CETA, il Senato voti NO! L’appello di Alex Zanotelli

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In questi giorni è in discussione in Senato il CETA( Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo commerciale ed economico fra il Canada e la UE. Se sarà approvato sarà un’altra vittoria del trionfante mercato globale. Infatti il CETA è uno dei sette trattati internazionali di libero scambio che sono: TTIP, TPP, TISA, NAFTA, ALCA e CAFTA. Sono le sette teste dell’Idra. Il profeta dell’Apocalisse aveva descritto il grande mercato che era l’Impero Romano come una Bestia dalle sette teste. E il profeta aggiungeva che “una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita” (Ap. 13,3). Così oggi alcune teste della Bestia sembrano colpite a morte, perché Trump si è scagliato contro il TTIP (Accordo commerciale tra USA e UE), contro il TPP(Accordo commerciale tra USA  e nove paesi del Pacifico) e il NAFTA (Accordo commerciale fra USA, Canada e Messico). Sembravano  colpite a morte, ma ora vengono riproposte sotto nuove forme, soprattutto il TTIP. La ‘Bestia’ infatti, nelle sue varie teste, sembra che stia lì lì per morire, ma riprende subito vita. Non dobbiamo quindi mai allentare l’attenzione su questi Accordi che sono il cuore pulsante del grande mercato globale. Soprattutto in questo momento dobbiamo stare molto attenti al CETA. Leggi il resto di questa voce

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CETA, slitta la ratifica. La campagna #StopCETA scende in piazza

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Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 alle 10 al Pantheon

Il voto di ratifica sul CETA previsto per oggi al Senato non è tenuto. Le forti pressioni della società civile, che in questi giorni ha scritto migliaia di e-mail ai senatori e al Presidente della Repubblica, ha costretto la maggioranza a tenere audizioni sul tema,  discutere almeno un po’, e così a spostare l’approvazione del disegno di legge di ratifica dell’accordo UE-Canada alla prossima settimana. Un’altra vittoria della mobilitazione pubblica in difesa dei diritti del lavoro, della sicurezza alimentare, dell’ambiente e delle regole del gioco democratico. Leggi il resto di questa voce

Urgente: scriviamo al presidente Mattarella di rinviare il voto sul CETA

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, può esercitare quel ruolo di garanzia necessario allo svolgimento di un processo democratico pienamente inclusivo e rispettoso delle istanze provenienti dalla cittadinanza. Chiediamogli con una lettera di sollecitare il Senato a rinviare il voto sul CETA, che dovrebbe tenersi domani.

 

L’indirizzo per inviare i messaggi è a questo link: http://bit.ly/2sSBEyY

La pagina Facebook del presidente è a questo link: http://bit.ly/2sPikSm

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Domani al via le audizioni #StopCETA in Senato. Coldiretti, Cgil, ambientalisti e consumatori scrivono a tutti i parlamentari: fermate la ratifica

Red Stamp - Stop CETAUna Lettera_ ai Parlamentari italiani per chiedere loro di fermare la ratifica del CETA  e di esaminare bene gli impatti del trattato e dire “no” a ragion veduta, senza forzare la volontà parlamentare.

Un libro bianco nel quale si chiarisce che un commercio davvero libero e giusto per tutti non si raggiunge con il CETA, ma con un ragionamento approfondito sulle vocazioni produttive del nostro Paese che premi e valorizzi la qualità, i territori, i diritti, il lavoro, la salute, l’ambiente. Sono gli strumenti di informazione e pressione che un ampio cartello di organizzazioni che comprende Coldiretti, Cgil, Arci, Acli Terra, Greenpeace, Legambiente, Slow food, Adusbef, Federconsumatori, Movimento consumatori e Fairwatch porterà nelle audizioni che cominceranno domani al Senato all’interno del processo di ratifica del CETA in quel ramo del Parlamento.

In contemporanea si svolgerà domani martedì 20 giugno il tweetstorm per sostenere il “no” al CETA. Tutte le istruzioni necessarie qui  E da domani, se non lo hai già fatto, adotta anche tu un senatore Leggi il resto di questa voce

#StopCETA: via alla mobilitazione permanente per bloccare la ratifica

Il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 e serve una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica. Non c’è tempo da perdere, soltanto la partecipazione di tutti può cambiare le sorti di questa battaglia dopo l’accelerazione del governo. Poco più di un anno fa 40 mila persone hanno inondato le strade di Roma contro TTIP e CETA. Adesso è il momento di tornare a farci sentire.

La Campagna Stop TTIP Italia lancia una mobilitazione permanente a partire da oggi: ciascuno di noi può impegnare qualche ora del proprio tempo per contattare i senatori italiani chiedendo loro di votare NO alla ratifica. Ecco i prossimi passi proposti:

1. Invia subito una lettera a tutti i senatori, mettendo in chiaro che chiunque approvi il CETA non avrà mai il tuo voto 

2. Partecipa al tweetstorm sui senatori martedì 20 giugno dalle 12

 

>> Tutte le istruzioni a questo link <<

 

Partecipa, diffondi. Non lasciare che decidano per te

Ombrina Mare, causa multimilionaria all’Italia: la lettera di Stop TTIP al Ministro Calenda

Decine di milioni di euro di compensazione: è questa la richiesta della società energetica Rockhopper inserita nella denuncia contro il Governo italiano depositata all’arbitrato ISDS sul caso Ombrina Mare. Danni per mancati profitti, dopo la decisione del Ministro Carlo Calenda di non rinnovare la concessione produttiva per la piattaforma in Adriatico.

Ombrina

Un’ulteriore evidenza come gli arbitrati internazionali, contestati dalla campagna Stop TTIP Italia per il loro inserimento nel TTIP, nel CETA e nei trattati di libero scambio negoziati dall’Unione Europea, siano un rischio per l’agibilità democratica dei Paesi: una sistema paragiudiziario a senso unico, a solo vantaggio delle imprese straniere, non trasparente e che mette i Parlamenti e i Governi sotto processo per decisioni votate legittimamente.

Con una lettera, la Campagna Stop TTIP Italia ha chiesto al Ministro Carlo Calenda trasparenza e maggiori informazioni su un caso grave di arbitrato: non è solo un diritto per la cittadinanza, ma un dovere per un Ministro che da sempre ha sostenuto questi dispositivi e che, soprattutto in questi giorni, si è fatto paladino della ratifica del CETA. Soprattutto nel momento in cui l’Italia, come presidenza di turno del G7, si appresta a ospitare il G7 Ambiente a Bologna.

Trump o Trudeau? Parliamone al G7 Ambiente di Bologna

In un mondo ideale, gli accordi internazionali potrebbero rafforzare enormemente il campo della protezione ambientale e della tutela dei diritti, garantendo un miglioramento della vita delle persone e dell’economia dei Paesi coinvolti, contribuendo ad elevare gli standard nei paesi meno virtuosi e a fissare regole comuni e vincolanti, capaci di garantire più saldamente la salute degli ecosistemi.

Ma oggi è del tutto evidente quanto siamo lontani da questo scenario.
In occasione del G7 Ambiente che si terrà a Bologna tra pochi giorni, e delle mobilitazioni organizzate dal Coordinamento G7M a cui Stop TTIP Italia parteciperà animando un evento, ore 15:30 alle ore 16:45 presso le Aule Belmeloro dell’università, in via Belmeloro 14, la Campagna ha prodotto un nuovo rapporto sulle politiche di liberalizzazione commerciale, l’applicazione del trattato bilaterale tra Europa e Canada (CETA) e il loro impatto sull’ambiente e sul clima.

 

>> Scarica il rapporto su ambiente e commercio globale <<

 

Perché il rischio di modificare profondamente i nostri ecosistemi a causa di un sistema economico insostenibile è altamente più probabile delle retoriche promesse inserite nel documento che vedrà la luce a Bologna.

Il Parlamento italiano sarà chiamato a valutare in fretta e in furia proprio il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Canada, e a ratificarlo. Il CETA, però, rischia di indebolire la portata del principio di precauzione che è il principio, racchiuso nei trattati europei, che ha consentito fino ad oggi ad assicurare meglio che in ogni altro Paese l’ambiente e la salute prima dei profitti. Il principio, infatti permette alle autorità pubbliche di adottare misure restrittive dei flussi commerciali per contrastare i loro potenziali rischi, cosa che il CETA renderà impossibile per i flussi provenienti dal Canada e che potenzialmente potrebbero essere davvero dannosi. Nelle colture agricole canadesi, infatti, sono presenti oltre 90 additivi chimici – tra fertilizzanti, pesticidi, insetticidi e altri presidi – illegali nel nostro Paese da oltre 20 anni che rischiano di rimanere in pericolose tracce nel cibo che mangeremo [i]

Per questo e per molti altri motivi che contrastano con i nostri principi democratici e di protezione sociale, un gruppo di importanti organizzazioni tra cui Coldiretti, Cgil, Arci, Greenpeace, Legambiente, Fairwatch e le associazioni dei consumatori tra cui Movimento consumatori hanno sottoscritto una lettera (Lettera_Firma Grasso ) indirizzata alla presidente della Camera, al presidente del Senato e a tutti i parlamentari italiani, per chiedere loro di stoppare la ratifica del trattato e di riaprire nel Paese e in Europa un dibattito più informato sul CETA, ma anche sul TTIP, il pericolosissimo trattato tra Europa e Stati Uniti che la Commissione europea sta cercando di portare a casa con quel Trump che ufficialmente critica per aver dichiarato di non voler onorare i propri impegni per la protezione del clima. Sotto elezioni, se saremo in tante e tanti a spingere per questo, i nostri rappresentanti in Parlamento saranno più inclini ad ascoltarci.

[i] http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2016/586638/EPRS_ATA(2016)586638_EN.pdf


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Trudeau riparte, il CETA resta un problema per tutti

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La visita del presidente canadese per promuovere il CETA in Italia incontra lo scontento delle organizzazioni parte della campagna Stop TTIP Italia. Aumenta la pressione sul Parlamento per rigettare l’accordo tossico UE-Canada

Una valanga di tweet con l’hashtag #StopCETA ha accolto il tour italiano del premier canadese Justin Trudeau per promuovere il CETA, l’accordo UE-Canada che ora attende la ratifica dei Parlamenti nazionali. Contestato da tutte le organizzazioni che aderiscono alla Campagna Stop TTIP Italia, Trudeau si è proposto alle telecamere con una visita ad Amatrice, una comparsata nello Stadio Olimpico di Roma e un convegno alla Camera dei Deputati.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ieri ha ricevuto una delegazione composta da Coldiretti, CGIL, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e FairWatch, sostenendo il coinvolgimento della società civile nel processo e auspicando che a Montecitorio siano garantiti i tempi di discussione adeguati alla rilevanza del tema. Il CETA arriverà nelle prossime settimane all’esame della Camera, e i parlamentari italiani dovranno analizzare un testo denso di criticità per tutti i settori più delicati e importanti del nostro paese: dall’agroalimentare ai servizi pubblici, dall’energia agli appalti. Leggi il resto di questa voce

No all’approvazione del CETA: Stop TTIP Italia si mobilita per l’arrivo di Trudeau

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Il presidente canadese sarà martedì a Roma per promuovere il CETA. La società civile lancia una mobilitazione sul web per chiedere al Parlamento di respingere l’accordo UE-Canada dannoso per l’ambiente e l’economia.

ROMA, 29 MAGGIO 2017 – Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP. È il programma di martedì 30 maggio, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti». Leggi il resto di questa voce

Il 30 maggio chiediamo #StopCETA a Camera e Senato

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Il primo ministro canadese Justin Trudeau viene in Italia per vendere un accordo tossico: il CETA. Molto presto infatti il nostro Parlamento dovrà decidere se ratificare o respingere il trattato UE-Canada gemello del TTIP. Chiediamo a deputati e senatori di annunciare un voto #StopCETA! Molti di loro non lo avranno mai letto, ma possiamo aiutarli a farsi una cultura. Ecco come:

Martedì 30 maggio h 10

Partecipa alla tempesta di tweet che scateneremo sui capigruppo di Camera e Senato!

qui tutte le istruzioni

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