Perché io voterei contro il CETA

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L’europarlamentare del gruppo socialdemocratico JudeKirton-Darling ha pubblicato un articolo con cui suggerisce ai membri del proprio gruppo di votare contro il CETA. Ne riportiamo una versione tradotta (qui l’originale).

I bambini sono una benedizione, ma non arrivano sempre al momento ideale. Nell’ultimo anno sono stata pesantemente coinvolta non solo nella mia gravidanza – terminata questo mese con la nascita di un bel maschietto – ma anche nel seguire la nascita di un nuovo accordo commerciale tra l’Unione Europea ed il Canada.

In quanto neo-mamma preoccupata, temo che la prima parola del piccolo Nathan potrebbe essere “CETA”, tanto questa sigla è stata pronunciata attorno a lui mentre lo portavo in grembo. In quanto politico, non posso che essere frustrate dal fatto che la mia maternità comporti che io non potrò essere presente all’importante votazione sul CETA che la Commissione Commercio del Parlamento Europeo voterà martedì prossimo [oggi ndr].

Ciò non impedisce comunque che io renda nota la mia posizione. Se potessi, io voterei contro il CETA.

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Trump firma l’ordinanza: Usa fuori dal TPP

Il presidente degli Stati Donald Trump ha appena firmato nello Studio Ovale tre ordini  esecutivi, tra cui quello in cui gli Stati Uniti si ritirano dal proposto Tpp, l’accordo commerciale Trans-Pacifico, come promesso in campagna elettorale. Si tratta tuttavia di una formalità visto che il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato. Aspettiamo gli sviluppi rispetto al Ttip rispetto al quale, invece, ancora non ci sono atti ufficiali da parte dell’amministrazione USA. Il timore è che Trump voglia tenere sulla corda i negoziatori europei spuntando condizioni ancora più favorevoli per gli Stati Uniti.

Il 21 gennaio è #StopCETA, l’Europa si mobilita

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Si avvicina il voto cruciale al Parlamento Europeo sul CETA e la campagna Stop TTIP Italia torna a presidiare le piazze e il web insieme alle reti europee, chiedendo agli eurodeputati di respingere l’accordo UE-Canada

La Campagna Stop TTIP Italia rilancia la pressione sugli europarlamentari aderendo alla giornata di mobilitazione europea contro il CETA del 21 gennaio. Presidi di piazza avranno luogo in alcune delle principali città italiane come Torino, Milano e Firenze, mentre altre azioni di protesta correranno sul web e sui social network.

L’obiettivo è prendere di mira gli eurodeputati favorevoli all’accordo di libero scambio UE-Canada, che martedì 24 gennaio passerà al vaglio della Commissione Commercio del Parlamento Europeo, per poi approdare in plenaria per la ratifica il prossimo 15 febbraio.

«Grazie alla forte opposizione della società civile, il CETA dovrà passare anche per tutti i Parlamenti nazionali – dichiara Monica Di Sisto, portavoce di Stop TTIP Italia – Tuttavia, la Commissione Europea ha intenzione di applicare provvisoriamente buona parte dell’accordo senza aspettare il verdetto degli Stati Membri. Sarebbe uno schiaffo alla democrazia e ai cittadini europei, che più volte hanno espresso la loro contrarietà a trattati come TTIP e CETA. I parlamentari europei saranno chiamati, uno per uno, a rendere conto delle loro decisioni».

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21 gennaio 2017: giornata europea Stop CETA

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La Campagna Stop TTIP Italia rilancia la giornata europea di mobilitazione decentrata Stop CETA del 21 gennaio prossimo, per aumentare la pressione sugli europarlamentari in vista della ratifica dell’accordo di libero scambio con il Canada prevista per il 14 febbraio a Strasburgo.

Partecipa anche tu, contribuisci a fermare l’accordo tossico Canada – Unione Europea: organizza un volantinaggio, partecipa a un presidio, invia tweet e messaggi agli europarlamentari della tua circoscrizione, fai sentire la tua voce e contribuisci a bloccare un accordo commerciale insostenibile.

Vuoi partecipare?
Ecco cosa puoi fare… nelle piazze, sul web, su twitter, su facebook, in email

Cosa puoi fare… nelle piazze

– Organizza un presidio oppure scarica, stampa e diffondi il volantino Stop CETA (fronte e retro);

– Partecipa al presidio del 21 gennaio alle ore 16.00 a Firenze, in piazza de’ Ciompi;

– Partecipa al presidio del 21 gennaio a Torino, in piazza Centrale (per informazioni: Comitato Torinese Stop Ttip – stopttip.torino@gmail.com – tel. 347/3115822 – http://stopttiptorino.blogspot.it/)


Cosa puoi fare… sul web

Scarica il nuovo volantino in versione web, invialo ai tuoi contatti, postalo sulle bacheche degli europarlamentari;

Posta il link della campagna Stop TTIP Italia sui tuoi profili social ricordando che il 21 gennaio è la giornata di mobilitazione Stop CETA;


Cosa puoi fare… su twitter

– Dalle ore 11 del 21 gennaio invia i seguenti tweet, indirizzandoli agli europarlamentari della tua circoscrizione (qui gli indirizzi) e segui e ritwitta i messaggi di @StopTTIP_Italia

1) #CETA indebolisce principio di precauzione su #OGM e #pesticidi oggi vietati. Voti #StopCETA @europarlamentare! @StopTTIP_Italia

2) .@europarlamentare perché sostiene #CETA che aumenta disoccupazione e taglia tutele sociali? @StopTTIP_Italia

3) Sindacati europei contrari a #CETA per impatti negativi su occupazione. Lei perché lo sostiene @europarlamentare? @StopTTIP_Italia

4) Voti #StopCETA alla ratifica, @europarlamentare. La teniamo d’occhio! @StopTTIP_Italia

5) #CETA avrà impatti negativi su #agricoltura italiana, @europarlamentare. Perché lo sostiene? Voti #StopCETA! @StopTTIP_Italia

6) #CETA protegge solo 41 DOP e IGP italiane su 280. Non svenda #MadeInItaly, @europarlamentare. Dica #StopCETA! @StopTTIP_Italia


Cosa puoi fare… su facebook

– Facebook stalking: cerca gli europarlamentari su Facebook e posta sulla loro bacheca il seguente messaggio:

“Se vuole dimostrare lealtà verso i suoi elettori e interesse per le istanze dei cittadini europei, dica #StopCETA, fermi l’accordo con il Canada cavallo di Troia del #TTIP e grave minaccia per l’ambiente, la salute e i diritti dei lavoratori”.


Cosa puoi fare… via e-mail

– Mailbombing: invia un’email agli europarlamentari della tua circoscrizione (qui trovi gli indirizzi). Di seguito la bozza di testo dell’email da inviare:

On. Europarlamentare,
negli ultimi mesi migliaia tra cittadini, associazioni e organizzazioni hanno inviato ai loro rappresentanti all’Europarlamento una richiesta di chiarimento circostanziata sui rischi del CETA. Poche sono state le risposta ricevute. Come cittadino/a italiano/a e come elettore o elettrice nella circoscrizione dove Lei è stato eletto, sono particolarmente preoccupato della politica economica e commerciale messa in campo dalla Commissione Europea. Il TTIP prima e adesso il CETA, per una serie di questioni già evidenti nei testi ufficiali, disegnano una prospettiva di sviluppo che rischia di impattare negativamente sulla filiera agroalimentare italiana, sulla tutela ambientale e persino sulle prerogative degli organismi democraticamente eletti nel nostro Paese, attraverso l’istituzione di un sistema per la risoluzione delle controversie potenzialmente lesivo delle prerogative costituzionali. Il tutto senza offrire garanzie esigibili per le condizioni e i diritti dei lavoratori, come ricordato dai sindacati europei e canadesi e come sottolineato dalla Commissione EMPL poco più di un mese fa.
Il Parlamento Europeo sarà chiamato a breve a ratificare il CETA, un accordo da noi considerato rischioso proprio avendone analizzato i testi e le possibili ripercussioni.

Per questo crediamo che la ratifica del CETA non possa passare sotto silenzio e per questo le chiediamo di prendere in seria considerazione lepreoccupazioni dei cittadini e delle cittadine, esprimendo una chiara posizione sul CETA e su quello che Lei andrà a sostenere con il suo voto al Parlamento Europeo.

Rimango in attesa di una sua cortese risposta e le invio cordiali saluti

Firma (nome e cognome, città)

I sindacati europei bocciano il CETA

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Anche la Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC) chiede al Parlamento Europeo di respingere il CETA. Alcuni progressi sono stati fatti, si legge nella dichiarazione adottata il 15 dicembre al termine della riunione del comitato esecutivo. I nuovi impegni per la tutela su servizi pubblici, diritti del lavoro e ambiente, sono racchiusi in una dichiarazione interpretativa allegata al testo dell’accordo. Ma non è abbastanza per dormire sonni tranquilli: mancano rassicurazioni vincolanti sulla tutela dei servizi pubblici e l’implementabilità di misure a sostegno dei diritti del lavoro. Inoltre, l’ICS, la corte internazionale che dovrebbe dirimere le controversie tra investitori e Stati, privilegia ancora le grandi multinazionali e può essere utilizzata come strumento di intimidazione delle istituzioni democratiche. “Per questo – spiegano i sindacati – in linea con il parere adottato dalla Commissione Lavoro e Affari Sociali l’8 dicembre 2016, raccomandiamo al Parlamento Europeo di rinunciare a dare il suo consenso alla proposta di una decisione del Consiglio sulla conclusione del CETA finché queste criticità non saranno sanate”.

Leggi interamente la dichiarazione ETUC

Sindacati e associazioni della società civile chiamano alla mobilitazione politica per contrastare il CETA

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Lo IUF, la nostra associazione internazionale sorella, Internazionale del Servizio Pubblico (PSI) e molte associazioni sindacali da entrambe le parti dell’Atlantico, incluse le associazioni affiliate allo IUF, rientrano tra le più di 450 associazioni che hanno indirizzato una petizione ai legislatori per rigettare l’Accordo Economico e Commerciale Globale, tra l’Unione Europea e il Canada Leggi il resto di questa voce

CETA, Commissione Ambiente: spingiamo per un NO

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«L’Unione Europea e il Canada hanno approcci molto diversi in tema di salute, ambiente, sicurezza alimentare». Esordisce così la bozza di parere sul CETA che la Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento Europeo dovrà votare il prossimo 12 gennaio. Il documento, piuttosto critico, sembra preludere ad un’altra bocciatura – dopo quella della Commissione Lavoro (EMPL) – dell’accordo UE-Canada firmato ad ottobre. Prima della ratifica al Parlamento europeo di Bruxelles, in agenda per inizio febbraio, le 1600 pagine del trattato passeranno al vaglio di alcune commissioni parlamentari che hanno chiesto di potersi esprimere nel merito. Le criticità espresse da EMPL sono ribadite da ENVI, che elenca anche tutta una serie di altri pericoli connaturati al CETA.
Il relatore della bozza di parere, il belga Bart Staes (Verdi), sottolinea nel testo che il Canada ha già fatto causa all’Unione Europea e agli Stati Membri, in ambito WTO, per le leggi sugli OGM, il divieto di somministrazione di ormoni ai bovini, i prodotti ricavati dalla caccia alle foche e perfino sull’amianto.

Il Paese nordamericano, inoltre, ha sempre avversato il regolamento europeo REACH sulle sostanze chimiche e la normativa sui pesticidi. Addirittura, è riuscito a indebolire il sistema di etichettatura delle origini degli Stati Uniti.
Bart Staes non è affatto delicato nelle sue critiche anche alle politiche della Commissione Europea, accusata di aver minato alla base la direttiva sulla qualità dei carburanti al solo scopo di preparare il terreno per un commercio di petrolio da sabbie bituminose con il Canada. Inoltre, è di ieri la notizia che il Commissario alla salute, Vytenis Andiuakitis, ha privatamente rassicurato Stati Uniti e Canada sulla vera natura della nuova normativa che classifica gli interferenti endocrini. Per queste sostanze chimiche dannose, «la Commissione Europea ha agito nell’interesse delle aziende canadesi», andando contro alle richieste del Parlamento Europeo e abbandonando il principio di precauzione.
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Il CETA è un accordo tossico. Aiutali a smettere

Il CETA è un accordo tossico, spaccia benessere, ma è rischioso per tutti.

Descrive un futuro stupefacente, ma può lasciare molti in mezzo a una strada

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Hanno bisogno di essere seguiti, adottati, contattati: sono tra gli europarlamentari che sostengono il CETA.

Falli uscire dal tunnel, aiutali a votare contro

La Commissione lavoro del Parlamento Europeo boccia il CETA!

croce-cetaEMPL, la commissione del Parlamento europeo che si occupa delle politiche del lavoro, ha approvato con 27 voti contro 24 un suo parere al CETA in cui chiede al Parlamento Europeo stesso di rigettare l’accordo. Grazie al lavoro di controinformazione fatto da tutti noi, e dalle migliaia di email inviate, il parere recita:  “La commissione per l’occupazione e gli affari sociali invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a raccomandare la reiezione del progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo economico e commerciale globale (CETA) tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra”.

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Mentre Calenda si distrae col referendum, il Canada spinge gli interferenti endocrini

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Secondo il Canada “le valutazioni di pericolosità dell’Unione Europea potrebbero ostacolare il commercio di prodotti alimentari e di mangimi” e crede fortemente che la proposta di regolamentazione europea serva solo a “minare il commercio agricolo internazionale contravvenendo ai principi fondamentali dell’accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie della Wto” (l’Organizzazione Mondiale del Commercio). Il Canada chiede all’Unione Europea di “riconsiderare le valutazioni di pericolosità […] che avrebbero un impatto negativo, distorsivo e non giustificato sul commercio”.
In aggiunta, gli Stati Uniti esprimono preoccupazione che “un gran numero di sostanze e di prodotti che le contengono potrebbero essere colpite dalle nuove categorie [proposte dall’Unione Europea, NdR] e avrebbero come risultato un loro ritiro dal mercato europeo”.
Il luogo dove avviene questa accesa discussione è il Comitato dell’Organizzazione Mondiale del Commercio preposto alla sicurezza alimentare (Wto Committee on Technical Barriers to Trade), i giorni sono il 9 e 10 marzo e le sostanze di cui si parla sono i cosiddetti “Endocrine Disruptors”, gli interferenti endocrini, cioè quelle sostanze chimiche considerate potenzialmente tossiche da una buona parte del mondo scientifico, come denunciato e ricordato da oltre 100 scienziati e che sono la parte sostanziale del commercio di prodotti agricoli e di carni a livello mondiale. Si tratta, per fare un esempio, della famosa “carne agli ormoni” su cui tutti, a cominciare dalla Commissione Europea per arrivare all’ancora Ministro italiano Calenda, hanno fatto a gara per rassicurare i cittadini.
Tutto si può leggere a pagina 28 del verbale di quell’incontro, ai punti 2.142 e 2.143, e il dibattito si riferisce alla proposta rivista di categorizzazione degli “interferenti endocrini” del febbraio 2016 proposta dalla Commissione Europea.
“L’accordo con il Canada si fondava sulla condivisione di valori, standard e forti rapporti politici ed economici” ha dichiarato Carlo Calenda a La Stampa il 22 ottobre 2016, giorno in cui la società civile europea e canadese, assieme ad alcune assemblee parlamentari come la Vallonia, chiedevano rassicurazioni sulla tutela dei diritti dei consumatori e dell’ambiente.
Evidentemente al Ministro mancano molte informazioni o finge di non averle.
E l’approvazione del CETA sposterebbe queste pressioni dall’organismo tecnico della Wto, comunque partecipato da ambasciatori dei Governi membri, a quello regolamentare del CETA, composto solo ed esclusivamente da tecnici, senza alcun controllo pubblico sugli standard che verranno decisi e armonizzati.

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