Archivio dell'autore: Stop Ttip Italia

Il 30 maggio chiediamo #StopCETA a Camera e Senato

CETA

Il primo ministro canadese Justin Trudeau viene in Italia per vendere un accordo tossico: il CETA. Molto presto infatti il nostro Parlamento dovrà decidere se ratificare o respingere il trattato UE-Canada gemello del TTIP. Chiediamo a deputati e senatori di annunciare un voto #StopCETA! Molti di loro non lo avranno mai letto, ma possiamo aiutarli a farsi una cultura. Ecco come:

Martedì 30 maggio h 10

Partecipa alla tempesta di tweet che scateneremo sui capigruppo di Camera e Senato!

qui tutte le istruzioni

Un’altra conferma dalla Corte Europea di Giustizia: la ratifica nazionale è obbligatoria

c4swqcawcaal4ov

 La Corte europea di Giustizia ha emesso, oggi a Lussemburgo, un parere giuridico molto atteso e d’importanza cruciale per il futuro della politica commerciale dell’Ue e dei suoi accordi di libero scambio cosiddetti “di nuova generazione”, come il Ceta recentemente concluso con il Canada. Il parere della Corte stabilisce che l’accordo commerciale con Singapore, siglato il 20 settembre 2013, non può, nella sua forma attuale, essere concluso e ratificato dalle sole istituzioni dell’Unione europea, in quanto contiene disposizioni che rientrano fra le competenze “concorrenti” dell’Ue e degli Stati membri, o addirittura nella competenza esclusiva degli Stati membri.

I giudici comunitari affermano in sostanza che, al di là dei puri aspetti commerciali, le disposizioni relative agli investimenti esteri diversi da quelli diretti e quelle relative alla risoluzione delle controversie tra investitori e Stati non rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione.

Questa interpretazione del Trattato Ue farà sicuramente giurisprudenza per tutti gli accordi di questo tipo conclusi, o che saranno conclusi in futuro dall’Ue (come il Ceta con il Canada, o il Ttip con gli Usa, per ora arenatosi), che non potranno essere sottratti alla ratifica nazionale da parte di tutti gli Stati membri.

Le oltre 3 milioni di firme contro il TTIP erano valide

Avevamo ragione! La Corte di Europea di Giustizia invalida la decisione della Commissione di bocciare l’Iniziativa dei cittadini europei sul TTIP, la più partecipata della storia

La Corte europea di Giustizia, dopo 30 mesi, ha annullato la decisione della Commissione europea di non registrare la European Citizens Initiative promossa dai movimenti contro il TTIP.
La consultazione europea, che in poco più di un anno ha raccolto più di tre milioni di adesioni, risultando la più partecipata nella storia di questa strumento, è stata un successo delle campagne Stop TTIP che in Europa hanno lavorato alla sensibilizzazione del pubblico sugli effetti potenzialmente disastrosi degli accordi commerciali negoziati segretamente da Bruxelles con l’interferenza costante delle grandi imprese transnazionali.

Il comunicato stampa ufficiale della Corte indica chiaramente nel “principio di democrazia” uno dei principali motivi per cui ha condannato la Commissione e invalidato la sua decisione.
L’orientamento delle reti europee è di non ripresentare l’Eci in questo momento, anche se è chiaro che sarebbe perfettamente legale farlo se dovesse servire. E questa volta sarebbe impossibile per Commissione trincerarsi dietro vizi di forma per negare ai cittadini europei di esprimersi su materie che li interessano da vicino.

Leggi il resto di questa voce

Cecilia la dice grossa: il CETA difende l’occupazione in Europa?*

E sulle minacce di Trump ammette: “al momento non ha messo nulla nero su bianco”

ceci

La commissaria europea al commercio Cecilia Malmstrom è stata audita oggi in teleconferenza  dalle commissioni Politiche UE e Attività produttive della Camera dei deputati sulle recenti minacce di Trump sull’elevazione di dazi contro le importazioni negli Stati Uniti di prodotti europei e sulla proposta di revisione delle difese commerciali europee da lei elaborata, per rispondere alla recente causa persa dall’Ue contro le importazioni di pollo dalla Cina. Malmstrom, che non ha convinto con le sue risposte sul tema specifico del dumping ne’ i due deputati del Pd Beneamati e Arlotti, ne quello della lega Allasia, che l’ha stimolata sulla crisi dei prezzi del riso in Italia, ne’ l’onorevole Fantinati del M5S che l’ha interrogata sulla contraffazione, ha tuttavia inanellato alcune “perle di propaganda” che è bene mettere in evidenza. Leggi il resto di questa voce

Trump non molla il TTIP, e il Senato italiano approva una risoluzione bipartisan preoccupata

TRUMP-NO-TTIP

Come più volte annunciato da queste pagine, il neopresidente statunitense Trump non mollerà il TTIP. Sicuramente non ne sentiremo parlare di nuovo prima di settembre-dicembre, ma il neo-insediato ministro al commercio ha risposto per iscritto ad alcune domande poste da senatori democratici non ha escluso la possibilità di riprendere i negoziati per il TTIP, ma ha osservato che l’Unione europea non sarebbe in grado di farlo fino alla fine dell’anno a causa delle elezioni in Francia e Germania.

Nel frattempo, però, in Italia, grazie all’impegno della  senatrice M5S Elena Fattori, dopo due anni di lavoro il correlatore del Pd Roberto Cociancich ha accettato di chiudere l’Indagine conoscitiva delle commissioni Agricoltura e Industria con una risoluzione bipartisan che, per la prima volta, in un atto ufficiale del Parlamento,  evidenzia le criticità del TTIP, impegna il Governo a farsi portatore del Parlamento nelle sedi UE e sottolinea il ruolo chiave dei Parlamenti nazionali nell’esame dei trattati di questo tipo, data la loro natura mista. Leggi il resto di questa voce

#StopCETA: lettera aperta ai senatori della sinistra PD

img-20170215-wa007

On. Senatore/Senatrice,
Le scriviamo come Campagna Stop TTIP Italia, a nome e per conto delle oltre 200 organizzazioni che hanno animato in questi tre anni l’opposizione ai negoziati TTIP, CETA e TiSA. La recente ratifica del CETA al Parlamento europeo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità la spaccatura interna non solo tra gli eurodeputati, ma anche in seno alle nostre società sugli impatti negativi che l’Accordo con il Canada potrà avere sull’economia, i diritti sociali e ambientali. In particolare, la stessa Commissione Europea stima mancate entrate a seguito dell’abbattimento dei dazi tali da annullare i vantaggi derivanti da risparmi in tariffe doganali. Inoltre, l’apertura degli appalti e di importanti servizi pubblici impedirà alle amministrazioni di favorire aziende locali e quindi di distribuire ricchezza sui territori. Misure che, unite al riorientamento dei flussi commerciali dall’asse intraeuropeo a quello transatlantico (fenomeno della trade diversion), rischiano di causare la perdita di 42 mila posti di lavoro soltanto in Italia, come recentemente sottolineato dalla Commissione EMPL al Parlamento europeo. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare e l’ambiente, il CETA non tutela adeguatamente il principio di precauzione, rinviando a tavoli tecnici fuori dal controllo pubblico la decisione su temi sensibili come OGM e sostanze chimiche, su cui l’approccio canadese è ben meno cautelativo rispetto a quello europeo.
Nel frattempo, triplicheranno le importazioni di grano con residui di pesticidi superiori ai limiti europei, così come saliranno le quote di latte e carne proveniente da un Paese che ha promosso cause all’UE in ambito WTO per ottenere compensazioni dal divieto di utilizzo degli ormoni della crescita negli allevamenti. Al contrario, non vi sarà protezione per la gran parte delle Indicazioni Geografiche italiane e comunitarie, rimaste escluse dalla lista inclusa nel trattato.
Tali misure rendono accordi come TTIP e CETA particolarmente delicati, e per questo resi pubblici con fatica solo grazie al lavoro della società civile, con un Governo italiano, specialmente nella figura del Presidente del Consiglio Renzi e del suo attuale Ministro Carlo Calenda, tra i principali sostenitori acritici dei negoziati.

A Lei sarà chiesto di votare una risoluzione di appoggio e sostegno alla conclusione dell’accordo TTIP con gli Stati Uniti e alla ratifica del trattato CETA con il Canada. Crediamo che la ratifica del CETA non possa passare sotto silenzio e per questo Le chiediamo di prendere in seria considerazione le preoccupazioni espresse nel documento che Le alleghiamo, esprimendo una chiara posizione contraria all’accordo
Qui può trovare i documenti a cui fare riferimento (http://bit.ly/2lmPUty) e un’argomentata smentita delle giustificazioni a sostegno dell’accordo (http://bit.ly/2kwf2PI)

Campagna Stop TTIP Italia

#StopCETA: ora la lotta si sposta in Italia

Mercoledì prossimo, 22 febbraio 2017, il Senato Italiano è chiamato a discutere e a votare una risoluzione sul CETA rimasta nel cassetto per diversi mesi.
Sarà il primo passo del processo di ratifica che chiederà al Parlamento italiano, nei prossimi mesi, di approvare l’accordo con il Canada.

img-20170215-wa010

Per l’occasione, la Campagna Stop TTIP Italia, lancia la prima mobilitazione diretta sui nostri rappresentanti in Parlamento. Nonostante il CETA sia passato a Strasburgo con il benestare di parte degli eurodeputati eletti nel PD, non deve passare l’idea che quest’ultimo sia un buon affare per il nostro Paese. Esattamente come il TTIP, infatti, l’accordo con il Canada abbassa il livello di tutela dei diritti e dell’ambiente in Europa e in Italia. Si rischia un abbandono definitivo del principio di precauzione in favore di un approccio irresponsabile che va a scapito dei lavoratori, dei servizi e della qualità dei prodotti. Questa deriva va fermata immediatamente dai Paesi che più avrebbero da perdere approvando il CETA. L’Italia rischia 40 mila posti di lavoro, una riduzione della sicurezza alimentare, un indebolimento della lotta al cambiamento climatico, il probabile ingresso di OGM e di prodotti trattati con pesticidi non consentiti in Europa, e la competizione delle sue piccole imprese con prodotti di scarsa qualità in misura tale da mandare in rovina interi settori dell’economia locale.

Per questo chiediamo con urgenza a tutte le cittadine e i cittadini italiani di scrivere ai senatori della propria circoscrizione.
A seguire, la bozza di email preparata dalla rete Stop TTIP, da inviare agli indirizzi dei senatori che trovate in questi link (prima lista: PD e Gruppo Misto)


On. Senatore, On. Senatrice,

la recente ratifica del CETA al Parlamento europeo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità la spaccatura interna non solo tra gli eurodeputati, ma anche in seno alle nostre società sugli impatti negativi che l’accordo con il Canada potrà avere sui diritti economici, sociali e ambientali. È assolutamente necessario aprire un ampio dibattito nazionale con la società civile, evitando qualsiasi accelerazione del processo di approvazione che possa danneggiare un confronto trasparente e un dibattito democratico, grandi assenti durante la fase negoziale del CETA.

Nei mesi passati oltre 450 tra Ong e associazioni di consumatori hanno inviato numerosi documenti e ricerche sui rischi del CETA e nei giorni scorsi diverse organizzazioni sindacali e di categoria si sono espresse con viva preoccupazione riguardo le ricadute occupazionali. Le Regioni Puglia, Calabria e Toscana hanno espresso la loro ferma contrarietà alla ratifica del trattato, consce dei rischi per l’agricoltura e le piccole imprese.

Come cittadino/a italiano/a e come elettore o elettrice nella circoscrizione dove Lei è stata/o eletta/o, sono particolarmente preoccupata/o della politica economica e commerciale messa in campo dalla Commissione Europea. Il TTIP prima e adesso il CETA, per una serie di questioni già evidenti nei testi ufficiali, disegnano una prospettiva di sviluppo che rischia di impattare negativamente sulla filiera agroalimentare italiana, sulla tutela ambientale e persino sulle prerogative degli organismi democraticamente eletti nel nostro Paese, attraverso l’istituzione di un sistema per la risoluzione delle controversie potenzialmente lesivo delle prerogative costituzionali. Il tutto senza offrire garanzie esigibili per le condizioni e i diritti dei lavoratori.

L’Italia sarà ora chiamata a ratificare il CETA, un accordo i cui rischi sono noti dalle analisi effettuate sul testo consolidato. Per questo crediamo necessario esprimere voto contrario alla Risoluzione che Lei è tenuto a votare questo mercoledì: la ratifica del CETA non può passare sotto silenzio a tal proposito Le chiedo di prendere in seria considerazione le preoccupazioni espresse nei documenti inclusi nel testo di questa lettera, esprimendo una chiara posizione contraria.

Qui può trovare i documenti a cui fare riferimento (https://goo.gl/lLPnoO) e un’argomentata smentita sulle posizioni a sostegno dell’accordo (https://goo.gl/dV8qez)

Rimango in attesa di una sua cortese risposta e le invio cordiali saluti

Firma (nome e cognome, città)

CETA: i nomi e cognomi di chi ha votato

ceta-strasurgo

Ecco i nomi e cognomi degli europarlamentari italiani che hanno sostenuto il CETA, e di chi si è opposto. A voi, cittadini ed elettori, l’onore e onere di chiedere conto agli europarlamentari eletti nella vostra circoscrizione del voto espresso.
Per la Campagna Stop TTIP Italia la ratifica appena votata a Strasburgo è stata una tappa nella mobilitazione per bloccare l’accordo con il Canada.
Il prossimo obiettivo è Roma, per fermarne la ratifica alla Camera e al Senato.


Hanno votato a favore del CETA

Conservatori e riformisti
Fitto – Sernagiotto

Popolari
Comi – Cesa – Cicu – Dorfmann – Giardini – Mussolini – Maullu – La Via – Patriciello Pogliese – Salini

Socialdemocratici (S&D)
Bettini – Bonafe – Costa – DeMonte – Danti – Gualtieri – Kyenge – Pittella – Picierno – Toia – Zanonato – Zoffoli – Morgano – Sassoli

Non iscritti: Soru

Hanno votato contro il CETA

Movimento 5 Stelle
Adinolfi – Agea – Aiuto – Beghin – Borrelli – Castaldo – Corrao – D’Amato –  Evi – Tamburrano – Valli – Zullo – Zanni – Ferrara – Pedicini – Moi

Lega Nord
Bizzotto – Fontana – Salvi – Borghezio – Ciocca

Lista Tsipras/Altraeuropa
Forenza – Maltese – Spinelli

Verdi
Affronte

Socialdemocratici (S&D)
Benifei – Briano – Caputo – Cofferati – Chinnici – Cozzolino – Panzeri – Schlein – Giuffrida – Viotti

Si sono astenuti sul CETA

Popolari
Cirio

Partito Democratico
Gentile

Non votanti

Tajani (Popolare, come Presidente dell’Europarlamento); Matera, Martuscello (Popolari, assenti). De Castro,  Mosca,  Bresso, Paolucci, Gasbarra (Socialdemocratici (S&D), assenti)

Strasburgo approva il CETA: ora pressione sull’Italia

ceta-strasurgo

Stop TTIP Italia: «Socialdemocratici e popolari irresponsabili. Adesso l’Italia deve respingere l’accordo tossico»

ROMA, 15 FBBRAIO 2017 – Il Parlamento Europeo ha appena deciso di ratificare il CETA con 408 voti a favore e 254 contrari. Nonostante una spaccatura profonda nel partito socialdemocratico, l’accordo con il Canada è stato approvato. Per la parte di competenza europea, entrerà provvisoriamente in vigore senza attendere il vaglio di 38 Parlamenti nazionali in 28 Stati membri. Il loro pronunciamento è comunque una vittoria della società civile, che ha impedito a Bruxelles di mantenere il CETA un affare soltanto europeo.

«Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente. Ma in Italia un simile atteggiamento non sarà tollerato. Le urne sono vicine, e gli elettori faranno pesare questa scelta sconsiderata ai partiti che li hanno delusi in Europa».

Leggi il resto di questa voce

Alle 12 a Strasburgo si vota #StopCETA: dovranno passarci sopra

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: