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Le multinazionali chiedono 35 miliardi agli Stati grazie alla Carta dell’Energia

ROMA, 13 giugno 2018 – L’associazione Fairwatch, nell’ambito della Campagna Stop TTIP/Stop CETA, lancia oggi in Italia il rapporto “Un trattato solo per governare tutto. L’espansione del trattato Carta dell’Energia rafforza le multinazionali nell’ostacolare la transizione verso un’energia pulita”, (curato da Corporate Europe Observatory e Transnational Institute), che rivela le gravi disfunzioni del Trattato sulla Carta dell’Energia (Energy Charter Treaty – ECT). Un accordo sottoscritto nel 1994 da 52 paesi e in vigore dal 1998, nato per favorire gli investimenti energetici e la transizione alle rinnovabili, ma utilizzato dalle imprese per fare causa agli stati che minacciano i loro profitti. Il trattato, infatti, prevede un sistema di risoluzione delle controversie tra investitore e stato (ISDS) che consente ai privati di chiedere compensazioni virtualmente illimitate contro politiche pubbliche sgradite, utilizzando corti sovranazionali presiedute da un’élite di arbitri commerciali, che intavolano udienze a porte chiuse i cui atti non sono trasparenti. Leggi il resto di questa voce

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ONU, parla l’esperto: l’ISDS è contro i diritti umani, stop ai negoziati TTIP

Alfred De Zayas, consulente ONU per i diritti umani, presenta il suo quarto rapporto sulla promozione di un ordine internazionale equo e democratico, in cui sostiene l’abolizione dell’ISDS e chiede una moratoria su tutti i negoziati per accordi di libero scambio, TTIP compreso

ONU parla l’esperto l’ISDS è contro i diritti umani stop ai negoziati TTIP 2

Non ha contribuito allo sviluppo, anzi: ha minato le fondamenta dell’ordine internazionale, con impatti devastanti sui diritti umani. Il dispositivo ISDS, contenuto in centinaia di accordi di libero scambio siglati nell’ultimo quarto di secolo, ha responsabilità pesanti, e nemmeno la riforma proposta dalla Commissione europea mette al sicuro le società dalle drammatiche ricadute. Lo afferma Alfred de Zayas, esperto indipendente delle Nazioni Unite, nel suo quarto rapporto sulla “Promozione di un ordine internazionale equo e democratico”. Il commercio, secondo de Zayas, deve essere plasmato in modo da «funzionare per i diritti umani e lo sviluppo, e non contro di essi».

Nella relazione, presentata lunedì all’Assemblea generale, l’esperto concentra l’analisi sull’impatto degli accordi sugli investimenti e chiede l’abolizione dell’ISDS. Un attacco durissimo al sistema che, prima di una sollevazione pubblica, l’Unione europea voleva inserire nel TTIP. E il rischio è tutt’ora in piedi.

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