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Per uscire davvero dalle emergenze. Il documento di Coalizione Clima

Giusta transizione, lotta al cambiamento climatico, taglio ai sussidi fossili: sono tra le soluzioni proposte da Coalizione Clima davanti alla crisi ormai conclamata. Stop TTIP Italia spinge per tutto questo, e soprattutto perché il Governo italiano si impegni a rendere vincolanti gli impegni sullo sviluppo sostenibile e la tutela dei diritti umani e del lavoro, a fronte dei trattati commerciali e di investimento internazionali che non li contemplano, promuovendo una
valutazione d’impatto dei trattati in essere e in negoziato alla luce della fase post-pandemica, per evitare problemi peggiori. E perché mostri alte ambizioni nel negoziato delle Nazioni Unite per un trattato vincolante su impresa e diritti umani, perché prima del profitto vengono le persone e l’intero pianeta

#StopEuMercosur: non svendiamo il pianeta e la nostra salute

Parte in tutta Europa e nei Paesi dell’America Latina la nuova campagna sostenuta da 265 organizzazioni e sindacati, 42 solo in Italia

Con il nuovo report di Stop TTIP Italia “Pianeta Svenduto” e una lettera firmata da 265 organizzazioni europee e latinoamericane parte oggi la Campagna #StopEuMercosur, per fermare uno dei trattati più tossici mai formulati, negoziato dall’UE con i Paesi del mercato comune sudamericano (Mercosur): Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.

Il documento è firmato, in Italia, da Stop TTIP Italia, Fairwatch, CGIL, Terra!, Greenpeace, Legambiente, ARCI, ARCS, Slow Food, Attac Italia, ISDE, Navdanya International, Fridays For Future Italia, Parents For Future, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, LAV, A Sud, Amig@s Mst-Italia, Movimento Consumatori, COSPE, Coordinamento Nazionale No Triv, Transform! Italia, USICONS, Associazione Botteghe del Mondo, AIMeF, Movimento Umanista Popolare, Coordinamento Nord-Sud del Mondo, CiLLSA, Civica, Fondazione Capta, Sobrevivencia, Fridays For Future Pisa, Fridays For Future Roma, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Hemp Revolution, Comitato Stop TTIP Udine, Slow Food Cremonese, Verdi Europa Verde Milano, ProDES FVG-ASP, Associazione culturale Musica in corso, Associazione Natura, Cavalli e Carrozze, Acqua Bene Comune Valle Telesina, Salviamo il Paesaggio Casalasco, Meetup Andora in Movimento, Associazione Il Chicco di Senape.

Con questa lettera, indirizzata ai Governi, al Parlamento europeo e alla Commissione europea, la società civile sui due lati dell’Atlantico si mobilita contro un accordo commerciale che rischia di alimentare la distruzione dell’Amazzonia e le violazioni dei diritti umani, soprattutto per i popoli indigeni. Il tutto per aumentare gli scambi fra l’Unione europea e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) di prodotti particolarmente dannosi per il clima e l’ambiente: da un lato il trattato vuole facilitare l’industria automobilistica europea – e soprattutto tedesca – mentre dall’altro aiuterà allevatori e agricoltori brasiliani e argentini a spedire in Europa centinaia di migliaia di tonnellate di carne, soia, biocarburanti e altri prodotti agricoli, tra cui OGM e prodotti trattati con pesticidi spesso vietati. Tutte produzioni ricavate spesso dalla deforestazione dell’Amazzonia, che con l’abbattimento di regole e controlli potranno entrare nei nostri mercati a prezzi così bassi da colpire duramente il settore agricolo nazionale e continentale. Non solo: anche se ormai è incontestabile il collegamento fra allevamenti industriali e pandemie, questo accordo rafforza un settore che sta contribuendo ad una crisi ecologico-sanitaria senza precedenti.

Per accendere un faro sugli impatti ecologici, economici e sociali dell’accordo UE-Mercosur, Stop TTIP Italia pubblica oggi “Pianeta Svenduto”, un rapporto di analisi che va nel merito del trattato commerciale per dimostrarne l’insostenibilità e spingere la politica a prendere una posizione netta contro la sua approvazione. Finora, tuttavia, l’Italia si è allineata acriticamente alle posizioni favorevoli di altri paesi europei, come dimostrano le dichiarazioni della Viceministra degli Esteri, Marina Sereni e del Ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola. Il rapporto che pubblichiamo oggi e la Campagna #StopEuMercosur contengono tutti gli elementi per mettere da parte questo ottimismo e assumere una prospettiva più critica.

Come siamo arrivati a questo punto? Dopo 20 anni, i negoziati tra l’UE e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) sono culminati in un accordo politico nel giugno del 2019. Da allora la Commissione europea sta preparando il documento per la ratifica definitiva, che spetta al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali. Ma questo accordo è molto controverso: i Parlamenti di Austria, Olanda e Vallonia lo hanno addirittura respinto per com’è oggi, mentre alcuni stati membri (Francia e Irlanda) hanno espresso chiare critiche. È difficile infatti trovare un accordo commerciale più pericoloso per l’ambiente, il clima e i diritti umani di quello con il Mercosur. Le politiche antidemocratiche e del presidente brasiliano Jair Bolsonaro stanno colpendo tutti i cittadini, ma in particolare le minoranze e le comunità indigene. Inoltre, la sua vicinanza alle lobby della carne e della soia alimentano gli incendi nella foresta Amazzonica, che sta perdendo la sua capacità di mitigare il cambiamento climatico.

Noi crediamo che questa volta non debba vincere la voglia di fare affari o la paura di mettersi contro le grandi imprese multinazionali. Crediamo che l’Italia e l’Unione europea non debbano macchiarsi di complicità nella devastazione ambientale e nel massacro dei difensori della terra e dei diritti. Per questo chiediamo che il nostro Parlamento richiami il Governo a schierarsi immediatamente contro il trattato UE-Mercosur e a allinearsi agli altri membri Ue che ne chiedono la sospensione e la completa revisione.

ISDS: come fare profitti con la pandemia

Un nuovo approfondimento della Campagna Stop TTIP Italia racconta di come studi legali specializzati ed esperti di commercio internazionale stiano consigliando alle imprese multinazionali di fare causa agli Stati che riducono i loro spazi di azione in tempi di pandemia.

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Stop ai negoziati commerciali, concentratevi sulle vite delle persone

258 gruppi della società civile chiedono ai Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) – Italia compresa di fermare tutti i negoziati di liberalizzazione commerciale e degli investimenti – a livello multilarale in ambito Wto, ma anche bilaterale e plurilaterale come, in Europa, il nuovo TTIP, il trattato EI-Mercosur, la ratifica del CETA, imminente in Olanda e gli altri – durante l’epidemia di COVID-19 e concentrarsi sull’accesso alle forniture mediche e a salvare vite umane

Distinti Paesi membri della Organizzazione mondiale del Commercio,  

Un nuovo ceppo di coronavirus ha causato la pandemia COVID-19 che ha dilagato in quasi tutti i Paesi. Si prevede che infetterà milioni di persone e causerà centinaia di migliaia di morti. L’Organizzazione Mondiale della Salute (World Health Organization – WHO) ha chiesto ai Governi di adottare un approccio globale rivolto all’intera società nell’affrontare la pandemia, concentrando tutta la propria attenzione nel mettere sotto controllo e neutralizzare il COVID-19.

Molti Governi a livello nazionale e locale lo stanno facendo. Ci sono Governi che stanno lavorando h24 per gestire gli aspetti sanitari – compresa una scarsità potenzialmente mortale di presidi sanitari, comprese medicine, mascherine e altri supporti, ma anche di personale sanitario – e per prepararsi a uno shock economico globale che sarà più grave della crisi globale finanziaria del 2008. Funzionari e dirigenti pubblici sono stati dirottati sulla gestione dell pandemia e alcuni negoziatori delle politiche commerciali e persino leader politici sono già stati colpiti dal COVID-19.

Ci sono Paesi che non hanno staff abbastanza ampi o adeguati o risorse sufficienti nemmeno per affrontare gli aspetti sanitari della pandemia. Queste pressioni sono particolarmente pesanti soprattutto per i Paesi in via di sviluppo. In tutto il mondo ci sono Governi che di misurano con la scarsità di test diagnostici di base e altre forniture sanitarie, equipaggiamenti e strumentazioni come mascherine, ventilatori, vaccini e farmaci. Diversi vaccini e farmaci potenzialmente efficaci contro il  COVID-19 attualmente in fase di sviluppo e trial clinici e non è chiaro se la proprietà intellettuale costituità un ostacolo per l’accesso, la loro fornitura o il prezzo a causa dell’applicazione degli attuali obblighi previsti dall’ Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights – TRIPS) stretto in ambito Wto, o dagli altri accordi di liberalizzazione commerciale in vigore.

Data questa priorità chiara e urgente, siamo scioccati dal fatto che alcuni altri negoziati commerciali stiano ancora andando avanti nella Wto, come a livello bilaterale e regionale, sfruttando le tecnologie online. Per molti Paesi meno sviluppati ma anche in via di sviluppo partecipare non è fattibile sia per il digital divide che li colpisce, sia perché hanno bisogno di concentrare tutte le loro attenzioni e risorse di Governo a questa emergenza sanitaria pubblica. Nessun Paese, d’altro canto, dovrebbe disperdere risorse a negoziare regole per un mondo che, quando la pandemia rientrerà, sarà diverso in un modo ad oggi inimmaginabile.

La prima e unica priorità per i negoziatori di trattati commerciali, di questi tempi, dovrebbe essere quella di rimuovere tutti gli ostacoli negli accordi esistenti, comprese le regole sulla proprietà intellettuale, che impediscono un accesso tempestivo e economicamente fattibile alle forniture sanitarie come medicinali, dispositivi protettivi, diagnostica e vaccini salvavita, o indeboliscono e la capacità dei Governi di adottare tutte le misure necessarie per affrontare questa crisi.

Le sanzioni unilaterali che impediscono ad alcuni Paesi di ottenere forniture mediche essenziali devono cessare.

Chiediamo ai membri della Wto di garantire che a tutti i Paesi sia concessa sufficiente flessibilità per sospendere le regole commerciali che limitano la loro capacità di risolvere la crisi pandemica, senza timore di ripercussioni, e di interrompere altri negoziati e attività che deviano le loro energie e risorse da tale obiettivo.

Vi chiediamo, inoltre, di riconoscere che la pandemia COVID-19 richiede un ripensamento radicale delle tipologie di regole negoziate negli accordi commerciali, comprese quelle che possono incoraggiare i monopoli e ridurre l’accesso a prezzi accessibili a tutte le forme di forniture mediche, mettendo a rischio la vita delle persone in ogni Paese del mondo.

Cordiali saluti,

La lista dei firmatari al 17 Aprile 2020 si può trovare qui[i]):

Tra i firmatari, oltre a campagne e associazioni europee che lavorano sui trattati commerciali bilaterali e multilaterali come la Campagna Stop TTIP/CETA Italia e Fairwatch in Italia, troviamo grandi reti sindacali tra cui Education International; the International Transport Workers’ Federation (ITF); the International Union of Food, Agricultural, Hotel, Restaurant, Catering, Tobacco and Allied Workers’ Associations (IUF); Public Services International (PSI) e UNI Global Union come l’International Trade Union Confederation (ITUC).  Si sono schierati network internazionali come Action Aid International; Friends of the Earth International; Global Alliance for Tax Justice (GATJ); Greenpeace; Médecins Sans Frontières Access Campaign; Oxfam International; Social Watch; the Society for International Development (SID) e Third World Network (TWN). Hanno aderito anche le principali reti del Sud Globale come  Arab NGO Network for Development (ANND); Asia Pacific Forum on Women, Law & Development (APWLD); Confederación Sindical de trabajadores/as de las Américas (CSA); acific Network on Globalisation (PANG); Third World Network-Africa, tra gli altri.


[i] https://csoforffd.files.wordpress.com/2020/04/letter-stopnegotiationsfocusonsavinglives-2020-04-17.eng_.pdf

Dieci richieste (più una) per ricostruire il mondo dopo la pandemia

Oltre 70 organizzazioni lanciano un messaggio alla vigilia dell’Eurogruppo: dalla crisi non si esce con gli eurobond, ma mettendo in discussione il paradigma che l’ha generata

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Trattati Virali: i legami fra nuovo TTIP, salute e precauzione ai tempi del Coronavirus

Esce oggi “Trattati Virali“, il nuovo rapporto della Campagna Stop TTIP Italia che mette in chiaro le ragioni per cui il nuovo TTIP e gli altri accordi commerciali stanno indebolendo il principio di precauzione e mettono a rischio cibo e salute.

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Bruxelles vuole il TTIP entro il 18 marzo. Stop TTIP in piazza

Il tempo stringe e sul commercio l’Italia resta su posizioni pericolosamente vicine a Trump. Ecco perché ieri siamo scesi in piazza a Roma insieme a Fridays For Future Roma e tante organizzazioni ambientaliste e della società civile: da Greenpeace a Terra!, da Slow Food a Climate Save, fino ad Associazione Rurale Italiana, Forum dell’Acqua ed Extinction Rebellion. Mobilitazioni ci sono state anche a Pisa e Torino da parte dei gruppi locali di Fridays For Future.

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Salute, Ambiente e Clima non sono negoziabili: No TTIP in nessuna forma

A Roma appuntamento venerdì 21 febbraio con i Fridays for future a p.za San Bernardo dalle 15.30. Presidi anche a Pisa e a Parigi

Più di 150 organizzazioni della società civile in Europa e negli Stati Uniti chiedono di interrompere i negoziati commerciali che metteranno ulteriormente a repentaglio le norme dell’UE in materia di salute e ambiente e aggraveranno la crisi climatica. È necessario un cambio di rotta.

Abbiamo seguito i recenti colloqui tra la Commissione europea e le autorità statunitensi su un nuovo accordo commerciale (un nuovo TTIP) con incredulità e delusione. È chiaro che la Commissione è pronta a soddisfare le richieste di Trump di ridurre i livelli di sicurezza alimentare dell’UE, a scapito della salute pubblica, del benessere degli animali e dell’ambiente, e di compromettere anche gli impegni dell’UE in materia di cambiamenti climatici.

La paura delle minacce lanciate dal presidente degli Stati Uniti di imporre tariffe elevate alle auto europee non può essere una scusa per una ritirata dall’interesse pubblico. L’apparente cambiamento di paradigma all’interno della Commissione, che emerge dopo mesi di trattative a porte chiuse e in gran parte al riparo dal controllo pubblico, è estremamente allarmante.

Chiediamo ai governi e ai parlamentari dell’UE di spingere la Commissione a modificare questo approccio. Deve essere chiarito all’amministrazione americana che i nostri livelli di salute pubblica e protezione ambientale non sono in vendita.

La pressione esercitata dai negoziatori statunitensi sull’Unione europea per abbattere i nostri standard non è una novità. Recenti dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Agricoltura statunitense Perdue hanno chiarito che qualsiasi accordo dipenderà dalle concessioni dell’UE rispetto alla carne sterilizzata con acido o cloro o trattata con ormoni, ai residui di pesticidi negli alimenti e nei mangimi o per lo smantellamento delle norme di cautela rispetto agli OGM.

La novità è la risposta dell’UE. Quando in precedenza era stato negoziato con gli Stati Uniti un accordo di libero scambio globale (TTIP), la Commissione sosteneva che non avrebbe abbassato gli standard. Ma le recenti dichiarazioni del commissario commerciale Phil Hogan sugli attuali colloqui mostrano un approccio diverso. Ha parlato di “un lungo elenco di barriere normative in agricoltura” che potrebbero essere “risolte” in un accordo.

Queste “barriere normative” esistono per delle buone ragioni: abbiamo regole sui pesticidi e gli ormoni chimici nelle carni per proteggere la nostra salute e l’ambiente. Abbiamo restrizioni sugli OGM per proteggere la biodiversità e i consumatori. Abbiamo restrizioni sulle carni trattate con cloro o acido per proteggere il benessere degli animali e la sicurezza alimentare. L’impegno dei cittadini dell’UE nei confronti di un approccio precauzionale è stato fortemente confermato durante il dibattito pubblico sul TTIP, un accordo commerciale che non sarebbe sopravvissuto a un voto democratico all’interno dell’UE se avesse incluso concessioni sulla scala ora richiesta dagli Stati Uniti.

Riteniamo che la Commissione stia mettendo a rischio gli obiettivi (dichiarati) del “Green Deal europeo”. Questa strategia elenca, almeno sulla carta, diversi elementi ora nel mirino degli Stati Uniti. Ad esempio, secondo la strategia l’UE deve lavorare “per ridurre in modo significativo l’uso e il rischio dei pesticidi chimici”. I ripetuti richiami del Panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) e della Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) a sostegno di un’agricoltura sostenibile aggiungono ulteriore forza a questo impegno.

Tuttavia, la Commissione non ha respinto le richieste degli Stati Uniti di abbassare le ambizioni in questo settore, e quindi rischia di aggiungere potenza al tipo di agricoltura più inquinante. Inoltre, dato che l’approccio conciliante della Commissione è un tentativo di proteggere le esportazioni dall’UE di auto notoriamente dannose per il clima, la promessa del Green Deal europeo di attuare un approccio più ecologico all’agricoltura e al commercio sembra ora essere compromessa dalla stessa Commissione.

Inoltre, la Commissione non ha nemmeno il mandato per condurre negoziati su tali questioni. Il mandato adottato nell’aprile 2019 non lascia spazio ai negoziati su alimenti e altri standard di sicurezza. Il commissario commerciale Hogan ha affermato che “sta cercando di esaminare i modi in cui attraverso la cooperazione normativa potremmo essere in grado di considerare le barriere non tariffarie come un modo per mettere in discussione le questioni agricole”. Ciò suggerisce che il commissario per il commercio Hogan vuole stabilire un dialogo segreto a lungo termine dietro le quinte per trovare il modo di soddisfare le richieste degli Stati Uniti, per le quali ha il sostegno di alcuni Stati membri.

Non dobbiamo permettere che ciò accada.

Ciò minerebbe le leggi e le procedure dell’UE concordate decenni fa, non rientra nell’attuale mandato e non dovrebbe rientrare in un nuovo mandato.

Alla luce di quanto affermato e motivato, chiediamo ai governi europei in seno al Consiglio dell’UE e ai parlamentari nazionali e europei di garantire che le nostre preoccupazioni in materia di protezione dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, trasparenza e coinvolgimento della società civile siano considerate e accolte. I nostri eletti devono chiedere una revisione degli attuali colloqui commerciali con gli Stati Uniti. L’UE deve chiarire inequivocabilmente all’amministrazione degli Stati Uniti che i nostri livelli di salute pubblica e protezione ambientale non sono in vendita, che non soccomberemo alle minacce degli USA e che la politica commerciale deve mettere al primo posto le persone, l’ambiente e il clima.

Qui il link con l’elenco dei primi firmatari: http://s2bnetwork.org/ttip-backdoor/

Il Parlamento europeo liberalizza commercio e investimenti tra Europa e Vietnam: auguri!

Un blocco compatto Pd-Fi-M5S – con qualche astensione – assicura il via libera all’ennesimo accordo tossico, alla faccia della solidarietà, del Made in Italy e dello sviluppo sostenibile. Scoprite chi ha votato e come

Non avevano ancora finito di presentare tutti insieme la preghiera alla Commissione Europea di imporre i dazi sul riso cambogiano (P-000630/2020) che mette in ginocchio i produttori italiani, che con una schizofrenia degna di un manuale medico un blocco compatto Pd-Fi-M5S, assicura ai trattati di liberalizzazione commerciale e degli investimenti tra Europa e Vietnam un consenso degno di ben altre cause.

Non è bastato che 68 organizzazioni di tutta Europa abbiano scritto a tutti i parlamentari per denunciare che i testi posti al voto non prendono in alcuna considerazione le violazioni dei diritti umani perpetrate nel Paese asiatico, mentre sdoganano ulteriormente importazioni di prodotti tessili e alimentari a basso costo e di bassa qualità.

Ignorato il pericolo che l’aumento delle importazioni agricole colpisca l’agricoltura italiana già in crisi, aumentando la pressione sul settore e rischiando di mandare fuori mercato le piccole e medie imprese. Questo “capolavoro politico” ora è legge, per la parte commerciale, e nella parte degli investimenti, se non vi porremo l’attenzione, potrebbe essere approvata alla chetichella dagli Stati membri e introdurre un nuovo arbitrato ISDS, grazie al quale le imprese private potranno fare causa agli Stati per contestare regole sgradite . Bocciate le mozioni non vincolanti che intendevano dare delle raccomandazioni nel merito delle principali aree critiche

Con questo voto consideriamo persa ogni residua credibilità rispetto agli impegni di solidarietà internazionale, promozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e di un vero Green New Deal di cui questi schieramenti si fanno paladini.

Il dettaglio del voto, articolato in 4 testi:

A9-0003/2020: RACCOMANDAZIONE su un progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione di un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Repubblica socialista del Viet nam

Votano contro (192): Lega, Fdi, Alessandra Moretti S&D (errore?)

Votano a favore (401): Azione, FI, Italia viva, M5S, Pd

Astenuti (40): Bartolo (S&D), Benifei (S&D), Cozzolino(S&D), Smeriglio (S&D), Toia(S&D)

A9-0002/2020 RACCOMANDAZIONE su un progetto di decisione del Consiglio, dell’Accordo di protezione degli investimenti tra Unione Europea e Repubblica socialista del Viet nam

Votano contro (188): Lega, Bartolo (S&D)

Votano a favore(407): Azione, Fdi, Fi, Italia viva, S&D,

Astenuti(53): M5S, Benifei (S&D), Cozzolino(S&D), Picierno(S&D), Pisapia(S&D), Smeriglio(S&D), Toia (S&D)

A9-0017/2020: RELAZIONE contenente una mozione per una risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione di un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Repubblica socialista del Viet nam

Votano contro (187): Fi, Lega, Picierno (S&D)

Votano a favore (416): Azione, FI, Italia Viva, M5S, PD

Astenuti (44): Berlato (Fdi), Fiocchi(Fdi), Fitto, Bartolo(S&D), Benifei (S&D), Cozzolino (S&D), Moretti(S&D), Pisapia(S&D), Smeriglio (S&D), Toia (S&D)

A9-0014/2020 RELAZIONE contenente una mozione per una risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione dell’Accordo di protezione degli investimenti tra Unione Europea e Repubblica socialista del Viet nam

Votano a favore (406): Azione, Fi, Fdi, Italia Viva, S&D

Votano contro (184): Lega

Astenuti (58): M5S, Bartolo(S&D), Benifei(S&D), Smeriglio(S&D), Toia(S&D).

TTIP: serve trasparenza. Le richieste della società civile

Il Governo italiano apra un confronto programmatico trasparente con i parlamentari nazionali e europei, i sindacati, le associazioni ambientaliste, di produttori e della società civile perché l’Italia diventi capofila di nuove politiche commerciali che lavorino meglio per l’economia, per i diritti, per l’ambiente e per i territori. Nel frattempo respinga l’offensiva di Trump per un nuovo trattato transatlantico come e peggio del TTIP, fermi il CETA con il Canada bocciandone la ratifica fermando, così, trattati discutibili come l’EU-Vietnam che va al voto domani a Bruxelles e il pericolosissimo EU-Mercosur che premia con una facilitazione commerciale l’attacco di Bolsonaro all’Amazzonia e al clima.

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