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TTIP: Il documento della Rete Nazionale Genuino Clandestino

Schermata 01-2457036 alle 13.20.51La rete Genuino Clandestino, che raccoglie tutte le principali esperienze di agricoltura contadina e autodeterminazione locale di sovranità alimentare, ha lanciato un documento di posizione dichiarando la sua opposizione alle logiche sottostanti all’Expo2015 e al TTIP. Di seguito il testo

Dalle campagne alle città: i Territori che vogliamo

Siamo “quelli di Genuino Clandestino”, una rete di comunità in lotta
per l’autodeterminazione alimentare e contro la distruzione dei nostri
ambienti di vita. Ci adoperiamo da sempre con le nostre pratiche per
rafforzare le alleanze tra i movimenti rurali e quelli urbani, per
riconnettere città e campagna, per superare le categorie di produttore
e consumatore, per riconvertire i nostri territori basandoci su
autorganizzazione, solidarietà, cooperazione e cura della terra. Leggi il resto di questa voce

STOP TTIP! I movimenti europei a Bruxelles danno il benvenuto ai negoziatori Usa e Ue

mentre in Italia parte la Campagna nazionale STOP TTIP ITALIA
per fermare l’attacco del libero commercio contro la democrazia e diritti sociali e ambientali
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[Bruxelles/Roma – 13 Marzo] – Da stamattina a Bruxelles i movimenti sociali D19-20 Alliance, Alter Summit, Seattle to Brussels Network, European ATTAC Network and Blockupy si sono dati appuntamento dalle 10 davanti alla sede della DG Trade per contestare il negoziato Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) che tecnici della Commissione Commercio dell’Unione europea e del ministero del commercio Usa stanno trattando proprio in questi giorni nella capitale europea nalla più assoluta segretezza.

Il TTIP viene spacciato come una delle più efficaci soluzioni possibili alla crisi economica che ci attanaglia, ma si risolverebbe nell’ennesimo taglio ai servizi pubblici per compensare le perdite della finanza e della speculazione.
Anche le valutazioni d’impatto condotte dalla stessa Commissione dimostrano che al massimo il TTIP porterebbe a una crescita dell’ 0,05% del PIL europeo, a fronte dell’ennesima ondata di liberalizzazione ma, quello che è più grave, ad un azzeramento progressivo degli standard di qualità e di sicurezza dei nostri prodotti agricoli, alimentari, industriali, chimici, della sicurezza sul lavoro, e quindi delle regole e garanzie che democraticamente nazioni e territori hanno conquistato, che vengono liquidati in queste trattative come semplici ostacoli al commercio di cui liberarsi. Per negoziare indisturbati e senza consentire repliche ai cittadini, per di più, i testi legali in discussione sono sottoposti al segreto commerciale, e dunque non disponibili alla lettura nemmeno ai Parlamentari europei regolarmente eletti.
Per questo movimenti sociali, associazioni, organizzazioni contadine e sindacati d’Europa e d’America si sono dati appuntamento a Bruxelles per sviluppare una strategia comune, mentre in contemporanea in Italia parte la Campagna STOP TTIP ITALIA promossa da una larga rete di associazioni, organizzazioni sociali, sindacati, comitati.
La rete italiana contro il TTIP promuoverà nelle prossime settimane appuntamenti di confronto, formazione e mobilitazione con il fine di informare circa gli effetti che avrebbe l’approvazione del trattato e fare pressione affinchè tale rischio sia scongiurato.
Tra gli appuntamenti previsti:
– il 20 marzo ore 17 presso Scup, via Nola a Roma, per discutere delle iniziative da mettere in campo il prossimo 27 e 28 marzo in occasione dell’arrivo del presidente USA Barack Obama in Italia
– il 21 marzo “Fermiamo il TTIP”, sala conferenze Cobas, viale Manzoni 55, Roma
– il 12 e il 13 aprile due giornate di approfondimento e di confronto con il sostegno dalla Fondazione Rosa Luxembourg presso l’Associazione Altramente, via Castruccio Castracane n° 28.
Come movimenti e organizazioni sociali italiane, abbiamo deciso di mobilitarci per opporci a un disegno politico che ha nella mercificazione dei diritti e nella tutela dei mercati il suo obiettivo principale. Ci appelliamo a tutte le forze sociali , sindacali e politiche del nostro Paese, perché convergano su una mobilitazione comune per fermare il negoziato TTIP, esattamente come è successo alla fine degli anni ’90 con l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti, nel decennio scorso con la Direttiva Bolkestein, o più recentemente con il negoziato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), che con la scusa della lotta alla ‘’pirateria’’ informatica e della salvaguardia del diritto d’autore avrebbe attentato al diritto alla privacy e al libero accesso alla rete dei cittadini.
Per informazioni e adesioni: alberto.zoratti@gmail.com

Tutti gli eventi della campagna e gli aggiornamenti da Bruxelles su www.stop-ttip-italia.net

Le interrogazioni parlamentari italiane

Sono ormai diverse le interpellanze parlamentari presentate negli ultimi mesi per fare maggior chiarezza sul negoziato TTIP. Una richiesta di trasparenza che nasce anche dai movimenti della società civile ma che ancora non riesce ad ottenere piena soddisfazione da parte delle istituzioni coinvolte.

Un negoziato che, secondo la risposta del sottosegretario De Vincenti, aumenterebbe il PIL italiano “fino a sfiorare il mezzo punto percentuale per la nostra economia”. Un gioco che secondo il Governo italiano varrebbe la candela e che porterebbe ad un aumento stimato di posti di lavoro “di circa 30 mila unità”. Un’inezia se si considera l’impatto che il negoziato avrà su alcuni comparti strategici del nostro Paese, non ultima la produzione primaria.

A questo link è possibile scaricare l’elenco delle interrogazioni fino ad oggi

A questo link la risposta dell’ex sottosegretario De Vincenti

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