Oltre 5500 candidati contro il CETA: verso un Parlamento #StopCETA

I want you #NoCETAOltre 5500 candidati alle elezioni di tutti gli schieramenti politici (oltre 500 come adesione individuale, i rimanenti come sostegno ufficiale del gruppo) hanno dichiarato di opporsi, se eletti, alla ratifica del CETA, l’Accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea, rimandata sine die nell’ultima legislatura grazie alla crescente pressione dell’opinione pubblica. E’ il risultato di #NoCeta #NonTratto, l’iniziativa della Campagna Stop TTIP / Stop CETA, coordinamento nazionale di oltre trecento organizzazioni e cinquanta comitati locali.

“Un accordo che impatterà pesantemente sulle nostre piccole imprese, sui piccoli produttori agricoli come sulle nostre tipicità” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della Campagna italiana Stop TTIP / Stop CETA. “Dopo anni di crescente mobilitazione, dopo essere riusciti a sospendere il processo di ratifica nel Parlamento italiano, il nostro assalto al cielo è la nascita di un Parlamento #StopCETA, che si opponga alla svendita dei diritti e delle nostre tipicità al peggior offerente riaprendo con la Commissione europea un confronto decisivo sul ruolo e la struttura dei trattati commerciali”.
Nonostante la retorica del Governo Gentiloni e del Ministro Carlo Calenda, i vantaggi ottenuti dal nostro Paese in seguito all’applicazione dell’accordo sarebbero minimi rispetto agli impatti negativi.

Qui il podcast della Conferenza stampa organizzata in Senato il 1 marzo 2018
https://www.radioradicale.it/scheda/534732/noceta-tutelare-agricoltori-e-consumatori-ambiente-e-diritti-dei-lavoratori

E questo un servizio di Tele Ambiente sull’iniziativa
https://www.teleambiente.it/noceta-tutelare-agricoltori-consumatori-ambiente/

“La questione delle Indicazioni geografiche è stata utilizzata come cavallo di troia per dimostrare i potenziali vantaggi del trattato, senza però sottolineare che degli oltre 291 prodotti italiani tipici tutelati in Europa, solo 41 beneficerebbero della tutela parziale sul mercato canadese, col rischio di reciprocità” sottolinea Di Sisto, “in uno scenario agroalimentare che si modificherebbe profondamente, sia dal punti di vista dei flussi di prodotti (ad esempio i cereali) che degli standard di protezione del consumatore e dell’ambiente. In un momento di crisi economica non serve mettere sotto pressione le nostre produzioni e i nostri livelli di tutela, ma al contrario ripensare profondamente la politica commerciale europea verso un sistema di scambi più sostenibile a livello ambientale e sociale”.

Con l’iniziativa #NoCeta #NonTratto l’obiettivo è consolidare un gruppo trasversale di parlamentari contrari all’accordo, rafforzando e superando l’esperienza dell’attuale gruppo interparlamentare che è riuscito a raccogliere oltre cento adesioni nel corso del 2017.

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Pubblicato il 1 marzo 2018 su Blog. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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