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La sanità italiana comincia a ragionare sul TTIP

Da MD digital – Ottobre 2014 “Sanità italiana terza al mondo: è il canto del cigno?”

MD-Digital – Elisa Buson – Tenetevi forte, la notizia è di quelle che fanno balzare sulla sedia: la sanità italiana è classificata terza al mondo per efficienza, dietro soltanto a Singapore e Hong Kong. Non si tratta di un’allucinazione collettiva, ma della classifica stilata da una delle più importanti agenzie di informazioni finanziarie del mondo: Bloomberg. Alla faccia della spending review, insomma, nonostante i continui tagli imposti al comparto, la sanità pubblica è viva e lotta insieme a noi. Ma per quanto? Rimane infatti da capire se questo “momento di grazia” sia una conquista consolidata o soltanto il canto del cigno prima della fine. A fronte dei continui tagli, i costi stanno diminuendo, mentre l’efficienza delle prestazioni viene mantenuta ancora alta dalla professionalità e dall’impegno di migliaia di medici e infermieri sempre in prima linea. Ma quanto potrà durare questa situazione? Per quanto si potrà resistere coi denti stretti?
“Se lo chiede anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che commentando i dati di Bloomberg, esprime tutte le sue preoccupazioni per i continui attacchi al Servizio sanitario nazionale. “La sanità è il comparto italiano più controllato nella spesa”, afferma Rossi. “Quando leggo questi attacchi agli infermieri e ai medici, che sarebbero all’origine della malasanità, io leggo in realtà un attacco alla sanità per tutti, perché ci sono settori privati che vogliono invaderlo”.
I sospetti di Enrico Rossi sono condivisi da molti, anche al di fuori dei confini nazionali, soprattutto in questi mesi in cui l’Europa sta negoziando con gli Stati Uniti il Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), un accordo commerciale dai contenuti ancora in gran parte segreti che potrebbero minare il già delicatissimo equilibrio dei sistemi sanitari europei. L’allarme è già scattato in Gran Bretagna, dove il ministro della Sanità ha auspicato che gli accordi non escludano l’ambito della salute. Le preoccupazioni però sono molte, come sottolineano Ong, sindacati e associazioni di consumatori: come i settori di produzione e consumo, anche i servizi essenziali come la sanità sarebbero esposti a ulteriori privatizzazioni. Uno dei punti più controversi del nuovo accordo, infatti, pare essere il meccanismo di protezione degli investimenti che consentirebbe alle imprese di citare in giudizio i governi qualora introducessero normative contrarie ai loro interessi: le vertenze non verrebbero giudicate da tribunali ordinari, ma da un consesso riservato di avvocati commerciali che giudicherebbero il caso sulla base del trattato stesso. In queste condizioni, insomma, non basterebbero i sacchi di sabbia portati dai camici bianchi per proteggere il Sistema sanitario nazionale dall’ondata di piena.

 

Diritti vs profitti 

Un’ulteriore stretta di vite del Finanzcapitalismo contro gli abitanti del pianeta Terra. Il TTIP (Tran­sa­tlan­tic Trade and Invest­ment Part­ner­ship), l’accordo in discussione tra Usa e Ue, comporterà l’istituzione di un tribunale che tutela solo i privati nelle dispute tra investitore estero e Stato. Il racconto di Andrea Baranes (Fondazione Banca Etica) su Micromega e Manifesto.

Qui il link

Il Movimento Consumatori aderisce alla campagna STOP TTIP

La constituency della Campagna italiana per fermare il TTIT si rafforza con l’adesione del Movimento Consumatori. ”Ad oggi  – sottolinea nella news il segretario generale Alessandro Mostaccio – non sappiamo qual è la posizione dell’Italia in Europa. Movimento Consumatori chiede che l’Italia chiarisca la propria posizione e imponga all’Ue la desecretazione dei contenuti dei trattati, dimostrando di avere a cuore la libertà di informazione ed il rispetto stesso delle istituzioni democratiche italiane (in primis il Parlamento). Fino a quando non verranno resi pubblici i contenuti degli accordi, Movimento Consumatori aderisce con forza alla campagna “STOP TTIP”, ringraziando le organizzazioni no profit italiane e internazionali che già da qualche mese hanno iniziato ad allertarsi e oggi anche a coordinarsi”.

Qui il link alla notizia sul loro sito


Il presidio STOP TTIP in piazza Montecitorio

Siamo qui stamattina in concomitanza alla conferenza stampa che si sta realizzando in questo momento alla Camera dei deputati per dire che le organizzazioni sociali cittadine, che si battano per i diritti dei migranti, per i diritti del lavoro, per i diritti ambientali, si oppongono con forza alla firma del Trattato commerciale tra Stati Uniti ed Europa denominato TTIP –

A cura di A Sud http://asud.net/stop-ttip-ribaltare-leuropa-dei-mercati-costruire-leuropa-dei-diritti/

 

Con Tsipras il TTIP entra nella Campagna elettorale

Un video-cartoon molto accessibile, dove un super-candidato entra in campo per fermare il TTIP. La Lista Tsipras fa entrare i negoziati nella Campagna elettorale italiana, schierando così i suoi candidati contro i negoziati in corso. Il video si trova all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=MQScyJz367k

 

La mozione di SEL per fermare il proliferare degli accordi “commerciali ma non troppo)

SEL ha presentato alla Camera una mozione (1-00413) per fermare il proliferare di quei negoziati che, a partire dal TTIP, impattano attraverso le liberalizzazioni commerciali (e non solo), la vita quotidiana di tutti noi. La Mozione, a firma Migliore, Scotto, Marcon, Fava, Aiello, Airaudo, Boccadutri, Franco Bordo, Costantino, Di Salvo, Duranti, Daniele Farina, Ferrara, Fratoianni, Giancarlo Giordano, Kronbichler, Lacquaniti, Lavagno, Matarrelli, Melilla, Nardi, Nicchi, Paglia, Palazzotto, Pannarale, Pellegrino, Piazzoni, Pilozzi, Piras, Placido, Quaranta, Ragosta, Ricciatti, Sannicandro, Zan, Zaratti, impegna il Governo:
– a richiedere alla Commissione europea il pieno accesso ai documenti negoziali per i Parlamenti nazionali, data l’incidenza prevista del loro contenuto sulle normative nazionali in essere anche in ambito non strettamente commerciale; a istituire un meccanismo efficace di trasparenza e di consultazione in itinere del Parlamento, delle parti sociali e della società civile sui negoziati commerciali in corso a livello bilaterale, plurilaterale e multilaterale;
– a realizzare dei processi di valutazione d’impatto indipendenti delle trattative in corso sull’ambito nazionale, con meccanismi di partecipazione multistakeholder alla loro costruzione e diffusione;
– a promuovere in sede europea un’azione contro la proliferazione di accordi commerciali di nuova generazione, che travalicano gli ambiti di stretta competenza commerciale e limitano la capacità normativa nazionale in ambiti di competenza non comunitaria;
– a chiedere l’esclusione permanente dagli ambiti d’azione dei trattati di liberalizzazione commerciale di principi costituzionali nazionali e comunitari come il principio di precauzione, nonché di beni comuni come acqua, cibo ed energia, di servizi pubblici essenziali, in primo luogo quello idrico, di servizi sociali e sanitari e di diritti come il lavoro.

Il testo completo qui: http://www.sinistraecologialiberta.it/wp-content/uploads/2014/04/Atto-CameraTTP.pdf

 

La Sinistra europea stronca il mito del TTIP

Due milioni di posti di lavoro e una bella sferzata al PIL? Tutte balle! Il TTIP ridurrà del 30% gli scambi all’interno del mercato europeo e tanti altri danni, tutti da approfondire. Il Gruppo Gue-Ngl ha finanziato un contro-rapporto di impatto del Trattato transatlantico sull’economia europea. E ha smontato tecnicamente tutte le previsioni positive contenute nella prima valutazione finanziata dall’Unione europea.

L’autore principale, Werner Raza ha sottolineato, infatti, che “le previsioni non reggono quando vediamo che l’80% di questi benefici economici stimati dipendono dalla rimozione o l’armonizzazione dei regolamenti, delle procedure amministrative e norme – quindi misure non tariffarie -. Un risultato, quindi, legato a gravi compromessi sulle normative e gli standard che potrebbero provocare un arretramento di decenni di guadagni in tutele sociali e ambientali, ponendo una seria minaccia per la salute dei consumatori, della sanità pubblica, e la sicurezza ambientale. Se, infatti, si eliminano norme che servono obiettivi di politica pubblica, il costo sociale è certo”.

 

Proprietà intellettuale: altre brutte sorprese

Dopo la settimana negoziale di marzo, sono state sottratte alla regola della segretezza due paginette del TTIP molto interessanti che parlano di proprietà intellettuale, comprese le indicazioni geografiche. Il documento affronta otto tipi di proprietà intellettuale: brevetti, diritti d’autore, disegni,  i dati farmaceutici nei test regolamentari,  le varietà vegetali, i marchi, il segreto commerciale, le indicazioni geografiche (IG), nonché i negoziati in materia di implementazione delle migliori pratiche volontarie di cooperazione in Paesi terzi, e i negoziati multilaterali sui diritti di proprietà intellettuali. Tra gli elementi più interessanti, la resistenza degli Stati Uniti rispetto alle disposizioni in materia di disegni non registrati per l’abbigliamento e le preoccupazioni degli Stati Uniti circa i dati dei test farmaceutici , che riguarda probabilmente le proposte dell’UE per una maggiore trasparenza di tali dati .

Tutti i dettagli qui

 

Agricoltura: gli esportatori europei si fanno sentire

In una conferenza stampa che si è tenuta il 7 febbraio a Washington, alti funzionari di Copa-Cogeca (il coordinamento europeo congiunto delle organizzazioni degli agricoltori e delle cooperative agricole) ha invitato la Commissione europea a perseguire i negoziati sul  TTIP con quello che hanno definito un “approccio pragmatico e pratico” al commercio, che porterebbe al mutuo riconoscimento del livello di tutela di consumatori, ambiente e salute garantito in entrambe le sponde dell’Oceano.

Le rappresentanze hanno suggerito ai negoziatori che questo risultato potrebbe essere raggiunto dai negoziatori TTIP convenendo che ciascuna parte abbia spazio per accompagnare le azioni amministrative necessarie per armonizzare le questioni sanitarie e fitosanitarie (SPS) e gestire la controversa questione della tutela delle indicazioni geografiche (IG) dei prodotti agricoli attraverso la normative statunitense esistente rispetto ai marchi. Allo stesso tempo, i funzionari – il Presidente della Cogeca, Christian Pees, e il Presidente del Copa, Albert Jan Maat e il segretario generale del coordinamento Pekka Pesonen – hanno sostenuto che tali obiettivi devono essere perseguiti senza abbassare gli standard esistenti dell’UE in materia di benessere degli animali e devono tenere conto delle preferenze dei consumatori . Hanno inoltre rivelato che gli agricoltori europei da loro rappresentati hanno già preso accordi con le principali catene di supermercati per aderire a norme che vanno oltre i requisiti di legge, ma rispecchiano le esigenze del mercato . Non hanno specificato, tuttavia, quali.

Il report della Conferenza stampa

La Via Campesina Europa boccia il TTIP
Il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) ha tenuto la sua Assemblea Generale dal 3 al 4 Marzo 2013 a Evenstad (Norvegia), ha concordato un documento in sette punti per il rilancio dell’agricoltura familiare. Focus specifico sul TTIP, in cui si chiede all’Unione europea di” cessare le negoziazioni di ogni nuovo accordo di libero scambio in particolare il TTIP con gli Stati Uniti, sospendere l’applicazione degli accordi già attuati, e rinegoziare gli altri accordi affinché possano portar benefici alle popolazioni”.
Il documento qui
  1. Christa Wibbelt

    Magari domani 18.4.2015 è la giornata perfetta per firmare!

  2. Christa Wibbelt

    18.04.2015 Stop-ttip-
    Global Day of Action

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