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19-23 maggio: Ue e Usa di nuovo a confronto

di Monica Di Sisto, Fairwatch

L’attesa sembrava non finire mai, e invece il Ministero del Commercio con l’Estero Usa ha fatto sapere che i nuovi negoziati del trattato TTIP si terranno ad Arlington, ridente (non troppo) cittadina da 200mila anime nella Virginia. nell’imminenza delle Elezioni europee, per far crescere il consenso alle trattative in quella parte di continente che ancora adesso – a partire da Francia e Germania – resiste all’idea della necessità di ulteriori liberalizzazioni e può affondare il processo, il commissario europeo al Commercio De Gucht, che ha aperto per tre settimane una consultazione online sul sito della Commissione per rabbonire quella parte dell’opinione pubblica che lo accusa di scarsa trasparenza nel negoziato, sta affrontando una marcia forzata di incontri con imprese e istituzioni competenti. Leggi il resto di questa voce

Usa-Ue: è finita la luna di miele?

Fairwatch partecipa a Bruxelles al primo meeting di associazioni e movimenti Ue e Usa per fermare il TTIP. In questi giorni nella capitale europea i Governi delle due sponde dell’atlantico si confrontano con il quarto ciclo di negoziati, e si avvertono i primi scricchiolii. E’ il momento di colpire più forte.

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Le carte segrete: come cambierà la protezione di lavoro, ambiente e consumatori

Il commercio è solo una piccola parte di ciò che è in ballo con la trattativa TTIP. Corporate Europe Observatory, infatti, è entrato in possesso ed ha pubblicato la proposta dell’Unione Europea sulla Cooperazione regolatoria tra Europa e Stati Uniti: in pratica cambieranno le regole che conosciamo sulla protezione del lavoro, dell’ambiente e dei lavoratori, ma non attraverso un’ampia consultazione democratica, ma in una trattativa segreta (perché segreti sono i documenti a valore commercial) tra un pugno di tecnici USA ed UE.

Troverete tutte le brutte sorprese che potrebbero soprenderci a questo link:  http://corporateeurope.org/sites/default/files/ttip-regulatory-coherence-2-12-2013.pdf

L’analisi del documento a cura di CEO la trovate qui: http://corporateeurope.org/publications/regulation-none-our-business

La Commissione non ha gradito affatto la pubblicazione del documento. La sua reazione la trovate qui: http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1001 Ma la risposta di CEO non si è fatta attendere: http://corporateeurope.org/blog/ttip-unfounded-attack-ceo

TTIP: la carica dei 50

Dall’11 al 14 novembre a Bruxelles Europa e Stati Uniti provano a creare con il Transatlantic Trade and Investment Partnership (o TTIP) un mostro a due teste che rischia di limitare per sempre l’autonomia politica e la qualità della vita di 29 Paesi e 800 milioni di persone.

Sono circa 50, e da lunedì scorso a Bruxelles negoziano per gli Stati Uniti la creazione della più grande operazione di liberalizzazione mai tentata, soprattutto per la sua portata simbolica. Sono avvocati commerciali, esperti e lobbisti a stelle e strisce che, da oggi e fino al 15 novembre prossimo, proveranno nel confronto con i loro colleghi d’oltre Atlantico a far saltare tra Usa e Ue non soltanto tasse d’importazione, dazi e quote che separano i due mercati – in realtà abbastanza bassi, in media un 3% sul valore di gran parte delle merci che vale 25 miliardi di euro di fatturato in più tra le due sponde, valuta la Commissione europea – ma anche ad “armonizzare” le regole di qualità, di sicurezza e di fornitura che oggi non permettono a molte merci di varcare i reciproci confini.

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TTIP: No all’accordo USA-UE plasmato sugli interessi delle imprese

Nonostante lo scandalo delle attività spionistiche della NSA statunitense nei confronti delle istituzioni dei Paesi europei, l’appello a fermare i negoziati di liberalizzazione commerciale tra le du sponde dell’oceano è rimasto inascoltata.
Lunedì 8 luglio a Washington è stato avviato il primo ciclo di negoziati sul Transatlantic Trade and Investment Agreement (TTIP, oppure TAFTA).
Con una Lettera aperta al presidente Usa Obama, al presidente della Commissione UE  Barroso e al presidente del Consiglio d’Europa Van Rompuy, oltre 60 organizzazioni della società civile di Stati Uniti e Usa, tra cui l’italiana Tradewatch, hanno manifestato le loro preoccupazioni sul contenuto del negoziato e sull’uso di condurre le trattative a porte chiuse, in nome della protezione del segreto commerciale e a dispetto della partecipazione democratica dei cittadini alla difesa dei propri diritti.

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