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Stop TTIP Italia incontra la presidente della Camera

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(COMUNICATO STAMPA) – Domani, 18 febbraio 2016, alle ore 15 presso la Camera dei Deputati, una delegazione della Campagna Stop TTIP Italia incontrerà la presidente della Camera, Laura Boldrini, per comunicarle le preoccupazioni relative al TTIP, il Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti in via di negoziazione tra Stati Uniti e Unione europea.

Al colloquio parteciperanno Giacomo Barbieri (Cgil), Francesca Battistelli (Legambiente), Marco Bersani (Attac), Monica Di Sisto (Fairwatch), Fausto Durante (Cgil), Claudio Giambelli (Forum movimenti per l’acqua), Elena Mazzoni (Campagna stop TTIP), Alessandro Mostaccio (Movimento Consumatori), Rosa Rinaldi (Transform Italia) Pietro Ruffolo (Flai Cgil), Francesca Rocchi (Slow Food), Silvia Stilli (Arcs), Francesco Verdolino (Arci), Enzo Vitalesta (Yaku) e Duccio Zola (Sbilanciamoci).

L’incontro istituzionale rappresenta un importante occasione per segnalare le numerose problematiche che attorniano i negoziati per il TTIP, a partire dalla scarsa trasparenza garantita dalla Commissione europea. Dopo la pressione della società civile, USA e Ue hanno dovuto concedere qualcosa su questo fronte: si sarebbe dovuta aprire una sala di lettura in ogni capitale europea, nella quale i deputati nazionali avrebbero potuto consultare i testi negoziali. A Berlino esiste dal 1 febbraio, ma l’accesso ai documenti è possibile solo sotto la supervisione del Ministero federale dell’Economia, vige il divieto di utilizzare fotocamere o cellulari e anche le modalità per prendere appunti sono limitate.

In Italia non abbiamo nemmeno questa simulazione di trasparenza, poiché nessuna sala di lettura è stata predisposta a Roma. Questo significa che i nostri rappresentanti in Parlamento non hanno accesso ai testi consolidati del TTIP, l’accordo che più di ogni altro prima d’ora potrebbe trasformare tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana.

Eppure vi sarebbe assoluta necessità di ampliare la platea dei soggetti accreditati a prendere visione dei documenti negoziali. Le informazioni trapelate al pubblico, infatti, hanno alimentato forti preoccupazioni in merito ad un abbassamento degli standard di qualità del cibo, dell’ambiente e della capacità regolatoria degli Stati membri. Gli studi di impatto condotti da expertise indipendente hanno messo a fuoco uno scenario carico di ricadute negative per le piccole e medie imprese, l’agricoltura di qualità e i servizi pubblici.

Non rassicura affatto nemmeno la proposta di riforma del sistema di arbitrato (ISDS) redatta dalla Commissione europea nel 2015. La Corte di investimenti che ne prenderebbe il posto (ICS) presenta molti dei difetti che caratterizzano le corti arbitrali cui tipicamente possono ricorrere gli investitori esteri ai sensi degli accordi bilaterali. Questa opinione è condivisa anche dalla Deutsche Richterbund (DRB), la principale associazione dei magistrati tedeschi, che ha comunicato il suo parere critico al governo i primi di febbraio.

Per questi motivi la Campagna Stop TTIP Italia avanzerà le seguenti richieste alla presidente della Camera:

  • Che il Parlamento stimoli un dibattito parlamentare e pubblico all’altezza
  • Che ospiti un dibattito tra parlamentari e società civile italiana
  • Che reclami l’apertura della sala di lettura con un livello di trasparenza maggiore rispetto a quello cui devono sottostare i parlamentari tedeschi
  • Che chieda al governo la riattribuzione delle competenze in materia di TTIP, finora detenute dall’ex vice ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e che convochi subito presso il Ministero il tavolo formale di confronto con la società civile sui negoziati commerciali, mettendo il TTIP all’ordine del giorno.
  • A questo tavolo deve partecipare una delegazione parlamentare rappresentativa, e gli esiti della discussione dovranno essere comunicati e discussi in Parlamento

 

Campagna Stop TTIP Italia

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https://www.facebook.com/StopTTIPItalia/

@StopTTIP_Italia

 

Per interviste

Monica Di Sisto 335-842.67.52

Elena Mazzoni 328-131.25.95

Marco Bersani 329-474.06.20

#Cecilia, dov’è la sala di lettura? Mailbombardiamola, è Natale!

Blitz del M5S alla Farnesina: la sala di lettura dove i parlamentari nazionali avrebbero dovuto poter accedere alla lettura dei testi del TTIP non c’è ancora. Eppure, nell’audizione in Parlamento del 26 novembre scorso, la commissario europea al Commercio Cecilia Malmstrom, che qui  vedete in versione “morte nera” (il tweet è stato pubblicato da lei stessa) aveva assicurato che entro due settimane in ogni ministero degli Esteri di ogni Paese dell’Unione europea sarebbe stata allestita una sala di lettura con una copia del TTIP a disposizione.  Siamo al 23 Dicembre e non ce n’è traccia.Nairobi Malmstrom

Mailbombardiamola d’affetto, è Natale!

Aprendo questo link trovate il video del blitz e un format da riempire per unirsi al bombardamento di email rivolto alla Malmstrom per chiederle che fine ha fatto la sala di lettura

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Stop TTIP: una tempesta di tweet sul consiglio Ue del 15 ottobre

TWEETSTORM

ROMA, 12 OTTOBRE 2015 – La settimana di mobilitazione internazionale contro il TTIP e gli altri accordi di liberalizzazione economica prosegue dopo lo stupefacente successo di sabato scorso, quando 250 mila persone provenienti da tutta Europa hanno sfilato per le strade di Berlino. Durante il week end cittadini e organizzazioni hanno organizzato altre manifestazioni di protesta in diverse città europee: migliaia di dimostranti sono scesi in piazza ad Amsterdam, ma raduni delocalizzati si sono svolti anche a Londra, in Lussemburgo e a Milano. Nel capoluogo lombardo, centinaia di persone hanno manifestato alla Darsena, liberando nel cielo una mongolfiera con lo slogan “Stop TTIP”.

Fino a sabato gli attivisti presidieranno centinaia di città europee, decine in Italia. I momenti cruciali saranno due: il tweetstorm internazionale in occasione del Consiglio europeo di giovedì 15 ottobre e la giornata di chiusura, sabato 17 ottobre, quando nel pomeriggio a Bruxelles si raduneranno tutte le reti internazionali in un presidio contro il Trattato transatlantico (TTIP), quello fra Ue e Canada (CETA) e l’accordo TiSA per la liberalizzazione dei servizi. Una data dalla grande importanza simbolica, in quanto giornata mondiale della lotta contro la povertà. L’Italia parteciperà con un flashmob a Roma, nei pressi dei Fori Imperiali, che coinvolgerà diverse organizzazioni.

«Siamo solo all’inizio – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop TTIP Italia – La straordinaria risposta dell’opinione pubblica dimostra che le politiche di austerità e liberalizzazione sfrenata predilette dall’Unione europea sono al capolinea. Le persone chiedono una completa inversione di rotta e una reale trasparenza sui contenuti del TTIP, un accordo dai potenziali effetti catastrofici sulle nostre piccole e medie imprese, gli standard alimentari e i servizi pubblici».

«La mobilitazione di Berlino – aggiunge Marco Bersani, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – dimostra che un’altra Europa è scesa in campo: quella dei diritti, dei beni comuni, della democrazia. Le grandi lobby vogliono consegnare l’intera vita delle persone agli interessi finanziari, saranno le mobilitazioni sociali a impedirglielo».

«La grande crescita delle mobilitazioni è frutto del costante lavoro delle campagne Stop TTIP di tutto il continente – afferma Elena Mazzoni, coordinatrice della Campagna Stop TTIP Italia – Lo dimostrano i 3,2 milioni di firme consegnati il 7 ottobre alla Commissione europea. Nonostante il silenzio della maggior parte dei media italiani, anche nel nostro Paese i rischi del trattato hanno fatto breccia nell’opinione pubblica e nelle amministrazioni locali. Il governo non potrà evitare il confronto pubblico ancora per molto. Il tweetstorm di giovedì 15 in occasione del Consiglio europeo e l’evento in programma a Roma sabato 17 serviranno a ribadire con forza che le nostre istanze non possono essere ignorate».

Campagna Stop TTIP Italia

 

Contatti

Il sito: www.stop-ttip-italia.net

La pagina Facebook: www.facebook.com/StopTTIPItalia

I prossimi eventi: http://bit.ly/1IEFNs8

Il tweetstorm: http://bit.ly/1R6Xzo1

Il sito internazionale: www.trade4people.org

 

Per interviste

Monica Di Sisto – 335 8426752
Elena Mazzoni – 328 1312595
Marco Bersani – 329 4740620

10-17 Ottobre, giornate di mobilitazione internazionale contro il TTIP

trade4peopleDal 10 al 17 ottobre in tutta Europa si celebra la Settimana europea di mobilitazione Stop TTIP (l’accordo di libero scambio e investimenti tra Unione Europea e Stati Uniti), ma che si pone l’obiettivo di accendere i riflettori anche sul TPP (il trattato di libero commercio e investimenti transpacifico tra Stati Uniti, Canada e vari Paesi asiatici), il TiSA (il negoziato di liberalizzazione dei servizi, che tocca molti settori) e il CETA (il trattato di libero scambio e investimenti tra Canada e Unione Europea.

 Il 10 OTTOBRE IN TUTTA EUROPA CELEBRIAMO UNA GIORNATA STOP TTIP 

Si svolgeranno eventi delocalizzati nella maggior parte dei Paesi dell’Unione. La più grande manifestazione è attesa a Berlino (e il Comitato Stop TTIP Bolzano parteciperà a quella mobilitazione), ma c’è bisogno che anche in moltissime città italiane si svolgano iniziative di informazione e mobilitazione. Leggi il resto di questa voce

Relazione sul TTIP approvata: primi commenti sul testo

strasburgo1Un primo documento di commenti elaborato da Fairwatch per la Campagna Stop TTIP Italia sulla Relazione Lange, il testo di indirizzo sul TTIP approvato l’8 luglio scorso dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo. Un primo strumento utile per cominciare a orientarsi su ciò che effettivamente è stato approvato.

Il testo della Relazione Lange con i primi commenti

I nomi di chi ha approvato e respinto il testo (pag 163 e 164)

TTIP: i nomi di chi ha votato cosa

no-ttipEcco la lista ufficiale dei votanti, nome per nome. Sono diverse centinaia di pagine, dove si analizza il voto emendamento per emendamento, ma a pagina 163 e 164 avete i nomi di chi ha votato a favore (+) e contro (-) sul testo dell’intera Risoluzione Lange sul TTIP.
Notate che per fortuna anche tra gli S&D (i socialdemocratici) ci sono persone che hanno ancora un’idea di cosa sia la politica e che hanno scelto di andare contro le indicazioni del loro gruppo.
Quindi degna di nota, oltre all’importante (e risaputa) presa di posizione della Sinistra europea (GUE) e del Movimento 5 Stelle, è l’opposizione alla relazione Lange degli S&D (PD) italiani: Briano, Cofferati, Panzeri, Schlein, Viotti, che hanno scelto di dare voce alle richieste della società civile invece che agli indirizzi di partito.

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fNONSGML%2bPV%2b20150708%2bRES-RCV%2bDOC%2bPDF%2bV0%2f%2fEN&language=EN

 

TTIP: Socialdemocratici e Popolari sacrificano ai tatticismi la tutela dei cittadini europei

Passata la Relazione Lange sul TTIP nella sua versione peggiore. Stop TTIP: “forzate le procedure, non hanno fatto votare emendamenti ISDS”
strasburgo_ttipRoma, 8 Luglio 2015Con una forzatura procedurale il Presidente dell’Europarlamento, il socialdemocratico Shulz, dichiara decaduto l’emendamento 40, l’unico che avrebbe permesso di far esprimere l’aula sull’arbitrato internazionale, su cui il gruppo socialdemocratico si era spaccato. Con un gioco di cavilli, l’Europarlamento evita lo scontro sull’ISDS salvando il testo originale e la tenuta dei socialdemocratici, che si sarebbero spaccati pesantemente su un argomento tanto problematico.
Tutti gli emendamenti della società civile vengono sacrificati all’altare del grande compromesso Popolare – Socialdemocratico, nella peggiore tradizione europea delle Grandi coalizioni, garantendo così una cornice flessibile e assolutamente non problematica né vincolante alla Commissione europea, che potrà continuare esattamente come prima a negoziare con gli Stati Uniti un accordo a favore di pochi.
Salta l’emendamento sulla Human Rights Clause, che avrebbe anteposto la tutela vincolante dei diritti umani rispetto alle dinamiche di mercato. Resta un capitolo sullo sviluppo sostenibile solamente consultivo senza nessuno strumento impositivo. Viene bocciata la lista positiva per i servizi pubblici, che avrebbe permesso di scrivere nero su bianco i servizi che si vogliono mettere sul mercato, salvaguardando quelli non elencati. Viene bocciata la possibilità di inserire il riferimento a settori sensibili da escludere dal negoziato, come dovrebbe avvenire per alcune produzioni agricole, fortemente a rischio di estinzione.
Salta soprattutto la possibilità di escludere l’ISDS, l’arbitrato internazionale tanto deprecato dai più, sostituito con una proposta generica su un meccanismo pubblico che risponderà, comunque, all’esigenza di far diventare leggi vincolanti (perchè imporranno sanzioni economiche) delle norme di mercato, ritornando alla Lex Mercatoria medioevale.

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Un altro caso ISDS contro l’Italia?

Forti indizi portano a temere che una seconda procedura di arbitrato possa abbattersi sul governo italiano a breve. Eppure i suoi vertici restano pasdaran del TTIP

 

Un altro caso ISDS contro l’Italia

L’Italia rischia una nuova causa ISDS, ancora una volta per provvedimenti legati alle energie rinnovabili. Questa volta nel mirino degli investitori – di cui non sono noti il profilo e il numero complessivo – ci sarebbe lo Spalma Incentivi, decreto del governo Renzi che dispone tagli retroattivi delle sovvenzioni per impianti fotovoltaici anche già in funzione.

Sembra solo questione di tempo per l’apertura del caso. A confermarlo, le parole dell’avvocato Rosella Antonucci, dello studio Legance, che in Italia assiste clienti decisi a ricorrere all’ICSID, il tribunale della Banca Mondiale che gestisce i casi ISDS, specialmente legati al Trattato sulla Carta dell’Energia (Energy Charter Treaty – ECT).

L’iter è oggi alla «fase di pre-notifica», spiega Antonucci, che aggiunge: «Seguiamo con molta attenzione, insieme ai soci della nostra practice di litigation, le vicende relative agli arbitrati ECT. Molti nostri clienti stanno considerando di avvalersi di questo rimedio in relazione agli effetti dello Spalma Incentivi».

A meno circa una settimana da quando Stop TTIP Italia ha rivelato l’esistenza della prima causa ISDS nei confronti del nostro Paese, dunque, giungono forti indizi dell’approssimarsi della seconda.

Eppure il governo non commenta, ma sceglie la strada del silenzio assordante. Sarebbe una contraddizione troppo grande sostenere l’innocenza di un meccanismo di arbitrato internazionale nel TTIP mentre ci si trova bersagliati dai ricorsi. Senza contare che, nel tritacarne dell’ISDS, non finiscono solo provvedimenti censurabili come i colpi di scure sulle energie pulite. Anzi, spesso le aziende impugnano normative in difesa dell’ambiente, dei lavoratori o dei servizi pubblici. Possono farlo sfruttando definizioni volutamente vaghe di principi come la “non discriminazione”, l’“espropriazione indiretta” o il “trattamento giusto ed equo”, inserite nei trattati internazionali sul commercio e gli investimenti.

La pericolosità di queste formule ha portato a un’esplosione di ricorsi negli due decenni. Da poche decine sono schizzati a 608, coinvolgendo 101 governi di tutto il mondo. E non esistono soluzioni alternative al pagare caro lo scotto di scelte improvvide. Nemmeno sciogliere i patti capestro, come ha fatto proprio l’Italia, optando per l’uscita dalla Carta dell’Energia lo scorso anno.

Tuttavia, questo non basterà ad evitare eventuali condanne al nostro Paese. Infatti, gli investimenti esteri restano coperti da ISDS per 20 anni dopo la rescissione del trattato.

«In questo momento l’ISDS è il classico elefante nella stanza del governo italiano – dichiara Monica di Sisto, portavoce della campagna Stop TTIP Italia – che usa due pesi e due misure. Da un lato ne appoggia indiscriminatamente l’inclusione nel TTIP, dall’altro fugge dalla Carta dell’Energia dopo aver subito ricorsi che pagheranno i contribuenti».

TTIP: LA COMMISSIONE Commercio internazionale (INTA) rispedisce in Plenaria 113 emendamenti

TTIP LA COMMISSIONE Commercio internazionale (Inta) rispedisce in Plenaria 113 emendamenti

ROMA, 29 giugno 2015 – Due minuti. Tanto è durata la riunione della Commissione Commercio internazionale (INTA), chiamata a dar seguito alla richiesta – imposta dal presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz con la complicità di tre gruppi parlamentari nella plenaria del 10 giugno – di scremare gran parte dei 116 emendamenti presentati in aula alla Relazione Lange sul TTIP.
Il documento dovrebbe dar conto della posizione del Parlamento Europeo sui negoziati di liberalizzazione commerciale e finanziaria tra USA e UE. Posizione che al socialdemocratico Schulz era parsa non abbastanza favorevole al TTIP, tanto da trovare l’escamotage per rinviarne il voto in Aula. Si era appellato all’art. 175 del regolamento dell’Eurocamera, secondo cui oltre i 50 emendamenti si può chiedere un riesame degli stessi alla Commissione competente, in modo da evitare lungaggini. In realtà, si trattava del maldestro tentativo di non finire in minoranza su temi caldissimi come l’introduzione di un arbitrato privato per la difesa dei diritti degli investitori contro le decisioni degli Stati ( il famigerato ISDS), che ha suscitato forti contrarietà tra le fila degli stessi socialdemocratici.
I membri della Commissione INTA, tuttavia, hanno liquidato il tema prendendo atto che due emendamenti erano stati ritirati, uno soppresso e rispedendone dunque alla plenaria, con decisione condivisa da tutti i gruppi politici, ben 113. Una pessima figura per il presidente Schulz e per tutto il blocco socialdemocratico e popolare cui hanno rispedito la patata bollente, dimostrando l’inutilità del rinvio in Commissione. Restano in piedi 113 obiezioni ad un testo già abbastanza contraddittorio e poco ambizioso, sia secondo i sostenitori sia secondo i contrari al TTIP. E quel dibattito approfondito nel merito che Schulz ha tentato, con questa mossa disperata, di rimandare, non pare più rinviabile anche a giudizio di tutte le famiglie politiche parlamentari.
Il Parlamento Europeo, però, nella prossima plenaria deve già discutere la questione greca, e quindi rischia di mandare la Commissione UE ad affrontare il prossimo round negoziale – al via il 13 luglio prossimo – a mani libere, senza specifiche indicazioni. Uno schiaffo ulteriore ai rappresentanti eletti da parte del presidente Schulz, e un ingiustificabile via libera di fatto per la Commissione, il cui operato invece è messo in dubbio in più passaggi della pur morbida Relazione Lange.
“Grazie alla pressione quotidiana della società civile, anche questo tentativo di insabbiare il dibattito sul TTIP non è andato a buon fine – dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna Stop TTIP – Il Parlamento Europeo vuole discutere a fondo questa Relazione, esponendone tutte le criticità. E noi continueremo a spingere perché le preoccupazioni di un numero sempre crescente di cittadini europei, e degli oltre 54mila italiani che hanno firmato la petizione Stop TTIP, prevalgano e fermino il negoziato”. Leggi il resto di questa voce

L’annullamento del dibattito sul #TTIP. Chi ha votato cosa.

strasburgoChi ha scelto di non discutere sul TTIP oggi in Aula (in neretto i volti noti)

ALDE: Auštrevičius, van Baalen, Bearder, Becerra Basterrechea, Bilbao Barandica, Calvet Chambon, Charanzova, De Backer,Deprez, de Sarnez, Diaconu, Dlabajova, Faria, Federley, Gerbrandy, Goulard, Harkin, Huitema, Hyusmenova, in ‘t Veld,Jaatteenmaki, Jakovčić, Ježek, Kallas, Kyuchyuk, Meissner, Michel, van Miltenburg, Mlinar, Muller, Nicolai, van Nieuwenhuizen, Pagazaurtundua Ruiz, Petersen, Radoš, Ries, Rohde, Schaake, Telička, Theurer, Toom, Tornas, Vautmans, Vayrynen, Verhofstadt

ECR: Belder, Demesmaeker, Duncan, Ford, Fox, Gericke, Henkel, Kamall, Lewer, Loones, McClarkin, McIntyre, Nicholson, OŜog, Ruohonen-Lerner, Škripek, Starbatty, Stevens, von Storch, Swinburne, Tannock, Tošenovsky, Van Bossuyt, Van Orden, Zahradil, Zīle

PPE: Adaktusson, Arimont, Bach, Balz, Becker, Belet, Bogovič, Brok, Buda, Buzek, van de Camp, Caspary, del Castillo Vera, Comodini Cachia, Corazza Bildt, Csaky, Delahaye, Des, Diaz de Mera Garcia Consuegra, Ehler, Fisas Ayxela, Fjellner, Gahler, Gal, Gardini, Gonzalez Pons, Grossetete, Grzyb, Hetman, Hohlmeier, Hokmark, Holvenyi, Hubner, Jahr, Kalniete, Karas, Kelam, Kelly, Kosa, Kostinger, Kovatchev, Kozłowska-Rajewicz, Kudrycka, de Lange, Langen, Lavrilleux, Lenaers, Lins, McAllister, McGuinness, Mann, Matera, Mato, Metsola, Mikolašik, Millan Mon, Morin-Chartier, Muresan, Nagy, Niebler, Olbrycht, Pabriks, Patriciello, Paunova, Peterle, Pitera, Plenković, Ponga, Proust, Quisthoudt-Rowohl, Radev, Rangel, Reul, Ribeiro, Rolin, Ruas, Rubig, Salini, Schmidt, Schreijer-Pierik, Schulze, Schwab, Siekierski, Sogor, Šojdrova, Štětina, Stier, Šulin, Svoboda, Szajer, Thun und Hohenstein, Tomc, Vandenkendelaere, Voss, Wałęsa, Weber Manfred, Wenta, Zaborska, Zalba Bidegain, Zeller, Zwiefka

S&D: Bresso, De Castro, Grapini, Guteland, Kofod, Kyrkos, Ludvigsson, Maňka, Moisă, Schaldemose, Zanonato


Chi voleva, invece, almeno discuterne

ALDE: Marinho e Pinto, Tremosa i Balcells

ECR: van Dalen, Pretzell

EFDD: Affronte, Agea, Agnew, Aker, Arnott, Atkinson, Beghin, Bours, Carver, Castaldo, Coburn, Collins, Corrao, D’Amato, (The Earl of) Dartmouth, Etheridge, Evi, Farage, Ferrara, Finch, Helmer, Hookem, James, Lundgren, Nuttall, O’Flynn, Pedicini, Reid, Seymour, Tamburrano, Valli, Woolfe, Zanni, Zullo

GUE/NGL: Albiol Guzman, Anderson Martina, Bjork, Boylan, Carthy, Couso Permuy, De Masi, Eck, Ernst, Ferreira Joao, Flanagan, Forenza, Glezos, Gonzalez Penas, Handel, Juaristi Abaunz, Kari, Konečna, Kuneva, Le Hyaric, Lopez Bermejo, Losing, Maštalka, Matias, Melenchon, Michels, Mineur, Ni Riada, Omarjee, Sanchez Caldentey, Scholz, Senra Rodriguez, Spinelli, Sylikiotis, Torres Martinez, Urban Crespo, Vallina, Zimmer

NI: Aliot, Annemans, Balczo, Bay, Bilde, Boutonnet, Briois, Chauprade, D’Ornano, Ferrand, Goddyn, Gollnisch, de Graaff, Jalkh, Kappel, Lebreton, Le Pen Marine, Loiseau, Maeijer, Martin Dominique, Melin, Monot, Montel, Morvai, Philippot, Schaffhauser, Stuger, Troszczynski, Vilimsky

S&D: Anderson Lucy, Andrieu, Arena, Bayet, Beres, Borzan, Briano, Caputo, Cofferati, Corbett, Dalli, Dance, Dodds, Anneliese, Freund, Frunzulică, Gebhardt, Griffin, Jongerius, Kadenbach, Kaufmann, Kirton-Darling, Koster, Martin, David, Martin Edouard, Maurel, Moody, Nilsson, Pascu, Pirinski, Regner, Revault D’Allonnes Bonnefoy, Roziere, Schlein, Schuster, Simon Sion, Stihler, Szanyi, Tarabella, Thomas, Weidenholzer

Verts/ALE: Albrecht, Andersson, Auken, Buchner, Butikofer, Ceballos, Delli, Eickhout, Engstrom, Eriksson, Evans, Giegold, Harms, Hautala, Heubuch, Jadot, Joly, Keller Ska, Lambert, Lamberts, Lochbihler, Lunacek, Maragall, Reda, Reintke, Sargentini, Scott Cato, Sebastia, Šoltes, Staes, Terricabras, Trupel, Turmes, Urtasun, Vana, Ždanoka


Astenuti

ECR: Krasnodębski

NI: Papadakis Konstantinos, Zarianopoulos

PPE: Ferber

S&D: Aguilera Garcia, Ayala Sender, Blanco Lopez, Bostinaru, Costa, Danti, Fernandez, Groote, Guerrero Salom, Hedh, Krehl, Kumpula-Natri, Lange, Lauristin, Liberadzki, Lietz, Łybacka, Morgano, Mosca, Negrescu, Niedermuller, Panzeri, Pavel, Pittella, Post, Rodrigues Maria Joao, Sehnalova, Silva Pereira, Simon Peter, Toia, Ulvskog, Van Brempt, Westphal

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