Con la scusa di Trump, l’UE riprova a forzare il TTIP

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Non servono particolari commenti per qualificare l’azione in corso in queste ore da parte della Commissione europea: un blitz estivo non democratico per forzare, con la scusa di comporre con Trump lo sfregio dei dazi, una liberalizzazione commerciale di settori molto delicati, legati alla qualità della vita delle persone, come i servizi, i farmaci, la chimica, i prodotti medici e la soia, che negli Stati Uniti è per la stragrande parte Ogm. E soprattutto avvicinare regole e standard per facilitare il commercio, non nell’usuale formato negoziale, già abbastanza oscuro, ma in un comitato ristretto di tecnici. Un TTIP mascherato e in mano a pochi

E’ tutto scritto nel comunicato congiunto US-EU concordato dopo l’incontro tra Claude Juncker e l’amministrazione statunitense in cui si mette in campo una scorciatoia tecnica per evitare gli eventuali ostacoli parlamentari. E contro questo pericolo c’è bisogno di una risposta ferma da parte del Parlamento Europeo e di quello italiano, e di una reazione decisa da parte dei movimenti, nonostante la calura estiva.

Nella nota si legge che Commissione e Amministrazione Trump vogliono “ lanciare una nuova fase nel rapporto tra Stati Uniti e Unione Europea – una fase di stretta amicizia, di forti relazioni commerciali in cui entrambi vinceremo, di lavorare meglio insieme per la sicurezza globale e prosperità e di combattere congiuntamente contro il terrorismo. Gli Stati Uniti e l’Unione europea contano insieme oltre 830 milioni di cittadini e oltre il 50% del PIL mondiale. Se collaboriamo, possiamo rendere il nostro pianeta un posto migliore, più sicuro e più prospero. Già oggi, gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno un rapporto commerciale bilaterale di $ 1 trilione – il più grande rapporto economico nel mondo. Vogliamo rafforzare ulteriormente questo rapporto commerciale a vantaggio di tutti i cittadini americani ed europei.
Questo è il motivo per cui oggi abbiamo concordato, in primo luogo, di lavorare insieme verso tariffe zero, zero barriere non tariffarie e zero sussidi per beni industriali non auto. Lavoreremo anche per ridurre gli ostacoli e aumentare il commercio di servizi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, prodotti medici e soia”.

Quindi mentre si accolgono i veto tedeschi alle liberalizzazioni del settore delle auto, le preoccupazioni dei cittadini sulla protezione dei propri diritti espresse da oltre 5 anni, e le richieste di cautela avanzate non contano assolutamente nulla, visto che si lavorerà a mani libere proprio sui settori più sensibili.

“Ciò – secondo la nota – aprirà i mercati per gli agricoltori e i lavoratori, aumenterà gli investimenti e porterà ad una maggiore prosperità sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea. Renderà anche il commercio più equo e più reciproco”. Ma su questo, chiaramente, non ci sono ne’ dati ne’ evidenze, solo propaganda.

“In secondo luogo, abbiamo concordato oggi di rafforzare la nostra cooperazione strategica in materia di energia. L’Unione europea vuole importare più gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti per diversificare il proprio approvvigionamento energetico”.  E chiaramente qui si intravedono gli interessi delle grandi multinazionali dell’energia, comprese quelle di casa nostra, che non si preoccupano dell’impatto dell’eventuale approvvigionamento, ma solo di accaparrarselo.

“In terzo luogo, abbiamo convenuto oggi di avviare uno stretto dialogo sugli standard al fine di facilitare gli scambi, ridurre gli ostacoli burocratici e tagliare i costi”.
E questo, pericolosamente, senza alcun controllo democratico o parlamentare.

“In quarto luogo, abbiamo concordato oggi di unire le forze per proteggere meglio le società americane ed europee dalle pratiche commerciali sleali globali. Lavoreremo quindi a stretto contatto con partner affini per riformare l’OMC e affrontare pratiche commerciali sleali, tra cui il furto di proprietà intellettuale, trasferimento forzato di tecnologia, sovvenzioni industriali, distorsioni create da imprese statali e sovraccapacità”. Riformare l’Omc/Wto proprio con di concerto con gli Usa, che ne bloccano il funzionamento da anni solo per proteggere la concorrenza sleale che loro spingono con elevate barriere commerciali e volumi di sussidi.

“Abbiamo deciso di istituire immediatamente un gruppo di lavoro esecutivo dei nostri più stretti consulenti per portare avanti questa agenda congiunta. Inoltre, individuerà misure a breve termine per facilitare gli scambi commerciali e valutare le misure tariffarie esistenti. Mentre stiamo lavorando su questo, non andremo contro lo spirito di questo accordo, a meno che nessuna delle parti non risolva i negoziati”, spiegano le parti, dichiarando chiaramente le proprie intenzioni antidemocratiche e il formato irrituale che intendono utilizzare.

Solo da ultimo, dimostrando le proprie vere intenzioni, e il fatto che il problema acciaio sia davvero l’ultimo dei problemi per tutti, le parti dichiarano “Vogliamo anche risolvere le questioni tariffarie e di ritorsione in acciaio e alluminio”,  contro cui per settimane alzavano da Bruxelles alte grida che, come abbiamo denunciato più volte, si dimostrano puramente strumentali.

DENUNCIAMO QUESTA PERICOLOSA DERIVA, ATTIVIAMOCI SUBITO PER CONTRASTARE QUESTA ENNESIMA OPERAZIONE ANTIDEMOCRATICA #STOPTTIP subito.

 

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Pubblicato il 26 luglio 2018 su Blog. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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