello stesso momento, la Commissione europea fa un passo indietro e acconsente alla ratifica dei Parlamenti nazionali dell’accordo tra UE e Canada (CETA). Stop TTIP Italia: «Primo passo importante sul CETA, ora obbiettivo è bloccare il TTIP»

«Un primo passo importante, ma non sufficiente». È la posizione della Campagna Stop TTIP Italia sulle dichiarazioni del Commissario al Commercio, Cecilia Malmström, che oggi da Bruxelles ha annunciato il passo indietro della Commissione sulla ratifica dell’accordo con il Canada. Il CETA, dunque, potrà passare al vaglio dei Parlamenti nazionali. Una notizia importante, che rende merito delle forti pressioni dei movimenti su Commissione Europea e Governi nazionali, e che si apprende proprio quando sindacati, imprese e le organizzazioni – tra cui Coldiretti, Arci, Fairwatch, Cgil, Legambiente e Movimento Consumatori – insieme alla Campagna Stop TTIP Italia ribadiscono al Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, la loro preoccupazione per l’impatto di queste trattative sul futuro del nostro Paese.

Il terreno di confronto è stato il seminario intitolato “IL TRATTATO COMMERCIALE UE-USA (TTIP): PREOCCUPAZIONI E PROPOSTE DI PARTI SOCIALI E IMPRESE”, tenutosi a Roma presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Qui le realtà presenti hanno ribadito la «necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato riguardante oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare. C’è, inoltre, un aspetto legato alla ridefinizione della cooperazione regolatoria transatlantica che preoccupa molte associazioni, parti sociali e imprese e che va approfondito».

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