Posizioni #StopCETA

In questa pagina pubblichiamo di seguito in ordine di arrivo tutte le prese di posizione, i documenti, le dichiarazioni, i video che vengono diffusi contro il CETA: oltre alle associazioni, Flai/Cgil, Elena Fattori e il M5S, Si, Prc ma anche Pd veneto, Nicola Zingaretti (presidente Regione Lazio)

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Ceta, Coldiretti: rinvio primo risultato contro accordo sbagliato

Roma, 27 set. (askanews) – Il rinvio è il primo risultato di una rivolta popolare contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 14 regioni, 1973 comuni e 69 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento alla scelta doverosa di far slittare in Senato la ratifica del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) sotto il pressing di un’inedita ed importante alleanza tra diverse organizzazioni Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima – denuncia la Coldiretti – in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea la Coldiretti – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di 291 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato. Il Ceta – denuncia la Coldiretti – uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. E pesa anche – conclude la Coldiretti – l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero da un Paese dove si utilizzano ormoni della crescita vietati in Italia.

 
Ceta:M5S,bene slittamento ratifica ma meglio stop definitivo
(ANSA) – ROMA, 27 SET – “Il Ceta non sarà ratificato in  Senato, ed è slittato sino a data da destinarsi. Siamo molto contenti di questo risultato che abbiamo perseguito con grande impegno negli ultimi mesi. Ma non ci fermeremo qui, lavoreremo perché si arrivi al voto contrario dell’Italia, e non abbasseremo la guardia”. Lo affermano in una nota i senatori del MoVimento 5 stelle. “Contro il Ceta ci siamo battuti sia in commissione Esteri che in Agricoltura, che in Politiche Europee, per non parlare delle iniziative in piazza nelle quali ci siamo affiancati alle associazioni stop Ceta – proseguono – è una vittoria, ottenuta in sede di Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama, e gli altri gruppi non si sono opposti a questo slittamento. Vuol dire che la campagna di dissuasione che abbiamo condotto nel merito del trattato ha avuto effetto. Non ci fermeremo finché non si arriverà al voto contrario

Ceta: Verdi, bene lo slittamento della ratifica del trattato 
“E’ contro l’ambiente, l’occupazione e i diritti”
(ANSA) – ROMA, 27 SET – “Le battaglie dei Verdi, della Cgil, delle associazioni degli agricoltori e di tantissime associazioni ambientaliste per rimandare la ratifica del trattato Ceta hanno avuto successo: oggi la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama ha decretato la decisione di esaminare la ratifica del nefasto trattato ‘sine die'”. Lo scrivono in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e la responsabile esteri Verdi Luana Zanella. “Il Ceta, il trattato economico Europa-Canada – spiegano – è stato approvato in tutta fretta e in gran silenzio nei mesi scorsi dal parlamento Europeo, con il voto contrario dei Verdi Europei. Dopo quella approvazione molti, con in testa il premier Gentiloni, si erano sperticati in complimenti parlando di ‘accordo positivo’ nascondendo la pericolosita’ per l’ingresso di alimenti contenenti Ogm e sostanze chimiche tossiche che ne sarebbe derivato”, proseguono Bonelli e Zanella. “Ora – concludono – è importante non mollare. Noi Verdi italiani ed europei ci faremo promotori di una discussione in Europa su come si può accompagnare con le regole adatte un commercio libero e giusto senza danneggiare l’occupazione, l’ambiente, i diritti”.

 

stop CETA FB 5 luglio

CETA: COLDIRETTI, DOMANI MIGLIAIA AGRICOLTORI IN PIAZZA

Migliaia di agricoltori da tutte le regioni italiane scenderanno in piazza domani a Roma per fermare il trattato di libero scambio con il Canada che “per la prima volta nella storia
dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani piu’ tipici che saranno smascherati nell’occasione ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio
zero”.
E’ questa l’iniziativa indetta dalla Coldiretti insieme ad un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che si sono date in Piazza Montecitorio a Roma dove sono attesi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile.
Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il ”pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali piu’ prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica de trattato. Non mancheranno azioni provocatorie a difesa del Made in Italy gravemente minacciato. Sarà presente il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

CETA. IVANA GALLI, LA FLAI CGIL IN PIAZZA DOMANI PER DIRE STOP ALLA RATIFICA

Per esprimere il proprio #StopCeta la Flai Cgil sarà in piazza domani, 5 luglio, partecipando al presidio che si terrà a Roma, in Piazza Montecitorio, dalle ore 10.00.

Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil, spiega così il no al Ceta della categoria: “Crediamo che la politica commerciale dell’UE debba favorire ed incoraggiare la convergenza verso un profilo alto degli standard e respingere ogni forma di dumping sociale a partire dalle condizioni di lavoro e dalla remunerazione dei lavoratori. Con il TTIP e con il CETA abbiamo assistito ad un percorso decisionale che è passato sopra alla testa di cittadini, lavoratori e consumatori con un deficit di democrazia spaventoso.

Abbiamo, inoltre – prosegue Galli – molte preoccupazioni sul tema della salute alimentare. Un esempio: senza ancora essere entrato in vigore, il CETA ha già indebolito almeno una norma UE, infatti, in vista della sua introduzione e della formulazione specifica in esso contenuta, il divieto di importazione di carcasse bovine pulite con sostanze chimiche è stato già rimosso. Per di più, il principio di precauzione non è menzionato in modo sufficientemente esplicito nel testo del CETA, giungendo a un’interpretazione del principio di precauzione molto più limitata rispetto a quella che prevale di solito all’interno dell’UE. Altra questione è quella degli Ogm: esiste il rischio che il CETA possa bloccare l’adozione di nuove normative europee o pregiudicarne il contenuto. Il trattato potrebbe inoltre bloccare o ostacolare i tentativi di rafforzamento della legislazione comunitaria vigente e senz’altro aumenterà la pressione per un cambiamento delle soglie di tolleranza della presenza di OGM e minacciando i requisiti di etichettatura per gli OGM esistenti. Il principio Europeo di “tolleranza zero” rispetto agli OGM uscirà fortemente minato. Infine, anche i nostri prodotti, l’eccellenza del Made in Italy, usciranno penalizzati dall’eventuale accordo. Sono questi ottimi motivi per chiedere al parlamento italiano di non ratificare il trattato e per questo come Flai, saremo in piazza il domani”.

Il videomessaggio di Elena Fattori, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato  (M5S)

 

Sinistra italiana contro il CETA: sospendere la ratifica

 

PRC: DOMANI, 5 LUGLIO, IN PIAZZA MONTECITORIO PER BLOCCARE IL TRATTATO UE-CANADA

Domani, mercoledì 5 luglio, alle 10 saremo in piazza Montecitorio – dichiara Rosa Rinaldi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -, per bloccare l’approvazione del CETA, per  rivendicare il tempo necessario a rendere trasparente i contenuti del trattato, perché non ci sia uno scippo di democrazia.

Rifondazione Comunista sarà in piazza insieme alla rete delle associazioni e movimenti della Campagna Stop-TTIP/CETA, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore agricolo che difendono la qualità e la salubrità dei nostri prodotti e che, giustamente rivendicano un confronto ampio e pubblico tra cittadini, parti sociali e le istituzioni

PD VENETO CONTRO IL CETA

Fracasso e Azzalin (PD): “Le nostre eccellenze agroalimentari vanno tutelate, l’accordo con il Canada non deve essere ratificato”

“Siamo assolutamente d’accordo con Coldiretti e sosteniamo questa iniziativa contro il Ceta a difesa delle eccellenze agroalimentari del nostro territorio”. A dirlo il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e il consigliere Graziano Azzalin alla vigilia della manifestazione che domani porterà a Roma migliaia di agricoltori, anche dal Veneto, per ribadire la contrarietà all’accordo di libero scambio con il Canada che rischia di penalizzare in maniera pesante il settore primario. Una mobilitazione che vedrà protagoniste davanti Montecitorio numerose sigle, dalla Cgil a Legambiente, passando per le associazioni dei consumatori.

“Non possiamo non pensare a ‘come’ e ‘cosa’ si produce. Sviluppo sostenibile non è un’espressione neutra. Con il Ceta ci sarà l’abbattimento di oltre il 90% delle barriere tariffarie, ma non si può certo liquidare il tutto come protezionismo. Per le produzioni tipiche e di eccellenza del Veneto infatti sarebbe un duro colpo. Per esempio il protocollo, per come è stato redatto, tutela da possibili contraffazioni appena 11 prodotti Dop e Igp su 36, addirittura 41 su 288 a livello nazionale. Tra gli ortaggi si salva solo il Radicchio rosso di Treviso, non il Variegato di Castelfranco né l’Insalata di Lusia, tra i formaggi il Grana Padano e l’Asiago, non il Montasio o il Piave, il Monte Veronese. E, ancora, nessun riconoscimento per Miele delle Dolomiti, Riso del Delta del Po e Prosciutto veneto berico-euganeo. Saranno perfettamente legali le volgarizzazioni, truffaldine, come Parmesan o Wisantigo asiago cheese che coesisteranno con le nostre denominazioni autentiche”.

“A questo – proseguono lanciando l’allarme i due consiglieri democratici – va aggiunto il discorso legato alla sicurezza alimentare. L’applicazione del principio di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie permetterà ai prodotti alimentari canadesi di non sottostare a nuovi controlli nei Paesi dove verranno venduti, nonostante siano impiegate sostanze attive vietate nell’Unione Europea. Siamo convinti che con una deregolamentazione fatta in questo modo i danni siano molto maggiori rispetto ai benefici. Perciò – concludono Fracasso e Azzalin – è giusto fare tutto il possibile affinché l’accordo venga riconsiderato coinvolgendo il mondo agricolo, dal quale non si può assolutamente prescindere. Anche perché potrà poi essere replicato tale e quale con altri Paesi, in primis gli Stati Uniti”.

ZINGARETTI (REGIONE LAZIO) E’ CONTRO IL CETA

“Il Lazio dice No a Ceta. Chiediamo a Parlamento di fare lo stesso, difendiamo nostri produttori e sapori da commercio ingiusto senza regole”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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