Servizi pubblici: quando Stop TTIP Italia stana il Viceministro Calenda

“Gen­tile diret­trice,
Marco Ber­sani nel suo arti­colo «CETA e TTIP con­tro i ser­vizi», pub­bli­cato il 31 otto­bre scorso, sem­bra indi­care una volontà dell’Europa di aprire i ser­vizi pub­blici agli inve­sti­menti pri­vati esteri, attra­verso gli accordi di libero scam­bio. Così non è. Prin­ci­pio fon­da­men­tale delle nego­zia­zioni con­dotte dall’UE in mate­ria è che il livello di libe­ra­liz­za­zione offerto nell’ambito degli accordi com­mer­ciali euro­pei deriva dal grado di aper­tura già con­sen­tito a livello nazio­nale dagli stati membri.

Le liste degli impe­gni ita­liani ed euro­pei nel CETA, nel TiSA e nel TTIP ripren­dono, infatti, quanto già sta­bi­lito nell’accordo gene­rale sul com­mer­cio di ser­vizi del WTO (GATS), alla luce delle evo­lu­zioni nor­ma­tive che dagli anni ’90 hanno por­tato nel nostro Paese le pri­va­tiz­za­zioni e le libe­ra­liz­za­zioni in alcuni settori” […]

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Pubblicato il 4 Novembre 2015 su Blog. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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