TTIP: No all’accordo USA-UE plasmato sugli interessi delle imprese

Nonostante lo scandalo delle attività spionistiche della NSA statunitense nei confronti delle istituzioni dei Paesi europei, l’appello a fermare i negoziati di liberalizzazione commerciale tra le du sponde dell’oceano è rimasto inascoltata.
Lunedì 8 luglio a Washington è stato avviato il primo ciclo di negoziati sul Transatlantic Trade and Investment Agreement (TTIP, oppure TAFTA).
Con una Lettera aperta al presidente Usa Obama, al presidente della Commissione UE  Barroso e al presidente del Consiglio d’Europa Van Rompuy, oltre 60 organizzazioni della società civile di Stati Uniti e Usa, tra cui l’italiana Tradewatch, hanno manifestato le loro preoccupazioni sul contenuto del negoziato e sull’uso di condurre le trattative a porte chiuse, in nome della protezione del segreto commerciale e a dispetto della partecipazione democratica dei cittadini alla difesa dei propri diritti.

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Pubblicato il 7 marzo 2014, in Blog con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. matteo ginanni

    Devo dire che non ho assolutamente fiducia né nel premier italiano né nel presidente degli USA. Vorrei pero’ aggiungere una cosa che nasce da una osservazione di quello che e’ accaduto negli anni precedenti. Tanti raduni di persone che protestano, la maggior parte delle quali non sanno neanche perche’ fanno parte di quella manifestazione….voglio essere piu’ chiaro! Si trovano in mezzo alla manifestazione perche’ qualcuno ha detto loro che tale articolo verra’ abolito ma non e’ giusto (naturalmente mi piacerebbe sapere se, vocabolario di italiano alla mano, queste persone si sono ben studiate l’articolo -”vocabolario perche’ Leggi ed articoli di Legge sono sovente scritti con vocaboli tecnici e con parole ricercate”-), che questa Legge o quell’altra Legge verra’ varata e comportera’ questo e quest’altro (come nella precedente parentesi), poi arrivano magicamente i black bloch e la manifestazione diventa violenta. Risultato: le tv parlano della violenza nelle manifestazioni, stop. Il motivo x cui la manifestazione e’ stata fatta si perde nell’etere, e questo perche’ tutti noi, cioe’ circa 40 milioni di adulti ed anziani (sembra che gli altri 20 milioni siano sotto i 18 anni) non ci autoinformiamo e non lottiamo nella giusta maniera. Io non voglio insegnare niente a nessuno, non sono in grado, pero’ mi piacerebbe cercare una soluzione piu’ forte, come quella di rivolgersi ai tribunali, anche europei…..noi abbiamo una costituzione che ci protegge ma se non la si conosce come si fa’ ad appellarcisi?
    Grazie per avermi dato l’opportunita’ di esprimermi
    Matteo Ginanni

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